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L’INCHIESTA

’Ndrangheta, l’avvocato degli Assisi e i conti della cocaina. «Pagare tutta la gente e rimanere senza debiti»

Arrestato in Brasile nell’operazione Eredità, Patrick Raasch Cardoso compariva già negli atti di Samba. Le chat sui creditori

Pubblicato il: 22/09/2026 – 6:55
di Giorgio Curcio
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LAMEZIA TERME I creditori chiedono di essere pagati e l’avvocato ne parla con Paula Simoes. «La cosa non si ferma», scrive Patrick Raasch Cardoso in una conversazione riportata negli atti dell’inchiesta Samba. Poi prospetta una soluzione da sottoporre a Patrick Assisi: «Sto pensando di parlare con Patrick per pagare tutta la gente e rimanere senza debiti». Per gli investigatori torinesi, quei messaggi raccontano il ruolo del professionista nella gestione dei conti della rete del narcotraffico legata agli Assisi. Debiti da saldare, richieste di pagamento e disposizioni da ottenere da Patrick Assisi: nell’informativa del Ros di Torino, il nome del legale attraversa le conversazioni sulla gestione economica della rete. Gli viene contestato di avere curato, per conto di Assisi e di Paula Simoes, rapporti di debito e credito relativi alla compravendita e alla cessione dello stupefacente. Ora però il suo nome è tornato d’attualità con l’operazione Eredità, scattata in Brasile il 17 settembre. Secondo quanto riportato da UOL, il difensore Eugênio Malavasi ha dichiarato che il professionista è innocente, annunciando un ricorso per ottenere la revoca della misura.

Le chat conservate da Paula

Un’intera sezione degli atti di Samba è dedicata all’avvocato. La ricostruzione passa soprattutto attraverso messaggi e immagini di conversazioni recuperati dagli investigatori, anche grazie all’analisi dei dati riconducibili a Paula. Tra i materiali esaminati figurano fotografie di un telefono utilizzato per conversazioni con interlocutori indicati attraverso soprannomi. Gli investigatori riconducono al legale l’utenza identificata come «Patrick» sulla piattaforma SkyECC, incrociando i contenuti con informazioni della polizia brasiliana. Nelle conversazioni compare anche l’appellativo «Dottore». Secondo la lettura investigativa, Raasch avrebbe aggiornato Paula sui rapporti con persone che avevano operato nella rete degli Assisi. Gli screenshot avrebbero consentito alla donna di seguire interlocuzioni relative ai pagamenti e alle controversie economiche. Il punto, per gli inquirenti, è proprio la funzione svolta dal professionista: mantenere i collegamenti con quella rete e intervenire sui problemi lasciati aperti dai traffici.

Il foglio con i conteggi

Nelle conversazioni compare anche un foglio manoscritto con pagamenti eseguiti, somme ancora da versare e crediti da riscuotere, inviato dall’avvocato a BXX. Il Ros attribuisce gli appunti a Patrick Assisi e rileva che contengono cifre milionarie. Quando l’interlocutore torna a chiedere notizie dell’incontro, Raasch risponde: «Domani farà un riassunto delle cose e io farò la foto». Secondo gli investigatori, il riferimento sarebbe alle disposizioni che Assisi avrebbe messo per iscritto e che il professionista avrebbe poi fotografato per condividerle con gli altri interlocutori.

«La cosa non si ferma»

Uno degli scambi più significativi è contenuto in uno screenshot della conversazione WhatsApp tra Paula e l’avvocato. Nel messaggio attribuito a Raasch si parla di «BXX», indicato dagli investigatori come un uomo della rete degli Assisi al quale arrivavano richieste di pagamento. «BXX mi ha detto che ci sono altri che chiedono», si legge nella traduzione riportata negli atti, che precisa come la richiesta riguardi il denaro da ricevere. Poi un’altra frase: «La cosa non si ferma». Il legale aggiunge di avere chiesto, questa volta, che non venisse fornito il suo numero di telefono. Quindi riferisce un colloquio con un interlocutore chiamato Mario, al quale avrebbe spiegato la situazione e assicurato che avrebbe ricevuto, a breve, quasi tutto quanto dovuto. È una sequenza che gli investigatori interpretano come un riscontro del coinvolgimento dell’avvocato nella gestione delle pendenze economiche della rete. Le richieste si accumulano, si discutono pagamenti parziali e si cerca una soluzione complessiva.

Il via libera di Patrick

La parte successiva del messaggio introduce direttamente Patrick Assisi: «Sto pensando di parlare con Patrick per pagare tutta la gente e rimanere senza debiti». Subito dopo, il riferimento a un’autorizzazione da ottenere: «Vedrò se lui autorizza a pagare una parte con Berlusconi per risolvere tutto il casino». Il nome «Berlusconi» compare nelle carte come soprannome di un interlocutore. Nella ricostruzione della Procura, questi passaggi mostrerebbero che Raasch stava valutando di proporre ad Assisi una sistemazione delle posizioni debitorie, anche attraverso l’aiuto di un altro soggetto. L’iniziativa sui pagamenti sarebbe dunque rimasta legata al via libera di Patrick, mentre il legale avrebbe curato i contatti necessari a risolvere le controversie.

L’acquisto della villa per Paula

Nelle carte di Samba, il ruolo attribuito a Raasch si estende anche all’acquisto di una villa da 1,65 milioni di reais a Itupeva, nello Stato di San Paolo. Secondo l’accusa, il professionista avrebbe assistito Paula Simoes nella compravendita, contribuendo a individuare un prestanome e a predisporre la documentazione necessaria a tutelare gli interessi della famiglia Assisi. L’immobile sarebbe stato acquistato con denaro di provenienza illecita e formalmente intestato a una società. (g.curcio@corrierecal.it)

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