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l’iniziativa

Nuovo allarme carceri: la mobilitazione della Camera penale di Catanzaro

Iacopino: situazione di nuovo a livelli di emergenza, è necessario un cambio di paradigma

Pubblicato il: 17/09/2026 – 15:41
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CATANZARO (Nuovo) Sos carceri. L’Unione delle Camere Penali Italiane ha promosso una giornata di mobilitazione articolata in due appuntamenti: una conferenza stampa con il coinvolgimento delle Camere Penali di tutta Italia e, sabato a Firenze, un confronto sullo stato dell’esecuzione penale. Anche a Catanzaro oggi giornata di mobilitazione promossa dalla Camera penale. L’obiettivo è riportare l’attenzione su quella che gli avvocati definiscono ormai una vera e propria «emergenza carceraria», ha detto l’avvocato Francesco Iacopino, presidente della Camera penale di Catanzaro, in una conferenza stampa nel corso della quale è stato evidenziato come il sovraffollamento avrebbe raggiunto livelli analoghi a quelli che nel 2012 portarono alla condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per trattamenti inumani e degradanti. «Il tasso medio indicato è del 142%, con alcuni istituti che supererebbero il 200%», ha aggiunto Iacopino. A pesare, oltre alla presenza di un numero di detenuti superiore alla capienza, sono anche le condizioni strutturali di alcuni istituti. Viene citato, tra gli esempi, il carcere di Sollicciano, dove una sezione è stata sequestrata dalla magistratura perché ritenuta inadeguata a garantire condizioni dignitose. Criticità vengono segnalate anche nel carcere di Catanzaro, «dove – ha sostenuto Iacopino – alcune strutture attendono da tempo interventi di ristrutturazione». Per le Camere Penali, però, il problema non riguarda soltanto il sovraffollamento. La riflessione investe il modello stesso di gestione della pena. Secondo gli avvocati, nelle carceri finiscono sempre più spesso persone con problemi di tossicodipendenza, disagio psichiatrico e marginalità sociale, alle quali il sistema penitenziario si trova a dover dare risposte che dovrebbero essere affrontate anche attraverso politiche sociali e sanitarie. Da qui la richiesta – ha sottolineato Iacopino – di «un cambio di paradigma», sostenuta non soltanto dall’avvocatura, ma anche da magistrati e rappresentanti della politica. «L’obiettivo è spostare il dibattito dalla sola dimensione repressiva alle cause che alimentano l’ingresso nel circuito penale». Tra le proposte avanzate figurano una forma di liberazione anticipata speciale, l’ampliamento delle pene sostitutive e della detenzione domiciliare, oltre a interventi per ridurre il ricorso al carcere nei casi in cui non sia necessario. Le Camere Penali chiedono inoltre maggiore attenzione alle condizioni degli operatori penitenziari, sui quali, viene sottolineato, ricadono anche responsabilità legate alla gestione di persone con gravi fragilità .«Investire esclusivamente sulla risposta carceraria – ha proseguito il presidente della Camera penale di Catanzaro – non produce maggiore sicurezza, è invece necessario intervenire a monte, con strumenti sociali e di prevenzione. Spendiamo troppo, spendiamo male e non risolviamo i problemi», Da qui l’appello a superare gli slogan e a individuare strumenti proporzionati ai fenomeni da affrontare, riportando il sistema penale entro una prospettiva coerente con i principi costituzionali. (c. a.)

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