“Open Gates”, Pierpaolo Tormento torna in carcere
Ha lasciato il proprio domicilio, in piena notte e in stato confusionale. Torna al “Sergio Cosmai” per effetto dell’aggravamento della misura

COSENZA Pierpaolo Tormento torna in carcere. Lo scorso 28 maggio era passato ai domiciliari a seguito dell’accoglimento della richiesta di sostituzione della misura cautelare proposta dal suo legale di fiducia, l’avvocato Mario Scarpelli. La misura meno afflittiva era stata disposta e decisa dal tribunale di Catanzaro nei confronti dell’indagato coinvolto nell’inchiesta denominata “Open Gates”. Oltre ai domiciliari, per Tormento era stata disposta l’applicazione del braccialetto elettronico.
Il ritorno in carcere
Qualche giorno fa, Tormento ha lasciato il proprio domicilio, recandosi in piena notte e in stato confusionale nella sede del 1° Reggimento Bersaglieri Cosenza, dove avrebbe chiesto aiuto. Un attacco di panico, il probabile motivo che ha spinto l’indagato ad “evadere” dai domiciliari. Nelle scorse ore, Tormento è stato arrestato come conseguenza dell’aggravamento della misura ed ha fatto ritorno, questa mattina, nel carcere di Cosenza. L’avvocato Scarpelli impugnerà la decisione. Nel frattempo, avverso la precedente ordinanza di scarcerazione, aveva proposto appello anche la Dda di Catanzaro. La Distrettuale, nelle motivazioni, ritiene errata la decisone assunta dal Collegio che aveva concesso i domiciliari. L’appello sarà discusso nell’udienza fissata il prossimo 23 giugno 2026.
L’operazione “Open Gates”
“Open Gates” è l’operazione nata per far luce sui presunti illeciti nella gestione del carcere di Catanzaro. L’inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro ha fatto emergere diverse falle nel sistema di gestione del carcere diventato quasi un «hotel» per i detenuti. Tra i reati contestati, a vario titolo agli indagati, il concorso esterno in associazione a delinquere, la falsità ideologica e la corruzione. L’attività degli investigatori prese il via a seguito dell’arresto di Franco Tormento. Era il 2022, quando il cosentino venne arrestato dai carabinieri nel parcheggio interno del carcere di Siano – dove stava andando a trovare il figlio detenuto, Pierpaolo Tormento – perché nascondeva, cuciti nella tuta da lavoro che indossava, 99 grammi di hashish e 5,5 grammi di cocaina. Nell’auto di Franco Tormento, i militari trovarono anche, ben occultati in intercapedini, 15 telefoni cellulari completi di cavi di alimentazione. Un quantitativo anomalo che insospettì le forze dell’ordine e convinse la procura ad approfondire le indagini. (f.b.)
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