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in attesa della svolta

Crisi Catanzaro, avvio choc: Gorgone in bilico, ottobre sarà il mese della verità

La delusione di una piazza che sognava la A e si ritrova a fare i conti con la paura. Ora la sosta per riflettere e venti giorni di fuoco per invertire la rotta

Pubblicato il: 22/09/2026 – 10:25
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CATANZARO Un epilogo d’estate e un inizio di stagione che nessuno a Catanzaro avrebbe potuto pronosticare, o persino solo temere. L’eliminazione immediata dalla Coppa Italia ha fatto da preludio a un cammino di campionato in salita ripida: una sola vittoria a fronte di quattro sconfitte nelle prime cinque uscite.
Era ampiamente preventivabile un’annata di transizione e ricostruzione, complice una sessione di mercato inevitabilmente rivoluzionaria dopo le cessioni eccellenti. Ciononostante, a seguito di una finale playoff giocata a un soffio dal sogno della Serie A, un impatto così traumatico con il torneo ha colto l’ambiente di sorpresa.

Le attenuanti estive e i nodi tattici

Il neo tecnico Giorgio Gorgone ha ereditato una situazione complessa sin dal suo insediamento, dovendo fare i conti con partenze impreviste e pesanti. A centrocampo si sono registrati gli addii di Pompetti e Pontisso, mentre il pacchetto arretrato ha perso la leadership e l’esperienza di Brighenti. Il reparto offensivo, privato di pedine fondamentali come Liberali e Pittarello, si è ritrovato privato di quel peso specifico che, nella passata stagione, garantiva gol e imprevedibilità.
Nonostante le attenuanti, la squadra ha palesato una preoccupante fragilità strutturale, un limite ammesso dallo stesso mister. Proprio per questo motivo, la società ha avviato una profonda riflessione sulla situazione tecnica.

La fiducia a tempo e il tour de force di ottobre

Per il momento la guida tecnica resta salda, ma lo scenario è destinato a evolversi rapidamente. La pausa del campionato offre una tregua temporanea, ma alla ripresa a ottobre attende i giallorossi un tour de force di cinque partite in venti giorni: in casa: Ascoli, Mantova e Padova, in trasferta: Verona e Benevento. Un ciclo di incontri dal coefficiente di difficoltà medio-alto, ma che rappresenta un bivio non più eludibile per imprimere la svolta alla stagione.

L’obbligo della metamorfosi

Il tecnico avrà ora a disposizione i giorni della sosta per intervenire sull’aspetto mentale del gruppo e ridisegnare l’assetto tattico. Al contempo, è richiesto un cambio di passo radicale a quei calciatori che finora sono rimasti ai margini o non hanno reso secondo le aspettative. Guardando al recente passato, le ultime due gestioni in cadetteria – sotto la guida di Caserta e Aquilani, in alcuni casi contestati – avevano vissuto partenze a rilento, pur lasciando intravedere sin da subito un’identità e un potenziale tecnico-tattico ben definiti. È proprio questa scintilla, fin qui smarrita, che il Catanzaro ha l’urgente necessità di ritrovare. (redazione@corrierecal.it)

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