Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 12:42
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

La rinascita

Dalla leucemia allo Stretto, la sfida di Federico: 3 chilometri a nuoto fino alla Calabria

Il 36enne ha scoperto la malattia quasi per caso nel 2024 durante un controllo di routine. Oggi è in remissione e il 13 agosto partirà da Torre Faro per raggiungere Cannitello insieme ad altri trenta…

Pubblicato il: 11/08/2026 – 11:44
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

Un controllo del sangue fatto quasi senza pensarci. Poi quei valori fuori posto, gli accertamenti e una parola capace di cambiare improvvisamente la prospettiva sulla propria vita: leucemia. Due anni dopo Federico si prepara a entrare nelle acque dello Stretto di Messina e a nuotare dalla Sicilia fino alla Calabria. Tre chilometri che, per il 36enne, rappresentano qualcosa di molto più grande di una prova sportiva. Federico è un paziente ematologico oggi in remissione da una leucemia mieloide cronica. Il prossimo 13 agosto sarà tra i protagonisti della traversata amatoriale dello Stretto sostenuta dall’Ail, Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma, insieme alla “Traversata dello Stretto Amatoriale”. Partenza alle 8 da Torre Faro, a Messina, e arrivo previsto intorno alle 9.30 a Cannitello, frazione di Villa San Giovanni, sulla sponda reggina. Con lui entreranno in acqua altri trenta partecipanti.

La diagnosi arrivata «per caso»

Dietro quella traversata c’è però una storia iniziata nel marzo del 2024. Federico racconta di avere effettuato delle normali analisi del sangue, senza particolari motivi o sintomi che lo spingessero a pensare a qualcosa di grave. Proprio da quel controllo di routine è cominciato il percorso che avrebbe portato alla diagnosi di leucemia mieloide cronica. Federico ha 36 anni, lavora per una multinazionale e viaggia spesso per lavoro. E soprattutto conosce molto bene l’acqua: da oltre 18 anni pratica nuoto e pallanuoto, attività che ha sempre considerato parte fondamentale del proprio equilibrio. La terapia è iniziata nel maggio del 2024. Federico non ha però smesso di lavorare, viaggiare e fare sport. Non come gesto di sfida alla malattia, racconta, ma come tentativo di conservare la normalità della propria esistenza e continuare a riconoscersi nella persona che era prima della diagnosi. «La malattia era una parte del mio percorso, non la mia definizione», spiega nel racconto affidato all’Ail. I primi risultati delle cure sono stati positivi e oggi, dopo due anni, Federico è in remissione, pur continuando la terapia e il percorso medico. È proprio questa esperienza che il 36enne ha deciso di trasformare in un messaggio rivolto agli altri pazienti.

Lo Stretto come nuovo inizio

Il mare diventa così il luogo nel quale riportare simbolicamente una storia iniziata in un laboratorio di analisi. Federico non considera infatti quella del 13 agosto semplicemente una sfida atletica. Lo Stretto, con le sue correnti e la distanza che separa le due sponde, diventa la rappresentazione di un ostacolo da attraversare. E l’acqua non è stata scelta casualmente. «L’acqua da sempre è il mio elemento», ha spiegato il 36enne, che vuole trasformare la propria esperienza in un messaggio di rinascita mettendo però al centro anche il ruolo della ricerca scientifica.

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato  

Argomenti
Categorie collegate

x

x