Morbillo, la circolare, «Crescono casi e ricoveri, alert per Campania, Calabria, Lazio e Toscana»
Il Ministero della Salute pubblica il monitoraggio 2024-2026: più 78% di segnalazioni nell’anno in corso
ROMA «Dopo un periodo di incidenza molto bassa, a partire dall’autunno 2023 in Italia si è osservato un marcato aumento dei casi di morbillo. Nel 2024 sono stati notificati 1.045 casi, di cui 946 (90,5%) confermati in laboratorio, 34 probabili e 65 casi possibili. Nel 2025 rispetto all’anno precedente si è osservata una diminuzione dei casi a 529, di cui 497 confermati in laboratorio (94%). L’età mediana dei casi è leggermente aumentata a 31 anni, con oltre la metà dei casi concentrati nella fascia 15-39 anni. Considerando, invece, anche i casi possibili e probabili si passa da 568 segnalazioni nel 2024 a 342 nel 2025 e a 609 nel 2026, registrando quindi un aumento del 78,1% nell’anno corrente rispetto al precedente e del 7,2% rispetto al 2024. Per quanto riguarda i ricoveri, si osserva un aumento percentuale nel tempo: dal 49,5% nel 2024, al 56,3% nel 2025 e al 57,8% nel 2026». E’ la fotografia scattata dalla circolare “Morbillo – analisi epidemiologica (anni 20242026) e raccomandazioni operative” firmata da Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute. L’aumento dei casi «considerando i primi 5 mesi del 2025 rispetto al 2026, sulla base dei casi notificati al sistema Premal, è particolarmente evidente soprattutto in alcune Regioni come, ad esempio, Campania, Calabria, Lazio e Toscana: la Campania passa da 18 a 100 casi segnalati; la Calabria cresce da 17 a 265 casi segnalati; il Lazio passa da 47 casi segnalati nel 2025 a 54 casi segnalati nel 2026; la Toscana registra 49 casi segnalati nel 2026, mentre nello stesso periodo del 2025 segnalava 6 casi di morbillo». Considerando i casi segnalati nel 2026, «l’età mediana risulta pari a 30 anni. La fascia di età maggiormente interessata è quella compresa tra 15 e 39 anni (345 casi), seguita dalla fascia 40-64 anni (124 casi) e da quella 0-4 anni (98 casi), evidenziando una maggiore incidenza del fenomeno nella popolazione adulta – analizza la circolare – L’incidenza più alta è stata osservata nei bambini con meno di 4 anni (49,4 casi per milione), a seguire gli adulti con fascia di età 15-39 anni (22,3 casi per milione). L’incidenza osservata negli adulti con fascia di età 40-64 anni è stata di 5,7 casi per milione». Per quanto riguarda i ricoveri, «si osserva un aumento percentuale nel tempo: dal 49,5% nel 2024, al 56,3% nel 2025 e al 57,8% nel 2026». Sul fronte vaccinale, tra i casi con stato vaccinale noto, “la quasi totalità dichiara di non essere vaccinata (93,3% nel 2026), lo stato vaccinale non è noto per 115 casi su 609 (18,9%). Tra i casi confermati, 104 sono stati sottoposti a genotipizzazione: di questi, 58 sono risultati appartenere al genotipo D8 e 46 al genotipo B3. Per entrambi i genotipi è stata identificata la continua circolazione delle varianti endemiche del 2025 (D8-5963 e B3-6418), alle quali si aggiungono altre due varianti genetiche principali: la D8-9705 e la B3-9753”. Inoltre, l’analisi filogenetica «ha evidenziato una distribuzione geografica distinta dei due genotipi: il genotipo B3 è associato ai focolai epidemici osservati in Campania e Toscana (caratterizzati rispettivamente dalle varianti B3-6418 e B3-9753), mentre il genotipo D8 è responsabile del focolaio registrato in Calabria (variante D8-5963)». (Adnkronos Salute)
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