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Lomonaco: «Le vittime non devono sentirsi abbandonate»

Presentata al Consiglio regionale la relazione annuale del Garante. Crescono le richieste di sostegno, mentre la Calabria punta a una rete multidisciplinare

Pubblicato il: 26/06/2026 – 13:41
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Lomonaco: «Le vittime non devono sentirsi abbandonate»

REGGIO CALABRIA «La giustizia non deve solo reprimere il crimine: deve prendersi cura di chi quei reati li ha subiti». Con questa visione il garante regionale per la tutela delle vittime di reato, Antonio Lomonaco, ha consegnato stamattina a Palazzo Campanella la seconda relazione annuale dell’Ufficio al presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo. Un anno di lavoro «intenso, duro», fatto di ascolto diretto delle vittime e di interlocuzione costante con forze dell’ordine, magistratura, associazioni e scuole. Il documento non si limita a numeri e statistiche: «Troverete uomini, donne, famiglie dilaniate dal dolore — ha sottolineato Lomonaco — che hanno dimostrato uno straordinario coraggio e una straordinaria dignità». Tra i temi affrontati figurano la giustizia riparativa, il contrasto a bullismo, cyberbullismo, stalking e violenza di genere, la tutela dei minori e il rafforzamento delle sinergie con magistratura, prefetture e terzo settore. La relazione non nasconde le difficoltà strutturali del contesto calabrese: la presenza radicata della ’ndrangheta genera sfiducia nelle istituzioni e spinge molte vittime a non denunciare. A questo si aggiungono barriere culturali, economiche e burocratiche che rendono l’accesso ai servizi di giustizia ancora più difficile, specie nelle aree più periferiche. È in questo quadro che il ruolo del Garante si fa più urgente.
Il dato più significativo è l’aumento delle richieste di aiuto — e delle denunce — in particolare dalle fasce più vulnerabili. «Cerchiamo di evaderle con tempestività, perché le vittime non devono sentirsi abbandonate», ha detto il garante. Uno dei fronti più attivi è il contrasto al bullismo, con la seconda edizione del concorso Ti Sbullu!, promosso con il supporto del Consiglio regionale e con adesioni sempre più numerose da parte delle scuole calabresi. A febbraio Lomonaco ha inoltre firmato a Palazzo Campanella un protocollo d’intesa con l’organizzazione internazionale B.A.C.A. — Bikers Against Child Abuse, realtà impegnata nella protezione dei minori vittime di abuso: un segnale concreto di come la rete di tutela si stia allargando ben oltre i confini istituzionali tradizionali. Richiamate anche le attività dello Sportello Calabria Riparativa — operativo ogni mercoledì dalle 9 alle 11 con un team multidisciplinare di psicologa, assistente sociale e legale.
La relazione punta il dito su un vuoto che troppo spesso viene ignorato: quello che si apre a processo concluso. Quando la sentenza arriva, le vittime restano sole. Nessun accompagnamento, nessun supporto strutturato per affrontare le conseguenze psicologiche, sociali ed economiche del reato subito. È su questo «vuoto istituzionale», come lo chiama Lomonaco, che si concentra una delle battaglie più urgenti dell’Ufficio.
L’obiettivo strategico è la costituzione della prima rete multidisciplinare regionale a favore delle vittime. Ma lo sguardo va già oltre i confini della Calabria: a novembre 2025 Lomonaco ha inviato due lettere ufficiali al presidente della Regione e al presidente della Rete Nazionale Dafne, prof. Marco Bouchard, proponendo che la Calabria aderisca formalmente alla rete interregionale per l’assistenza alle vittime e si candidi come regione pilota nella costruzione di un sistema nazionale coordinato.
Il presidente del Consiglio regionale, Salvatore Cirillo, ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal Garante e ha confermato il sostegno dell’Assemblea legislativa calabrese.
«La Relazione che oggi mi viene consegnata ufficialmente non è un semplice adempimento formale — ha dichiarato Cirillo —. È un documento che ci aiuta a leggere meglio un tema delicatissimo: la tutela delle vittime di reato. Le istituzioni non possono limitarsi a intervenire dopo, quando il reato è già stato commesso. Devono lavorare prima, costruendo una rete solida di ascolto, protezione, prevenzione e accompagnamento».
Cirillo ha poi annunciato un intervento organizzativo a supporto degli organismi di garanzia: «Abbiamo deciso di istituire un settore dedicato specificamente all’assistenza burocratica e amministrativa dei Garanti. Un ufficio che nasce per rafforzare la loro attività quotidiana e amplificare il loro operato a tutela dei diritti dei cittadini calabresi». Il presidente ha richiamato anche il lavoro normativo portato avanti con i consiglieri De Francesco e Montuoro contro gli abusi sui minori, definendolo «un tassello importante per rafforzare la prevenzione e mettere al centro la tutela dei più fragili».
Infine, Cirillo ha condiviso la prospettiva rilanciata dal Garante sulla necessità di istituire un Garante nazionale delle vittime, per superare le differenze tra regioni e assicurare gli stessi standard di protezione su tutto il territorio italiano.
«La Calabria potrà ancora una volta proporsi come modello», ha concluso Cirillo. «Fin quando sarò alla guida di questa Assemblea, l’Ufficio del Garante Lomonaco, così come tutti i Garanti regionali, sapranno di poter contare sul sostegno del Consiglio regionale della Calabria. Non solo a parole, ma con strumenti concreti, normativi, organizzativi e istituzionali».

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