Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 14:52
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 5 minuti
Cambia colore:
 

il documento

La partita dei crediti verso i Comuni vale centinaia di milioni: la Regione riduce i residui e blinda il bilancio

Il grosso riguarda il servizio idropotabile, ma nell’ultimo Rendiconto emergono incassi anche sul fronte rifiuti

Pubblicato il: 21/09/2026 – 14:52
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

CATANZARO Non sono soltanto numeri scritti nelle colonne delle entrate. Nelle pieghe del Rendiconto 2025 della Regione Calabria, adottato di recente dalla Giunta regionale dopo la parifica della Corte dei Conti e ora all’esame del Consiglio regionale, c’è anche la lunga partita dei crediti vantati nei confronti dei Comuni per servizi erogati negli anni passati. Una partita che riguarda soprattutto due settori: lo smaltimento dei rifiuti e il servizio idropotabile. Nel corso del 2025 la Regione ha continuato a incassare somme arretrate, riducendo progressivamente l’ammontare dei residui attivi iscritti in bilancio. Ma la massa dei crediti rimane significativa, tanto da avere richiesto una serie di misure di prudenza contabile: rateizzazioni, eliminazione di poste a fronte di accordi transattivi e, soprattutto, accantonamenti destinati a coprire il rischio di mancata riscossione.

Rifiuti, recuperati oltre 20 milioni

Sul fronte dei rifiuti, si parte da una posizione creditoria che al 31 dicembre 2024 ammontava complessivamente a quasi 143,96 milioni di euro. Si tratta di somme dovute dai Comuni per il servizio di smaltimento dei rifiuti, un servizio la cui erogazione regionale è cessata nel 2019. Nel 2025 sono stati riscossi oltre 20,96 milioni di euro. Parallelamente, circa 16,89 milioni di euro sono stati eliminati dai residui in conseguenza delle rateizzazioni concesse nel corso dell’anno. Il risultato è che alla fine del 2025 i residui attivi provenienti dagli esercizi precedenti e relativi alle somme non oggetto di rateizzazione si sono ridotti a circa 112,82 milioni di euro. A questi si aggiungono 731.523 euro di residui di nuova formazione, determinati dai ritardati pagamenti di alcuni Comuni. La dinamica delle rateizzazioni rappresenta una parte importante del quadro. Nel corso dell’esercizio sono stati accertati complessivamente circa 6,71 milioni di euro e ne sono stati riscossi circa 5,98 milioni. La Regione, tuttavia, ha scelto una linea prudenziale. Per i nuovi residui determinati dai ritardi nei pagamenti è stato infatti implementato il Fondo crediti di dubbia esigibilità per l’intero importo. La stessa copertura integrale è stata prevista per le rateizzazioni concesse dal 2021 e non ancora riscosse.

La partita ancora più grande è quella dell’acqua

Numeri ancora più rilevanti emergono dalla voce relativa al servizio idropotabile. In questo caso si tratta di crediti nei confronti degli enti locali per un servizio erogato dalla Regione fino al 2004. Anche nel 2025 sono proseguite le attività di recupero. Nel corso dell’anno sono stati incassati circa 11 milioni di euro. La fotografia complessiva dei crediti regionali al 31 dicembre 2025 restituisce però una cifra molto più consistente: 224,31 milioni di euro. Di questi, 130,19 milioni riguardano crediti non rateizzati, mentre 94,11 milioni sono stati oggetto di rateizzazione e risultano iscritti, sulla base dei relativi piani, a partire dal 2022. La classificazione dei debitori restituisce un quadro articolato. Oltre 32,48 milioni di euro riguardano Comuni in contenzioso; 5,22 milioni sono riferiti a Comuni morosi; 57,66 milioni a Comuni in dissesto. A questi si aggiungono 20,60 milioni di crediti certi iscritti a ruolo e altri 14,23 milioni relativi a crediti iscritti a ruolo nei confronti di enti in dissesto.

I residui crollano del 77% dal 2015

È però sulla consistenza dei residui attivi che il Rendiconto mette in evidenza uno dei dati più significativi. Al termine del 2025, i residui attivi relativi al servizio idropotabile risultano pari a circa 65,86 milioni di euro, contro i 283,89 milioni registrati nel 2015. La riduzione è pari a circa il 77%. Il dato non significa che la Regione abbia recuperato integralmente la massa dei crediti storicamente vantati. Una parte delle somme è stata infatti oggetto di rateizzazione, mentre altre poste sono state eliminate o rideterminate sulla base dell’effettiva esigibilità. Ma la progressiva riduzione dei residui iscritti in bilancio rappresenta uno degli elementi attraverso cui l’amministrazione ha cercato di rendere più aderenti le scritture contabili alla concreta possibilità di riscossione. Nel solo 2025, inoltre, sono stati eliminati residui attivi per oltre 6,07 milioni di euro a seguito dell’accettazione di proposte transattive da parte di Comuni in dissesto o della revisione del credito. Altri 1,29 milioni di euro relativi alle rateizzazioni sono stati ridotti.

La parola chiave: prudenza

La parte forse più significativa del quadro finanziario è però quella relativa alle cautele adottate dalla Regione. A fronte dei rischi connessi alla vetustà dei crediti e alle difficoltà finanziarie di alcuni Comuni, sono stati accantonati circa 28,3 milioni di euro per il contenzioso. Altri 3,62 milioni sono stati accantonati nel Fondo crediti di dubbia esigibilità per coprire le rate dei piani di rateizzazione relative agli anni 2022-2025 rimaste insolute. A questi si aggiungono 33,93 milioni di euro accantonati nel risultato di amministrazione, destinati a fronteggiare ulteriori rischi: dalla possibile riduzione dei residui riscuotibili nei confronti degli enti in dissesto alle nuove rateizzazioni, fino alla mancata riscossione di somme già iscritte a ruolo. Il risultato finale è particolarmente significativo: la Regione dichiara di avere accantonato complessivamente 65,85 milioni di euro, un importo pari al valore dei residui attivi presenti in bilancio per questa partita. È il meccanismo con cui l’ente cerca di evitare che crediti di difficile riscossione possano trasformarsi, domani, in uno squilibrio per i conti regionali.

Dal credito sulla carta alla tutela dell’equilibrio

La fotografia che emerge dal Rendiconto 2025 è dunque duplice. Da una parte, la Calabria continua a gestire una consistente massa di crediti maturati negli anni nei confronti degli enti locali. Dall’altra, il bilancio registra una progressiva riduzione dei residui e accompagna questa operazione con una politica di accantonamenti particolarmente prudente. Nel caso dell’idropotabile, il confronto con il 2015 è emblematico: in dieci anni i residui attivi sono passati da quasi 284 milioni a meno di 66 milioni, con una riduzione del 77 per cento. La strategia non consiste quindi soltanto nel tentare di recuperare quanto dovuto dai Comuni. È anche quella di non considerare automaticamente esigibile ciò che, per la situazione finanziaria degli enti debitori o per la vetustà delle posizioni, potrebbe non esserlo. Un’impostazione che si inserisce nel quadro più ampio del Rendiconto 2025 e della ricerca di un maggiore equilibrio dei conti regionali: recuperare risorse quando è possibile, ridimensionare le poste non più realisticamente esigibili e accantonare quelle esposte a rischio. Una gestione che punta, in altre parole, a rendere il bilancio più solido e meno dipendente da crediti soltanto formalmente iscritti nelle scritture contabili. (a. c.)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x