Leucemia mieloide acuta, da una ricerca nuove terapie per superare la resistenza ai farmaci
Secondo gli scienziati, la resistenza è associata alla sovrapproduzione di selenoproteine protettive
ROMA I farmaci mirati contro la mutazione di FLT3 nella leucemia mieloide acuta (Lma) uccidono le cellule tumorali attivando la ferroptosi, un processo di morte cellulare guidato dal danno ossidativo ai grassi. Lo dimostra uno studio, pubblicato sulla rivista ‘Nature Cell Biology‘, condotto dagli scienziati del Baylor College of Medicine, del Monroe Dunaway Anderson Cancer Center, della Texas A&M University e della Washington University School of Medicine. Il team, guidato da Daisuke Nakada, ha utilizzato modelli animali e campioni di pazienti per valutare l’efficacia dei trattamenti contro la leucemia mieloide acuta. La resistenza a questi farmaci, spiegano gli esperti, è associata alla sovrapproduzione di selenoproteine protettive, proteine che proteggono le cellule dai danni dei radicali liberi, regolando la funzione della tiroide e sostenendo il sistema immunitario. Il gruppo di ricerca ha scoperto che la proteina FLT3 mutata attiva l’enzima GPX4 per proteggere le cellule tumorali dalla ferroptosi. Gli inibitori di FLT3 disattivano questo scudo, inducendo la morte cellulare. Tuttavia, le cellule resistenti al gilteritinib aumentano la produzione di selenoproteine per sopravvivere. In aggiunta, riportano gli studiosi, la vitamina E, agendo come antiossidante, blocca la ferroptosi e compromette l’efficacia della terapia. I risultati, concludono gli autori, aprono la strada a nuove terapie combinate per superare la resistenza ai farmaci e suggeriscono l’importanza di limitare l’assunzione di vitamina E durante il trattamento.
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