Amaco al capolinea: dal 1° ottobre Cosenza senza il servizio dell’azienda. La corsa per evitare il vuoto. Gallo: «Garantire la continuità del Tpl»
La società in liquidazione giudiziale annuncia la cessazione definitiva delle attività dal 30 settembre. Informati Regione, Prefettura, Provincia e Comuni: ora il nodo è garantire continuità al servi…
COSENZA Una data che adesso segna il punto di non ritorno: 30 settembre 2026. Sarà quello l’ultimo giorno di attività di Amaco. Dal giorno successivo, 1° ottobre, l’azienda interromperà definitivamente l’erogazione del servizio di trasporto pubblico locale. La comunicazione ufficiale, arrivata oggi dalla società in liquidazione giudiziale, trasforma così in una scadenza concreta uno scenario che da mesi incombe sul futuro della mobilità cosentina. Non si tratta di una sospensione né di un nuovo ridimensionamento del servizio. Nel documento firmato dal direttore Francesco La Valle, Amaco comunica che la prosecuzione dell’esercizio d’impresa «giungerà al suo termine definitivo in data 30 settembre 2026» e che la cessazione di tutte le attività costituisce «questa l’ultima proroga, non essendone previste di ulteriori». La decisione arriva, spiega la società, dopo le formali indicazioni ricevute dal curatore Fernando Caldiero, nell’ambito della procedura di liquidazione giudiziale pendente davanti al Tribunale ordinario di Cosenza e affidata al giudice delegato Marzia Maffei.
Dal primo ottobre cessano anche contratti e convenzioni
Gli effetti saranno immediati. A partire dal 1° ottobre tutti i contratti e le convenzioni attualmente in essere saranno risolti e cesseranno di avere efficacia. Un passaggio che apre inevitabilmente il problema di chi e come dovrà garantire la continuità del trasporto pubblico nell’area urbana cosentina. Amaco fa sapere di avere già informato Regione Calabria, Prefettura, Provincia e i Comuni interessati dalle linee, chiedendo agli enti competenti di assumere tempestivamente «tutte le misure e le determinazioni necessarie per organizzare eventuali servizi sostitutivi». L’obiettivo indicato nel documento è quello di «salvaguardare la mobilità dei cittadini e mitigare i disagi per l’utenza derivanti dall’interruzione del servizio». Ed è proprio questo, adesso, il nodo più urgente: evitare che alla cessazione di Amaco corrisponda un vuoto nel servizio, soprattutto per studenti e lavoratori pendolari. La stessa società, nel comunicato, riconosce il «forte impatto» che la chiusura avrà sul tessuto sociale cittadino e auspica un rapido intervento delle istituzioni.
Una crisi arrivata da lontano
L’annuncio di oggi rappresenta l’ultimo passaggio di una vertenza che negli ultimi mesi aveva già mostrato tutti i segnali di un possibile epilogo traumatico. All’inizio di luglio, dopo il fallimento della trattativa per l’acquisizione dell’azienda, sindacati e rappresentanti istituzionali avevano lanciato l’allarme sul rischio di licenziamenti collettivi e paralisi del trasporto pubblico locale. Il 2 luglio il consigliere regionale Francesco De Cicco e la Cisl avevano chiesto un intervento della Regione proprio per evitare il blocco del servizio. Pochi giorni dopo era intervenuto anche l’assessore regionale ai Trasporti Gianluca Gallo, dichiarando la disponibilità della Regione a riaprire il confronto con il curatore e, qualora fosse rimasto l’interesse, con Cometra. Due le priorità indicate allora dall’assessore: «la tutela dei lavoratori e la continuità del servizio». Una soluzione, però, non si è concretizzata.
