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LA DECISIONE

Duplice omicidio Torcasio-Matarasso, confermata in Appello l’assoluzione di Antonio Davoli

La Procura aveva impugnato la sentenza di primo grado e chiesto di risentire il collaboratore Angelo Torcasio a riscontro delle dichiarazioni di Gennaro Pulice

Pubblicato il: 22/09/2026 – 16:21
di Giorgio Curcio
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CATANZARO La Corte di Assise di Appello di Catanzaro ha confermato l’assoluzione di Antonio Davoli, imputato nel processo per il duplice omicidio di Giovanni Torcasio e Cristian Matarasso, uccisi a Lamezia Terme il 29 settembre del 2000. Davoli, difeso dagli avvocati Salvatore Staiano e Renzo Andricciola, era già stato assolto in primo grado dalla Corte d’Assise di Catanzaro. La Procura aveva impugnato quella decisione, chiedendo la riapertura dell’istruttoria dibattimentale. Nel giudizio di secondo grado la Corte aveva quindi disposto di riascoltare il collaboratore di giustizia Angelo Torcasio, chiamato a riferire a riscontro delle dichiarazioni rese dall’altro collaboratore Gennaro Pulice. Torcasio era stato sentito lo scorso 27 gennaio, rispondendo alle domande del procuratore generale, dei difensori e della Corte. L’udienza era stata poi rinviata proprio al 22 settembre per la discussione e la decisione. Al termine della nuova istruttoria, i giudici hanno deciso di confermare l’assoluzione pronunciata in primo grado nei confronti di Davoli.

Il duplice omicidio del 2000

L’agguato risale alla mattina del 29 settembre 2000. Giovanni Torcasio e Cristian Matarasso viaggiavano a bordo di una Fiat Punto lungo via dei Bizantini, nel quartiere Capizzaglie di Lamezia Terme, quando furono raggiunti dai killer. Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’auto sarebbe stata affiancata da una moto di grossa cilindrata sulla quale si trovavano Pietro Iannazzo e Antonio Davoli, indicati all’epoca come esecutori materiali. Matarasso morì sul colpo, mentre Torcasio perse la vita durante il trasporto in ospedale. L’inchiesta era arrivata a una svolta vent’anni dopo, nel 2020, quando la Squadra Mobile di Catanzaro, coordinata dalla Dda, eseguì quattro misure cautelari nei confronti di Davoli, Pietro Iannazzo, Vincenzino Iannazzo e Domenico Cannizzaro. Secondo l’impostazione investigativa, le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, tra cui Pulice, avevano consentito di ricostruire le fasi ideative ed esecutive dell’agguato. Il delitto venne inquadrato nella guerra di ’ndrangheta che insanguinò Lamezia agli inizi degli anni Duemila, nel pieno dello scontro tra i gruppi criminali della città.

La posizione degli altri imputati

Per lo stesso duplice omicidio Pietro Iannazzo ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannato a 30 anni di reclusione. La stessa pena era stata inflitta a Domenico Cannizzaro, indicato dall’accusa come mandante dell’agguato. Davoli aveva invece optato per il rito ordinario ed era stato assolto in primo grado nel novembre 2024, quando la pubblica accusa aveva chiesto nei suoi confronti la condanna all’ergastolo. Oggi la Corte di Assise di Appello ha confermato quella decisione. (g.curcio@corrierecal.it)

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