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«Il Pnrr sta sostenendo la crescita, ora servono investimenti e transizione energetica»

Scalese (Cgil Area Vasta) commenta il report Bankitalia

Pubblicato il: 21/06/2026 – 14:37
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«Il Pnrr sta sostenendo la crescita, ora servono investimenti e transizione energetica»

CATANZARO Bene i segnali di crescita registrati dalla Calabria nel rapporto annuale della Banca d’Italia, ma sarebbe un errore leggere questi dati come la prova che i problemi strutturali dell’economia regionale siano stati superati. Al contrario, proprio l’analisi dell’Istituto evidenzia come molti degli indicatori positivi registrati nel 2025 siano stati sostenuti in larga misura dagli investimenti pubblici, dall’attuazione del PNRR, dalle politiche di coesione e dagli incentivi fiscali nazionali. Lo afferma il segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese, commentando il rapporto sull’economia della Calabria presentato dalla Banca d’Italia. Per Scalese, infatti, la sfida principale riguarda la capacità della Calabria di trasformare l’attuale fase di espansione in uno sviluppo stabile e duraturo. «Molti degli investimenti che oggi sostengono l’economia regionale sono legati alle risorse straordinarie del PNRR, agli incentivi pubblici e alle misure di sostegno alle imprese. Si tratta di strumenti importanti che stanno producendo effetti positivi, ma che per loro natura non potranno durare all’infinito. Il rischio è che, una volta esaurita questa spinta, il sistema economico regionale torni a rallentare se non saremo capaci di attrarre e consolidare investimenti privati nei settori strategici», afferma il segretario della Cgil che richiama anche alcuni elementi di criticità evidenziati dal rapporto, a partire dal ritardo sul fronte dell’innovazione. «La stessa Banca d’Italia certifica che la Calabria continua ad avere una delle più basse capacità innovative del Paese, con livelli di attività brevettuale e di ricerca molto inferiori alla media nazionale. È un dato che deve preoccupare perché senza innovazione, ricerca e trasferimento tecnologico non si costruisce sviluppo duraturo e non si creano posti di lavoro qualificati». Secondo Scalese, una delle grandi occasioni da cogliere riguarda la transizione energetica e ambientale. «La Calabria dispone di risorse naturali straordinarie e può diventare un laboratorio nazionale della transizione energetica. Ma questo richiede una programmazione industriale vera, investimenti nelle reti, nelle comunità energetiche, nelle energie rinnovabili, nella formazione delle competenze e nella creazione di filiere produttive che generino valore e occupazione sul territorio. Non possiamo limitarci a ospitare impianti o infrastrutture senza costruire ricadute economiche e occupazionali per i lavoratori e per le comunità locali». «L’aumento degli occupati è certamente positivo, ma va letto insieme ai dati sulle retribuzioni e alla persistente fragilità del mercato del lavoro calabrese. La vera sfida è creare occupazione stabile, qualificata e adeguatamente retribuita. Crescere non basta se continuano a permanere bassi salari, precarietà e fuga dei giovani qualificati verso altre regioni – conclude Scalese -. La crescita registrata nel 2025 rappresenta un’opportunità che non va sprecata. È il momento di costruire una strategia di sviluppo capace di mettere insieme investimenti pubblici e privati, innovazione, lavoro di qualità, sostenibilità ambientale e coesione sociale. Solo così la Calabria potrà trasformare una fase favorevole in una prospettiva stabile di crescita e sviluppo».

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