Dalla detenzione al riscatto, alla Camera il fumetto animato “Punto e a Capo”: «Arte e cultura strumenti contro l’illegalità»
L’opera multimediale realizzata dai giovani della Comunità ministeriale minorile di Catanzaro promossa dall’Associazione Jole Santelli
ROMA Trasformare il tempo della dentizione in una concreta opportunità di formazione e in un laboratorio di riscatto personale. Questo l’obiettivo di “Punto e a Capo – Rimodula animata per l’educazione alla legalità e la giustizia riparativa”, l’opera multimediale presentata questo pomeriggio nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, realizzata dai giovani della Comunità ministeriale minorile di Catanzaro. Il progetto ha visto i ragazzi impegnati in prima persona in tutte le fasi di produzione del cortometraggio: dalla stesura del soggetto e della sceneggiatura fino al character design e all’animazione digitale. Attraverso la forma del fumetto, gli autori hanno sviluppato una narrazione incentrata sul valore della responsabilità individuale, sulle conseguenze delle proprie scelte e sulla possibilità di intraprendere un percorso di reinserimento sociale.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Jole Santelli con il patrocinio e il sostegno alla distribuzione della Fondazione Calabria Film Commission, è stata condotta sul campo dal fumettista e illustratore Luca Passafaro. L’attività laboratoriale ha fornito ai giovani utenti non soltanto un canale espressivo diretto e privo di retorica, ma anche l’occasione per acquisire competenze tecniche spendibili nel mercato del lavoro.

Alla conferenza stampa, moderata dal giornalista Francesco Verderami, sono intervenuti i vertici delle istituzioni nazionali e territoriali: Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno; Chiara Colosimo, Presidente della Commissione parlamentare Antimafia; Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale per i Minorenni di Catania; Maria Alessandra Ruberto, Direttore Generale della Giustizia Minorile e di Comunità; e Giampaolo Calabrese, Direttore della Calabria Film Commission.
I relatori hanno concordato sulla necessità di valorizzare l’esperienza catanzarese come potenziale modello di buona pratica da estendere all’intero circuito della giustizia minorile italiana, evidenziando come la giustizia riparativa passi prioritariamente attraverso la restituzione di strumenti operativi e di dignità ai giovani inseriti in percorsi penali. «E’ un progetto vivo, vero, – ha spiegato la presidente Colosimo ai nostri microfoni – che i ragazzi hanno saputo e potuto mettere in atto. Gia il titolo lo dice: “Punto e a Capo”, si può sbagliare e si può ricominciare, soprattutto se si è così giovani e se è possibile prendere la strada della legalità. Come Commissione parlamentare Antimafia non escludiamo di sostenerli». «Questo progetto è la testimonianza di quanto l’arte e la cultura siano l’opposto di tutto ciò che l’illegalità pone in essere», ha detto la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro.
Per il giudice Roberto Di Bella – intervenuto in videocollegamento – ideatore del protocollo, ora divenuto legge, “Liberi di scegliere”, si tratta di «una vera e propria occasione, una possibilità di riscatto», ha detto.
«E’ un progetto che ci ha emozionato tantissimo, abbiamo dato importanza ai singoli ragazzi, alle loro storie e possibilità di crescere. La creatività diventa strumento educativo», ha dichiarato Paola Santelli, Presidente dell’Associazione, che ha aggiunto: «Il foglio è stato il mezzo attraverso il quale hanno potuto esprimere se stessi senza pregiudizi. Il “Punto” è il passato, quanto si va “A capo” c’è la possibilità di scrivere un nuovo capitolo».
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