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La denuncia

Campo Coni, i fondi non ci sono più. Turano: «Si stanno perdendo generazioni di atleti»

«Fare almeno la pista»: la proposta del tecnico Fidal per i ragazzi costretti ad allenarsi in strada

Pubblicato il: 21/09/2026 – 10:30
di Paola Suraci
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REGGIO CALABRIA Un anno e mezzo. Tanto dura ormai l’emergenza dell’atletica reggina, dal primo maggio 2025. I ragazzi si allenano dove capita: al porto, al viale Calabria, al parco lineare. E lì dove c’era il cantiere del Campo Coni, a Modena, adesso non c’è più nulla: l’area è deserta e anche i mezzi della ditta sono spariti. «Il cantiere non c’è più, bisogna solo spianare», dice al Corriere della Calabria Angelo Turano, tecnico federale Fidal. È amareggiato, Turano, ma non ha nessuna intenzione di mollare.Dal sindaco avrebbe gradito almeno una risposta, mentre riconosce all’assessorato ai lavori pubblici l’impegno nella ricerca di fondi. Intanto scrive ai giornali, scrive al primo cittadino, chiede un incontro con il prefetto. Perché la ragione dello stop è ormai chiara: i fondi non ci sono più. L’opera è stata definanziata, come molti altri interventi finanziati con il Pinqua, il Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare. Senza nuove risorse il cantiere non riparte e i tempi non sono neanche quantificabili. Il progetto della giunta Falcomatà prevedeva una pista da sei a otto corsie e un parco urbano nell’area circostante; oggi il quartiere Modena-San Sperato convive con un forte degrado. E non è l’unico stallo: sono fermi da tempo anche i lavori di riqualificazione, finanziati attraverso il Pnrr, dell’impianto di Gallina, dedicato ai salti e ai lanci. Il quadro è emerso dalla ricognizione sulle opere pubbliche che il sindaco Francesco Cannizzaro aveva annunciato fin dall’insediamento, per verificare lo stato dei finanziamenti. Palazzo San Giorgio cerca soluzioni alternative: per garantire la continuità delle attività sportive, per mettere in sicurezza le aree e, con un confronto che l’assessorato ai lavori pubblici avrebbe avviato con i ministeri, per trovare nuove risorse.

I ragazzi si allenano in strada

Ma per Turano non basta, e soprattutto non c’è tempo. «Ammesso che i fondi si trovino, ci vorranno anni», avverte. Poi fa i conti: «Se anche ci danno 5 milioni, devono prima riceverli, e per reperirli servono già sei-sette mesi. Poi c’è il progetto, poi la gara d’appalto, che richiede minimo cinque-sei mesi». E quando partono i lavori i tempi si dilatano: «Invece di 50 operai ne mettono 3, e si vanno a perdere altri due anni. Questa è la verità». Nel frattempo i ragazzi sono sparpagliati. Una cinquantina si allena al porto, altri trenta-quaranta sul viale Calabria, «a rischio ogni volta». Altri 150 tra il Cedir e il parco lineare, dove però l’autorizzazione copre appena 120-150 metri. «Che ci fanno i ragazzi con 150 metri? Servono il fondo, il mezzofondo, gli ostacoli, i lanci», dice. E ora anche quell’ultimo spazio provvisorio è venuto meno: lo scorso 30 giugno è scaduta l’ordinanza sull’uso della zona pedonale del Parco Lineare, e il movimento dell’atletica si è ritrovato senza più un posto dove svolgere le proprie attività, come denuncia la Fidal. La conseguenza è sotto gli occhi di tutti: «Si stanno perdendo generazioni. Tre generazioni di ragazzi non gareggiano. Quando vanno a fare le gare fuori vengono battuti da tutti, perché gli altri sono abituati alla pista, e correre su strada è un’altra cosa».

Nelle lettere inviate al sindaco Turano parla del sacrificio che affrontano gli atleti e la famiglie costrette ogni tanto a trasferte a Messina o a Gioia Tauro per allenarsi con una spesa di circa dieci euro al giorno a testa, e racconta anche come prima della chiusura del campo Coni ci fossero circa 500 presenze quotidiane. Riprendendo lo slogan del sindaco, “Adesso Reggio”, ha scritto: «Adesso la pista».  Il pericolo, per Turano, è concreto e cresce ogni giorno. «Non possiamo continuare ad accettare che i nostri giovani siano costretti ad allenarsi sulla strada, affrontando quotidianamente una situazione di evidente pericolo», scrive in un appello rivolto al prefetto. Per questo chiede di convocare con urgenza un incontro con il Comune, le istituzioni e chi vive il problema sul campo: «Non servono altri incontri senza una conclusione. Servono risposte precise, responsabilità e tempi certi». Ricorda che dall’incontro precedente in prefettura non è uscita una soluzione concreta e pone due domande: se allora l’impianto poteva essere realizzato in tempi brevi, perché non si è intervenuti subito, mettendo la ditta nelle condizioni di procedere? E se le risorse c’erano, perché non sono state utilizzate? «Sono domande alle quali i ragazzi, le famiglie e tutta la comunità hanno il diritto di avere una risposta». Al termine del tavolo chiede che venga indicato pubblicamente un percorso preciso: cosa fare, chi deve farlo, con quali risorse e in quanto tempo. Perché, sottolinea, quando si parla di sicurezza dei ragazzi «due mesi, sei mesi o un anno non possono essere semplicemente numeri su un calendario». E precisa: «La nostra non è una battaglia politica. È una battaglia per i nostri ragazzi, per lo sport e per la sicurezza».

La proposta

La sua proposta è fare subito la pista, stralciandola dal resto: «Data l’urgenza, si trovano fondi urgenti e si procede con un’assegnazione diretta per fare solo l’impianto. Ho qui i costi: 1.400.000 euro per la pista e altri 200.000 per i pilastri dell’illuminazione. La pista si fa in due mesi». Nelle lettere ricorda che a Messina un impianto analogo è stato realizzato in circa un mese e ad Acireale, a otto corsie, in un mese e mezzo. Nel frattempo si potrebbero sistemare i vecchi spogliatoi e, se proprio non si riesce, almeno spianare l’area: «I ragazzi si allenano lì dentro, su un terreno sicuro». C’è poi una questione di sicurezza legata all’area. Secondo Turano, vicino agli ex spogliatoi sarebbe interrata una bombola di gas che andrebbe rimossa prima di intervenire sulla strada, e la situazione sarebbe nota al Comune da almeno sei mesi. Sistemare la strada è la priorità indicata dall’assessorato, e lui stesso la ritiene «giusta».

Asta in piazza

Intanto, sabato 26 settembre, dalle 16, l’Arena dello Stretto ospita “Asta in Piazza”, la manifestazione nazionale di salto con l’asta che il Comitato regionale calabro della Fidal organizza per la seconda volta. L’evento, con il contributo della Regione Calabria e il patrocinio di Comune, Città metropolitana e Coni regionale, vedrà sfidarsi alcuni dei migliori specialisti su una pedana allestita davanti alla statua di Atena, con vista sullo Stretto. Gli organizzatori si aspettano molti appassionati e curiosi. Resta però il nodo di dove potranno allenarsi i ragazzi che si avvicinano alla disciplina, in una città che oggi non dispone di un impianto. Ma la partita, per Turano, non è chiusa. «Abbiamo sofferto un anno e mezzo, aspettare ancora due mesi non è un problema», dice. «I ragazzi si chiedono: perché devo venire ad allenarmi se non ho la pista e devo correre su strada? Ma se fra due o tre mesi te la consegnano, l’entusiasmo torna».


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