Furgiuele a “Porta a Porta”: «Ho detto no a un centrodestra camomilla». Durigon: «Domenico? Un bravissimo ragazzo…»
Il parlamentare calabrese intervistato dal programma di Vespa sul suo addio alla Lega per abbracciare Vannacci. Il sottosegretario replica con distacco e ironia

LAMEZIA TERME «È una scelta ponderata, un percorso che non mi porta ad abbandonare una storia, ma mi porta a far rivivere una storia all’interno di Futuro Nazionale». Sono giorni intensi per Domenico Furgiuele, alla ribalta dopo aver consumato lo strappo dalla Lega per abbracciare il progetto di Futuro Nazionale dell’ex generale Roberto Vannacci. Un passaggio politico che anche “Porta a Porta” di Bruno Vespa, su Rai1, mette a fuoco con un’intervista a 360 gradi al parlamentare calabrese, che riannoda anche i fili della memoria ricordando di aver praticamente fondato la Lega in Calabria – «all’epoca si chiamava Lega Nord per la Padania ed è stata una scelta di coraggio» – ma subito specificando: «La stessa scelta di coraggio faccio oggi» perché «quando quello che ami non lo riconosci più, allora lo devi lasciare andare». Furgiuele spiega quindi i motivi dello “strappo” con il Carroccio di Salvini: «Ci sono due aspetti, un aspetto identitario e di appartenenza, e un aspetto strategico, che mi hanno portato a votare provvedimenti che non condividevo. Come, per esempio, quelli relativi alla rinuncia all’utilizzo delle materie prime provenienti dalla Russia, piuttosto che l’appiattimento totale sul sostegno alla guerra in Ucraina. Anche l’ultima svolta ultramoderata di quel partito, la direzione che stanno prendendo sui temi etici. Noi non verremo schiacciati dai diktat e dai capricci Lgbt».
«Il mio ritorno a Camelot»
E ancora – aggiunge Furgiuele a “Porta a Porta” – «Futuro Nazionale è il mio ritorno a Camelot. Non è un ritorno a un passato nostalgico, ma un ritorno a dei punti di riferimento valoriali». In Futuro Nazionale – prosegue – «spero di trovare il coraggio, il coraggio di parlare di temi importanti come la remigrazione, che un certo centrodestra annacquato, un “centrodestra camomilla”, così come l’ho definito io, non ha il coraggio di portare avanti». La collocazione di Futuro Nazionale? Per Furgiuele «FnV è l’unico vero partito di destra. Ha dato la sua disponibilità a rimanere, con le sue idee forti e con la sua radice antica, all’interno dell’area di centrodestra. Alcuni esponenti del centrodestra non condividono questa posizione? Si prenderanno la loro responsabilità ove il centrodestra dovesse perdere, perché Futuro Nazionale sarà determinante.»
Parola a Durigon
In studio, con Vespa, c’è Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro e soprattutto “colonnello” della Lega e “braccio operativo” del laader Matteo Salvini anche per la gestione del Carroccio in Calabria. E Durigon commenta l’addio di Furgiuele con un certo distacco e un pizzico di ironia: «Nell’ultimo anno prima delle elezioni c’è sempre un fermento di posizionamenti per la ricollocazione. Domenico è un bravissimo ragazzo, tra parentesi, è un ragazzo che nasce con questa visione della Lega. Si è candidato lui; mi ricordo che nella sua prima elezione fece candidare anche sua madre al Senato come capolista. Questo – sostiene Durigon – fa capire la voglia che aveva di entrare in Parlamento. È stato nel governo Draghi e penso che abbia fatto cose ancora più distanti da questa visione del centrodestra. Oggi dire che il centrodestra sia quella cosa, ecco, questo mi dispiace. Uno può fare scelte diverse e le fa perché ha bisogno…». (c. a.)
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