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Cosenza, battute conclusive del progetto “Ciak… un processo simulato per evitare un vero processo”

Il progetto nasce nel 2014 da un’idea del presidente del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, dottor Luciano Trovato, e del giudice onorario dottor Francesco Eboli

Pubblicato il: 24/05/2026 – 18:17
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Cosenza, battute conclusive del progetto “Ciak… un processo simulato per evitare un vero processo”

COSENZA Si sono svolte sabato 23 maggio nell’aula della Corte d’Assise e nell’aula 9 del Tribunale di Cosenza, le ultime quattro simulazioni processuali dell’undicesima edizione di “Ciak… un processo simulato per evitare un vero processo”, il progetto educativo dedicato alla diffusione della cultura della legalità tra i giovani.
Aver fatto coincidere questa ultima giornata in tribunale con una data molto significativa per la promozione dei concerti della legalità e la lotta alla delinquenza, ha assunto un importante valore simbolico. Alla presenza delle referenti del progetto avvocate Marietta De Rango, Maria Gagliardi ed Ilaria Summa e con la partecipazione della presidente del tribunale Loredana De Franco, della presidente di Corte d’Assise Paola Lucente, e Giuseppina Ferrucci, presenti nelle varie giornate.
L’edizione di quest’anno ha registrato una partecipazione straordinaria: coinvolte complessivamente 82 classi appartenenti a 56 istituti scolastici del territorio, di cui 15 scuole primarie, 32 scuole secondarie di primo grado e 35 scuole secondarie di secondo grado. Il progetto nasce nel 2014 da un’idea del presidente del Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, dottor Luciano Trovato, e del giudice onorario dottor Francesco Eboli, con l’obiettivo di prevenire il disagio e la devianza minorile attraverso la conoscenza del processo penale minorile e delle sue conseguenze. L’iniziativa si sviluppa attraverso diverse fasi: la formazione dei docenti referenti, gli incontri nelle scuole con esperti della giustizia minorile, la simulazione di processi penali minorili nelle vere aule di tribunale e la realizzazione di prodotti multimediali sui temi affrontati. Attraverso le simulazioni processuali, studentesse e studenti hanno avuto modo di comprendere concretamente il valore della legalità, il ruolo della giustizia e le conseguenze dei comportamenti devianti. Tutte le scolaresche coinvolte si sono distinte per passione, partecipazione e forte interesse verso le attività proposte. “Rassicurati da anni di positive esperienze – spiegano i promotori – possiamo affermare con sicurezza che il progetto rappresenta oggi un’importante esperienza educativa e di prevenzione sociale, capace di coinvolgere attivamente studenti e comunità scolastiche”.

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