Ancora violenza in Calabria, rissa tra ragazzi ad Acri. Il sindaco Capalbo: «Episodio che condanniamo con forza»
Il primo cittadino lancia l’allarme e chiede un incontro con i Carabinieri: «Acri non vuole e non deve diventare questo»
ACRI Ancora violenza in Calabria. Un gruppo di ragazzi ieri sera si è reso protagonista di una rissa ad Acri, nel Cosentino. Sul caso indagano i Carabinieri per ricostruire l’esatta dinamica. Intanto arriva la ferma condanna da parte del sindaco Pino Capalbo che nel lanciare l’allarme invoca più sicurezza: «Quanto accaduto ieri sera durante la Notte Bianca di Acri, con una rissa tra ragazzi, è un episodio che condanniamo fermamente. Non vogliamo, però, né minimizzare né isolare questo episodio dal contesto più generale. Un fatto di violenza, soprattutto quando coinvolge giovani, non può essere liquidato semplicemente come una “ragazzata”. Se determinati comportamenti dovessero ripetersi o diventare frequenti, potrebbero trasformarsi in un vero problema sociale, che riguarda non soltanto l’ordine pubblico, ma l’intera comunità. Per questo saremo molto, molto vigili».
Il primo cittadino chiede un incontro con i Carabinieri
«Cause, dinamiche e responsabilità di quanto accaduto sono ancora da accertare e non intendiamo alimentare voci o ricostruzioni non verificate. Saranno gli organi competenti a fare chiarezza sui fatti.
Come Amministrazione chiederemo un incontro con i Carabinieri della locale Stazione per confrontarci sull’accaduto e, qualora necessario, anche con i livelli superiori dell’Arma, affinché venga garantito il massimo dell’attenzione e della prevenzione. La nostra attenzione sarà rivolta soprattutto ai giovani: prevenire significa intervenire prima che un episodio diventi una consuetudine, prima che la violenza venga considerata normale, prima che un disagio si trasformi in un problema più grande. Acri non vuole e non deve diventare questo. Vogliamo una città viva, aperta, capace di organizzare eventi e di offrire ai nostri ragazzi spazi di aggregazione sani e sicuri. Condanniamo chi usa la violenza, attendiamo che i fatti vengano accertati e continueremo a lavorare con le forze dell’ordine e con tutte le istituzioni competenti».
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