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Nuova agenza regionale per il Tpl, la Uil: «Riforma utile purché metta al centro le esigenze dei cittadini»

Senese: «La vera sfida resta sconfiggere la “povertà dei trasporti” che penalizza la maggior parte delle famiglie e del territorio calabrese»

Pubblicato il: 20/07/2026 – 17:34
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CATANZARO La UIL Calabria segue con attenzione l’iter della proposta di legge n. 103/2026, di iniziativa del consigliere regionale Sergio Ferrari, che introduce una disciplina organica dei servizi di trasporto pubblico locale e istituisce l’Agenzia della Mobilità della Calabria (AMCAL), destinata a succedere ad ART-CAL come unico ente di governo del bacino regionale. «Guardiamo con interesse a un provvedimento che affronta un nodo strutturale della nostra regione – dichiara la segretaria generale della UIL Calabria, Mariaelena Senese –. Pur tuttavia ancora una volta siamo costretti ad apprendere dalla stampa decisioni e processi che non possono e non devono prescindere dal confronto con le parti sindacali».  Nel merito della proposta, Senese sottolinea: «Per risolvere le criticità determinate dalla frammentazione nel settore, un ente unico di governo, se dotato di risorse certe e di una visione realmente orientata all’equità territoriale, può essere uno strumento utile. Soprattutto nell’ottica della prossima definizione della nuova gara per le concessioni sul Tpl e dell’avvio dei servizi Ncc». Sulla questione trasporti, la UIL Calabria ha una convinzione di fondo, che intende offrire come contributo costruttivo al percorso legislativo: «La riforma della governance esprime tutto il suo valore se si traduce in una risposta concreta alla condizione di marginalità in cui vive ancora una parte significativa del territorio regionale – spiega ancora Senese -. I dati raccontano una regione tra le più esposte in Italia alla “povertà dei trasporti”, con un’offerta di trasporto pubblico locale tra le più basse del Paese, un parco veicolare tra i più datati e un reddito medio tra i più contenuti. Molte famiglie calabresi, soprattutto nelle aree interne, vivono una mobilità che non è una scelta, ma una necessità imposta dalla scarsità di alternative». «Non si tratta soltanto di riorganizzare un ente – prosegue Senese –. Si tratta di garantire a chi vive nelle aree interne come a chi vive sulla costa lo stesso diritto di raggiungere un ospedale, una scuola, un posto di lavoro». Su questa base, la UIL Calabria guarda alla fase attuativa della riforma come al passaggio davvero decisivo e offre fin da ora la propria collaborazione, ma solo all’interno di un processo partecipato. Un primo impegno riguarda i Livelli Ottimali delle Prestazioni che AMCAL sarà chiamata a definire: sarà importante calibrarli con priorità sulle aree a domanda debole e sulle zone a rischio spopolamento, in modo da ridurre e non consolidare il divario tra costa e aree interne. Allo stesso modo, i servizi a chiamata previsti per i territori a bassa densità potrebbero essere accompagnati fin da subito da programmi operativi, tempi e risorse certe, per diventare una realtà concreta e non restare soltanto un’indicazione di principio. Un secondo terreno riguarda l’equità sociale della riforma: l’integrazione tariffaria ferro-gomma, indicata dalla proposta come obiettivo vincolante, potrà esprimere pienamente il proprio valore se accompagnata da un sistema di agevolazioni calibrato sull’Isee, capace di alleggerire concretamente il peso della mobilità sulle famiglie più fragili. I recenti incrementi delle tariffe hanno infatti colpito soprattutto gli utenti a basso reddito, che sono proprio i principali utilizzatori del servizio di Tpl. Con la stessa attenzione, la UIL Calabria auspica che la transizione da ART-CAL ad AMCAL si svolga nella piena garanzia della continuità occupazionale, della tutela delle professionalità e dei diritti di tutto il personale coinvolto, e che la Commissione Permanente di Dialogo con gli Stakeholder della Mobilità, di cui la proposta prevede la partecipazione delle organizzazioni sindacali, diventi fin da subito un luogo di confronto reale e continuativo. Sul punto, UIL Calabria è chiara: «La tutela dei livelli occupazionali, dell’inquadramento dei lavoratori, della stabilità lavorativa e delle tutele ad essa connesse sono fattori che riteniamo centrali nella pianificazione di un intervento strutturale com’è la nascita di AMCAL. La Calabria continua ad affrontare vertenze spinose che arrivano dal passato e incidono sulla qualità di vita dei lavoratori, sulla loro serenità: è necessario evitare che se ne possano aprire altre».Infine, il sindacato invita la Regione a integrare, senza ulteriori ritardi, le risorse del Fondo Sociale per il Clima destinate alla mobilità sostenibile nella programmazione di AMCAL, orientandole con criteri selettivi verso i territori e le famiglie più vulnerabili: un passaggio che permetterebbe a questo strumento di raggiungere davvero chi ne ha più bisogno, e non soltanto le aree dove le infrastrutture sono già più solide. «Guardiamo a questo percorso con spirito costruttivo – conclude Senese –. Riconosciamo il valore di una riforma attesa da tempo e siamo pronti a offrire il nostro contributo, con l’esperienza e la conoscenza del territorio che il sindacato porta ogni giorno tra i lavoratori e le comunità. E vigileremo affinché i diritti degli utenti e quelli dei lavoratori direttamente coinvolti nella nascita del nuovo organismo siano tutelati».

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