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Lavoro “nero”, sospesa l’attività di una ditta specializzata nella lavorazione di metalli

Intervento dei carabinieri a Simeri Crichi

Pubblicato il: 13/06/2026 – 11:34
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Lavoro “nero”, sospesa l’attività di una ditta specializzata nella lavorazione di metalli

CATANZARO A Simeri Crichi i Carabinieri, affiancati dai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) di Catanzaro, hanno riscontrato irregolarità amministrative all’interno di una ditta specializzata nella lavorazione di metalli. Un lavoratore su dieci è risultato impiegato “in nero”. È stata pertanto disposta la provvisoria sospensione dell’attività lavorativa, con l’elevazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo pari a 6.400,00 euro e la formale diffida nei confronti del titolare a sanare la violazione. Durante il controllo, mirato al contrasto del lavoro sommerso, i militari hanno ispezionato i locali dell’azienda, composti da un’area esterna di lavorazione e da due capannoni, adibiti al piano terra a officina con macchine per tornitura e saldatura, e al primo piano a uffici. Come prima cosa, si è proceduto all’identificazione di tutti i dieci dipendenti presenti sul posto, tra cui figurava anche un tirocinante. Le verifiche sul campo hanno permesso di accertare che uno di essi, un 19enne, prestava la propria opera in totale assenza di regolare assunzione. Il ragazzo è stato conseguentemente allontanato in via precauzionale dal luogo di lavoro. L’attività aziendale resterà provvisoriamente sospesa finché il non avrà ottemperato alle prescrizioni imposte, regolarizzando la posizione del dipendente entro i termini previsti dalla legge. La revoca della sospensione, inoltre, è strettamente subordinata all’esito degli ulteriori approfondimenti che i militari stanno conducendo sulla voluminosa documentazione acquisita negli uffici. Sotto la lente d’ingrandimento dei Carabinieri sono finiti, in particolare, il Libro Unico del Lavoro, la tracciabilità dei pagamenti delle retribuzioni, i contratti stipulati, i documenti sul tirocinante, gli attestati di frequenza dei corsi sulla sicurezza, la documentazione inerente alla sorveglianza sanitaria e le autorizzazioni dell’Ispettorato in merito al sistema di videosorveglianza installato nei locali.

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