Il tentativo del Consorzio Valle Crati
A metà luglio era comparsa un’altra ipotesi. Il Consorzio Valle Crati aveva approvato una delibera per avviare uno studio di fattibilità tecnico, giuridico ed economico con l’obiettivo di verificare la possibilità di assumere un ruolo nella gestione del trasporto pubblico locale nell’area urbana di Cosenza e nei comuni consorziati. Un’iniziativa presentata anche come possibile strada per tutelare i 111 lavoratori allora indicati come organico dell’azienda. Nello stesso periodo la Cgil aveva nuovamente chiesto a Regione, Comune e Cometra di riaprire la trattativa, denunciando il rischio occupazionale per oltre cento dipendenti.
I primi segnali sul servizio
Nel frattempo le difficoltà avevano cominciato a riflettersi concretamente anche sugli utenti. Il 1° settembre il Corriere della Calabria aveva raccontato la protesta dei residenti dell’area Sud Collinare per la soppressione della corsa Amaco numero 52, ferma già da circa un mese. Il comitato del quartiere aveva denunciato l’isolamento delle periferie e chiesto il ripristino del collegamento in vista della riapertura delle scuole. A distanza di poche settimane il problema non riguarda più una singola linea. Con la comunicazione arrivata oggi, la scadenza riguarda l’intera attività di Amaco.
L’intervento di Gallo
“Garantire la continuità del trasporto pubblico locale nella città di Cosenza e salvaguardare tutti i livelli occupazionali rappresentano per la Regione Calabria priorità assolute. Stiamo lavorando, in piena sinergia con il Comune di Cosenza e nel rispetto delle competenze di tutti i soggetti coinvolti, affinché la cessazione dell’esercizio d’impresa di AMACO non determini conseguenze né per i lavoratori né per i cittadini. Esiste un percorso concreto e definito per assicurare la prosecuzione del servizio ed è fondamentale, in una fase così delicata, che prevalgano responsabilità e collaborazione istituzionale, evitando iniziative estemporanee o azioni di disturbo che rischierebbero soltanto di rallentare la soluzione della vicenda”. È quanto dichiara l’assessore regionale Gianluca Gallo in merito alla situazione del trasporto pubblico locale nella città di Cosenza, alla luce della cessazione dell’esercizio d’impresa di AMACO S.p.A. “A seguito della rinuncia dell’aggiudicatario della procedura di vendita esperita lo scorso febbraio dalla curatela fallimentare, la Regione Calabria, con il costante contributo del Comune di Cosenza, si è immediatamente attivata per individuare una soluzione in grado di assicurare la continuità di un servizio essenziale per il capoluogo e, contestualmente, la piena tutela dei lavoratori. L’azione istituzionale avviata si sta sviluppando nel rispetto delle procedure previste dalla legge e delle competenze dei diversi soggetti interessati. In tale quadro assume particolare rilievo il ruolo di COMETRA, consorzio affidatario dei servizi di mobilità cui partecipa la stessa AMACO e che, per quanto risulta alla Regione, sta procedendo con grande impegno a tutti gli adempimenti necessari per garantire lo svolgimento dei servizi che AMACO cesserà di effettuare il prossimo 30 settembre.
L’obiettivo è accompagnare questa fase di transizione senza interruzioni del servizio e senza arretramenti sul fronte occupazionale, seguendo la stessa linea già adottata nelle precedenti fasi della vicenda. Il percorso individuato punta dunque a dare una risposta definitiva a una problematica complessa che, nelle intenzioni delle istituzioni coinvolte, avrebbe già potuto trovare soluzione. Proprio per questo, in una fase nella quale occorre completare gli adempimenti necessari, viene richiamata l’esigenza che ogni soggetto interessato operi con senso di responsabilità, evitando iniziative che possano determinare rallentamenti o nuove incertezze. Regione Calabria e Comune di Cosenza proseguiranno il confronto e il lavoro con i soggetti competenti con l’obiettivo di assicurare la continuità del trasporto pubblico locale e la salvaguardia dei lavoratori, nell’interesse delle loro famiglie e dell’intera comunità cosentina”.(redazione@corrierecal.it)
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