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Il fenomeno

Risse e delitti, il copione estivo che si ripete in Calabria

Da Crotone a Lamezia, da Tropea a Corigliano Rossano: episodi diversi accomunati dalla sproporzione tra la scintilla e le conseguenze

Pubblicato il: 12/08/2026 – 18:23
di Giorgio Curcio
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LAMEZIA TERME Spesso basta davvero poco: una discussione in una stazione di servizio, una sigaretta oppure una precedenza non concessa davanti a un fast food. Qualche parola di troppo, le minacce che si trasformano in aggressione con pugni, coltelli o, peggio, le pistole. E qualche volta ci scappa il morto. È lo scenario calabrese consegnato alle cronache dagli episodi avvenuti nelle ultime estati, macchiate di sangue e violenza. L’ultimo episodio (solo in ordine di tempo) è quello di Cutro di oggi, quando all’alba un giovane 22enne di nazionalità bulgara, Sergej Kapterv, viene ucciso all’interno della propria abitazione. Qualcuno si presenta alla porta, il ragazzo apre e viene raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco. Nel giro di poche ore i carabinieri rintracciano un 28enne del posto, poi sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Il movente resta ancora da chiarire ma si tratta comunque di un fatto gravissimo che si inserisce in un’altra estate calabrese segnata da episodi di violenza consumati spesso proprio nei luoghi nei quali, durante i mesi caldi, si concentra la vita sociale: lungomari, spiagge, locali, strade affollate fino a notte fonda.

Il ragazzo che aspettava un amico per andare in pizzeria

Una delle storie che meglio raccontano quanto possa essere breve la distanza tra una normale serata d’estate e la tragedia risale a qualche estate fa, ma è uno degli episodi più emblematici nelle sua drammaticità. È l’11 agosto 2022 quando il giovane Davide Ferrerio si trova a Crotone, in via Vittorio Veneto, in attesa di un amico per andare insieme a mangiare una pizza. Non conosce Nicolò Passalacqua e non ha alcun conto in sospeso con lui, ma indossa una camicia bianca: un particolare che, suo malgrado, lo trasforma per uno spaventoso scambio di persona nel bersaglio di un’aggressione sconsiderata. Secondo la ricostruzione della polizia, Passalacqua, infatti, stava cercando un altro giovane che avrebbe dovuto incontrare una ragazza. Davide viene scambiato per lui, inseguito e colpito violentemente. Le conseguenze saranno devastanti: il giovane bolognese riporta gravissime lesioni e da quella sera dell’agosto 2022 versa in coma irreversibile.

Nel 2023 una lite e l’auto usata come arma

L’estate successiva, nella notte del 20 luglio 2023, la scena si sposta a Pellaro, nella periferia sud di Reggio Calabria. Nel piazzale di una stazione di servizio scoppia una discussione che gli investigatori ricondurranno a futili motivi. Francesco Sapone, 42 anni, dopo la lite sale sulla propria automobile e investe volontariamente due persone. Moussine El Rhannaoui, 27 anni, muore per le gravissime lesioni riportate, mentre l’altro giovane rimane ferito. Sapone viene rintracciato e arrestato il giorno successivo. Ad agosto dello stesso anno un’altra rissa ha un epilogo mortale a Cittanova. Aziz Arab, marocchino di 35 anni, affronta due connazionali durante un alterco legato, secondo la ricostruzione, a questioni economiche. Durante la colluttazione cade e si ferisce con il coltello che impugnava, recidendosi un’arteria. Morirà poco dopo nell’ospedale di Polistena.

