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il dibattito politico

«Snam interessata a investire nel rigassificatore di Gioia Tauro. No a Vannacci, la remigrazione è una fesseria»

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ospite ad “Agenda” di Sky Tg24. «Va affrontato il tema dell’Alta velocità, la Calabria deve averla»

Pubblicato il: 27/06/2026 – 11:24
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«Snam interessata a investire nel rigassificatore di Gioia Tauro. No a Vannacci, la remigrazione è una fesseria»

CATANZARO «Ho parlato qualche giorno fa con l’ad di Snam e probabilmente ci sarà un investimento di Snam per fare il rigassificatore di Gioia Tauro». Lo ha reso noto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, vicesegretario di Forza Italia, ospite di di “Agenda” su Sky Tg24. «Si tratta – ha aggiunto Occhiuto di un impianto che avrebbe una capacità pari a quasi la metà del gas che l’Italia importava dalla Russia. Il Governo lo ha finalmente dichiarato opera strategica e l’auspicio è che venga realizzato. Il rigassificatore rappresenterebbe anche un’opportunità di sviluppo per Gioia Tauro, che ospita uno dei maggiori porti del Mediterraneo. Accanto all’impianto potrebbe nascere una grande “piastra del freddo”, destinata alla surgelazione dei prodotti agroalimentari, creando un importante distretto dell’agroindustria. Però da quando l’abbiamo chiesto a quanto si farà saranno passati troppi anni. Per questo – ha proseguito il governatore calabrese – ringrazio il Governo Meloni per aver riconosciuto il carattere strategico dell’opera».

Il tema dell’energia

In primo piano ad “Agenda” dunque il tema dell’energia: «In Italia – ha sostenuto Occhiuto – c’è un modo stupido di calcolare il prezzo dell’energia, che è legato a quello del gas, perché nella maggior parte delle ore è una centrale a gas a determinare il prezzo di mercato. Questo comporta costi elevati per famiglie e imprese. Il sistema nasce per incentivare gli investimenti nelle fonti rinnovabili, che possono così vendere energia a un prezzo più alto. Nel 2025 era stata introdotta una riforma per i prezzi zonali, con l’obiettivo di permettere ai territori che investono maggiormente nelle rinnovabili di beneficiare di un’energia meno costosa. Sarebbe stato un forte incentivo allo sviluppo delle rinnovabili, ma la riforma è stata bloccata. Per questo ho diffidato Arera perché i prezzi zonali favorirebbero una competizione tra territori per aumentare la produzione da fonti rinnovabili. Oggi questo non c’è. Un presidente di Regione può scegliere di investire nelle rinnovabili, come sta facendo un presidente illuminato come Marsilio con il repowering, ma potrebbe farlo con ancora maggiore efficacia se potesse garantire a cittadini e imprese un costo dell’energia più basso. Questo renderebbe il prezzo dell’energia uno strumento per attrarre investimenti e spingerebbe tutti i territori a sviluppare più fonti rinnovabili. Purtroppo, il tema dell’energia continua a essere affrontato con troppa superficialità».

Pnrr, Mezzogiorno e sviluppo

Altro tema sotto la lente quello legato al Pnrr e al ruolo Mezzogiorno: «Nel caso della Calabria – ha poi sostenuto Occhiuto – il Pnrr ha inciso meno rispetto ad altre regioni, anche perché non sono stati previsti grandi interventi ferroviari. Purtroppo l’Alta velocità non raggiunge ancora la Calabria, ed è un tema che dovrà essere affrontato nei prossimi anni: è giusto che l’Alta velocità riguardi anche la nostra regione. C’è stato comunque un aumento del Pil, dovuto soprattutto agli sforzi degli imprenditori calabresi, che abbiamo sostenuto con incentivi importanti. Abbiamo utilizzato tutte le risorse disponibili, comprese quelle europee che in passato spesso non venivano spese, creando così condizioni favorevoli allo sviluppo. C’è però una questione che riguarda tutto il Paese. Credo che le regioni del Mezzogiorno possano diventare l’hub dell’Italia e dell’Europa nel Mediterraneo. Nei prossimi anni il Mediterraneo sarà sempre più centrale e il Sud potrà vivere una fase di crescita simile a quella che, in passato, ha interessato le regioni del Nord grazie alla vicinanza con il manifatturiero tedesco. Oggi – ha rimarcato Occhiuto – il Mediterraneo sta assumendo un’importanza sempre maggiore e lo diventerà ancora di più, perché l’Europa dovrà investire in un’area ricca di materie prime e terre rare. Le regioni del Sud possono valorizzare questa posizione geografica e diventare anche un hub energetico di primo piano. Per riuscirci servono però politiche industriali adeguate, capaci di governare questi processi senza subirli».

Il centrodestra e Vannacci

Temi poi prettamente politici nell’intervento di Occhiuto ad “Agenda”: «Credo che il centrodestra possa vincere più facilmente nella misura in cui saprà contendere al centrosinistra il voto riformista e liberale, che oggi non trova rappresentanza in una coalizione troppo radicale. La battaglia si gioca al centro, non sulla destra. Inseguire Vannacci – ha rilevato il presidente della Regione e vicesegretario di Forza Italia – ci farebbe solo del male. Vannacci individua dei colpevoli per intercettare il malcontento, ma non propone soluzioni concrete. Vale anche per l’immigrazione: la remigrazione è una grande fesseria, perché non è praticabile. L’unico modo per governare questi fenomeni è affrontarli con responsabilità, come ha fatto il Governo negli ultimi anni, riducendo gli sbarchi, rafforzando gli accordi bilaterali e rimpatriando chi non ha diritto di restare nel nostro Paese o delinque. Non si risolve certo caricando tutti su un transatlantico. Spostare il confronto su quelle posizioni significa perdere la sfida con il centrosinistra proprio al centro, dove invece il centrodestra può battere più facilmente una coalizione che propone più tasse e guarda a strumenti come la patrimoniale».

Forza Italia

Per quanto riguarda Forza Italia e il suo ruolo nel partito, Occhiuto ha spiegato: «Ho già una responsabilità molto impegnativa come presidente della Regione Calabria, che è uno dei lavori più complessi in Italia. Cerco semplicemente di dare un contributo al partito, a Tajani e ai dirigenti dicendo che Forza Italia deve continuare a essere il partito immaginato da Berlusconi: il partito dell’innovazione, delle riforme, dei diritti civili, della libertà di coscienza e di un partito che guarda al futuro, senza restare ancorato a un passato che non esiste più. Cerco solo di dare degli stimoli ma lo faccio e continuerò a farlo da presidente della Regione». (a. cant.)

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