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Il Sin di Crotone «una polveriera fatta di metalli pesanti e agenti inquinanti»

La deputata del M5S Orrico interviene alla Camera: «Basta ritardi, lo Stato restituisca dignità ai cittadini»

Pubblicato il: 22/09/2026 – 15:39
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ROMA Una «polveriera fatta di metalli pesanti e agenti inquinanti» che hanno «fortemente peggiorato lo stato di salute di un’intera comunità e ambientale». Con queste parole, pronunciate alla Camera dei Deputati, la deputata del M5S Anna Laura Orrico ha riacceso i riflettori sulla situazione del Sin di Crotone. La parlamentare ha richiamato la relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti e «lo stato emergenziale che esiste dal punto di vista della salute e dal punto di vista ambientale proprio nel territorio crotonese». Orrico ha parlato di rischi «ignorati per decenni» che hanno determinato un’incidenza anomala di patologie oncologiche. «I dati hanno messo in evidenza la relazione che esiste tra i contaminanti e gli eccessi di ospedalizzazione e di mortalità legati a tumori polmonari e al seno», ha incalzato la deputata, evidenziando come i numeri più drammatici riguardino «i tumori in età pediatrica e giovanile». Un territorio che soffre e che attende da troppi anni una bonifica i cui costi e responsabilità, ha ricordato la deputata, devono ricadere concretamente sulle «istituzioni e sui gruppi industriali coinvolti, in primis Eni». Nello specifico, Orrico ha ricordato i 2 milioni di euro stanziati nell’ultima legge di bilancio per il monitoraggio epidemiologico e gli screening sanitari, legati anche alla mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale calabrese per l’area del Sin di Crotone.
«Sono passati otto mesi da quando in legge di bilancio è stato istituito il fondo e ancora non c’è un decreto attuativo», ha spiegato l’esponente pentastellata. «Chiediamo al Governo a che punto sia la preparazione di questo decreto e se, nella definizione dei criteri di spesa, si possa inserire come priorità proprio il sito di Crotone». L’intervento si è concluso con un forte richiamo all’orgoglio e al riscatto della comunità calabrese: «Non siamo carne da macello sulle ceneri di un’industrializzazione fallita e sbagliata. A Crotone bisognava investire sul turismo e sull’agricoltura sostenibile, valorizzando un ricchissimo patrimonio naturale, paesaggistico, archeologico e culturale. Abbiamo perso quasi tutto in Calabria, ma non la dignità: siamo un popolo accogliente, di cultura e di intellettuali, a cui lo Stato deve iniziare a prestare seriamente attenzione per recuperare credibilità».

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