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Caso Teatro Grandinetti a Lamezia, Vitale presenta una interrogazione: «Serve trasparenza»

La consigliera comunale di Azione: «L’affidamento ponte chiarisce la fase transitoria, ora servono regole e visione per il futuro»

Pubblicato il: 24/06/2026 – 9:09
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Caso Teatro Grandinetti a Lamezia, Vitale presenta una interrogazione: «Serve trasparenza»

LAMEZIA TERME «Il Teatro Grandinetti è uno dei principali beni culturali pubblici di Lamezia e il suo futuro non può essere affrontato con soluzioni contingenti o con una programmazione a vista». Lo afferma la consigliera comunale di Azione Annita Vitale, che ha presentato un’interrogazione al Sindaco e all’Assessore competente sulla gestione della struttura, sulla prosecuzione delle attività successive alla scadenza della precedente concessione e sugli indirizzi dell’Amministrazione per il futuro affidamento.
«Non è in discussione il lavoro svolto dall’ATS che ha gestito il Teatro negli anni precedenti, né il contributo assicurato alla vitalità culturale della città. Il tema è politico-amministrativo e riguarda la tutela di un bene pubblico, la trasparenza delle procedure, la certezza dei rapporti con associazioni e operatori culturali e la necessità di costruire una prospettiva chiara per uno dei principali presìdi culturali cittadini», sottolinea Vitale.
La consigliera richiama la scadenza della precedente convenzione, fissata al 30 aprile 2026, e la deliberazione di Giunta n. 127 del 6 maggio, nella quale l’Amministrazione aveva evidenziato l’assenza dei presupposti per procedere a proroghe, rinnovi o rinegoziazioni della gestione in essere.
«Dopo quella data il Teatro ha continuato a ospitare spettacoli e iniziative. È quindi innanzitutto necessario comprendere a quale titolo la struttura sia stata utilizzata, chi abbia assicurato apertura, custodia, sicurezza, pulizia e servizi tecnici e, soprattutto, sulla base di quali atti siano stati regolati i rapporti con associazioni e operatori culturali», evidenzia Vitale.
Nelle ultime ore è stata pubblicata la determina relativa all’affidamento temporaneo della gestione del Teatro Grandinetti. «Prendo atto che l’Ente ha inteso disciplinare la fase transitoria attraverso un nuovo affidamento della durata di sei mesi, oltre un’eventuale estensione di un mese. La pubblicazione del provvedimento costituisce certamente un elemento di chiarezza rispetto a una fase che richiedeva atti formali e definizioni puntuali. Proprio per questo, tuttavia, sarà necessario verificare con attenzione la piena coerenza dell’operazione sotto il profilo amministrativo e contrattuale, anche in relazione alla natura effettiva del rapporto, al valore economico della gestione e alla scelta di riaffidare il Teatro al medesimo assetto gestionale uscente».
«Non si mette in discussione l’esigenza di assicurare continuità alle attività del Grandinetti, né il lavoro svolto negli anni precedenti. Ma una gestione ponte, per essere realmente tale, deve costituire un rapporto nuovo, autonomo, limitato al tempo strettamente necessario alla conclusione della procedura ordinaria e sorretto da motivazioni rigorose. Resta inoltre interamente aperto il tema della mancata programmazione: la scadenza del 30 aprile era nota e l’Amministrazione avrebbe dovuto predisporre per tempo il percorso necessario ad assicurare continuità, certezza e trasparenza alla gestione del Teatro».
«Restano inoltre da chiarire le modalità con cui è stata gestita la fase precedente, nei mesi intercorsi tra la scadenza della precedente concessione e l’adozione del nuovo provvedimento, durante i quali il Teatro ha continuato a ospitare attività e iniziative. Su questo occorrono atti, risposte e una ricostruzione trasparente, perché un bene pubblico così rilevante non può vivere in una zona grigia amministrativa».
Per la consigliera, l’attenzione deve ora concentrarsi soprattutto sul nuovo affidamento pluriennale. «La gestione ponte garantisce continuità per i prossimi mesi, ma la vera questione riguarda il modello che verrà scelto per gli anni a venire: quali obiettivi culturali si intendono perseguire, quali criteri saranno adottati, quali garanzie saranno riconosciute al tessuto culturale cittadino».
Nell’interrogazione Vitale chiede che il futuro affidamento garantisca alle associazioni, alle compagnie teatrali, alle scuole e alle realtà culturali del territorio una fruibilità piena, effettiva e non discriminatoria del Teatro. «Il Grandinetti è un bene pubblico e deve restare un presidio culturale accessibile alla comunità. Servono criteri trasparenti, pubblici e facilmente verificabili, con tariffe sostenibili, contenute e coerenti con la natura pubblica della struttura». La consigliera richiama infine le osservazioni emerse dalla Consulta delle Associazioni e da numerosi operatori culturali. «Lamezia dispone di compagnie, associazioni e realtà artistiche di grande valore, spesso riconosciute anche oltre i confini cittadini. Meritano serietà, programmazione pluriennale e investimenti, non incertezze o soluzioni esclusivamente temporanee». Da qui la richiesta di un confronto stabile con associazioni, compagnie, scuole e operatori culturali e di un ragionamento più ampio sul sistema teatrale cittadino. «Non dobbiamo pensare soltanto al Grandinetti, ma immaginare progressivamente un sistema integrato tra tutte le strutture teatrali pubbliche, comprese quelle oggi non fruibili o interessate da interventi di recupero e riqualificazione. È questa la direzione necessaria per mettere davvero il patrimonio culturale di Lamezia al servizio della collettività e costruire una politica culturale moderna, inclusiva e capace di guardare al futuro», conclude Vitale.

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