Lamezia, una sigaretta e un coltellino

Il 9 agosto 2024, nel cuore di Lamezia Terme, l’età dei protagonisti dimostra che non si tratta nemmeno di un fenomeno necessariamente legato ai più giovani o alla movida. Sul centralissimo corso Numistrano due uomini, entrambi di 87 anni, discutono per una sigaretta. Uno è infastidito dal fumo e chiede ripetutamente all’altro di spegnerla. Il secondo rifiuta. La discussione continua finché, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, uno dei due estrae un coltellino multiuso e colpisce il coetaneo al braccio e al fianco. Il ferito finisce in ospedale in prognosi riservata. È questo forse uno degli episodi che più efficacemente restituisce quella sproporzione tra causa ed effetto che torna continuamente nelle cronache estive. E quella di corso Numistrano non sarà l’unica storia di violenza dell’estate lametina. Il 31 agosto, nei luoghi della movida di Lamezia Terme, una rissa coinvolge una decina di persone davanti a un locale. L’intervento dei carabinieri porta all’arresto di due giovani maggiorenni e alla denuncia di due minorenni. Un altro episodio consumato nel pieno della socialità estiva, questa volta nel cuore della notte e in una delle zone maggiormente frequentate dai ragazzi.

Il terribile agosto del 2025

L’anno successivo, nell’agosto 2025, la sequenza diventa ancora più impressionante. Il 10 agosto a Corigliano Rossano tutto nasce per una mancata precedenza al McDrive di un centro commerciale. La discussione degenera, viene danneggiata un’automobile e un 21enne viene poi aggredito e ferito gravemente con un coltello. Una ragazza che si trova insieme a lui rimane anch’essa ferita. Due cugini di 21 e 25 anni vengono sottoposti a fermo. Nove giorni dopo la violenza arriva direttamente sulla spiaggia. A Le Cannella di Isola Capo Rizzuto, il 19 agosto, una manovra effettuata con un veicolo innesca un diverbio tra appartenenti a due famiglie. La discussione diventa una rissa, compaiono le armi da taglio e sette persone rimangono ferite. Filippo Verterame, 22 anni, viene colpito alla gola e morirà due giorni dopo nell’ospedale di Catanzaro. Cinque persone vengono arrestate. Il caso avrà successivi sviluppi giudiziari e l’uomo accusato dell’omicidio ammetterà le proprie responsabilità, indicando anche ai carabinieri il luogo in cui aveva nascosto il coltello.
Passano appena pochi giorni e il 25 agosto a Tropea scoppia una rissa alla quale partecipano una decina di giovani. Comincia in un locale e prosegue sul lungomare, tra calci e pugni. Un uomo di 45 anni, intervenuto nel tentativo di sedarla, viene colto da un malore e muore. Un altro giovane resta gravemente ferito. Quello stesso giorno, in un villaggio turistico di Mandatoriccio, una lite definita dagli investigatori nata per futili motivi culmina nell’accoltellamento di un ventenne.

Il 2026: dagli spari in discoteca alla rissa sul lungomare

L’estate in corso non ha interrotto la sequenza. Nella notte del 28 giugno a Sangineto, in una discoteca affollata da centinaia di ragazzi, improvvisamente si sentono alcuni colpi di pistola. Due giovani rimangono feriti, mentre nel locale si scatena il fuggi fuggi. Qualche giorno dopo viene arrestato Alfonso De Marco, 30 anni, accusato di tentato omicidio aggravato anche dai motivi abietti o futili. Secondo quanto emerso dalle indagini, dietro gli spari ci sarebbe stata una vendetta di carattere personale. Il 4 luglio a Crotone, invece, la miccia è ancora più piccola. Un 22enne su una bicicletta elettrica urta una bambina di nove anni sul lungomare. La piccola non riporta conseguenze significative, ma il padre reagisce. Interviene anche il padre del ciclista e la discussione si trasforma in una violenta colluttazione. Nel corso della rissa, il padre della bambina arriva a staccare con un morso parte della cartilagine dell’orecchio dell’altro uomo. Tre persone vengono arrestate. Poi Cutro. Ancora una volta un centro abitato, ancora una volta le prime ore del mattino. Questa volta, però, non c’è una rissa ma solo un ragazzo che apre la porta di casa al proprio killer. (g.curcio@corrierecal.it)

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