La “trincea” di Forza Italia contro l’incursione del generale Vannacci nella roccaforte azzurra
Gli ultimi trionfali appuntamenti elettorali spiegano perché per gli azzurri di Occhiuto e Cannizzaro il collegio sud è un feudo da difendere a tutti i costi
LAMEZIA TERME In “trincea” contro l’incursione del generale Vannacci nel cuore della roccaforte azzurra. Le Suppletive di Reggio Calabria non sono solo un test a livello nazionale per il centrodestra, sono anche un banco di prova soprattutto per Forza Italia, che negli anni ha fatto nel collegio sud della Calabria il proprio “granaio” elettorale con numeri strabilianti a livello di consensi nel contesto generale dello schieramento di governo. A margine del comizio di chiusura della campagna elettorale il leader di Futuro Nazionale ha escluso che l’ambizione vannaccina sia quella di creare un vulnus nell’attuale alleanza di centrodestra mettendo nel mirino l’area moderata della coalizione, ma questa lettura si scontra con i fatti: il primo, la candidatura alle Suppletive sotto l’egida di Fn di Domenico Giannetta, che fino a qualche settimana fa, prima dell’abbraccio con Vannacci, era capogruppo di Fi alla Regione. Insomma non un “peones” qualsiasi, Giannetta, ma il primo interfaccia sul piano consiliare del presidente della Regione Roberto Occhiuto, vicesegretario di Forza Italia, e, sul piano politico, del coordinatore regionale forzista oggi anche sindaco metropolitano, Francesco Cannizzaro. Anche le ultime dichiarazioni di Occhiuto, fiero “custode” del riformismo e liberalismo berlusconiano e fin da subito tra i più strenui oppositori a un ingresso organico di Vannacci nel centrodestra, denotano che le Suppletive di Reggio Calabria configurano quasi una “guerra di religione” con l’estrema destra.
L’impegno sul campo
Da qui la forte spinta da parte di Forza Italia a sostegno del candidato individuato dal partito per subentrare, sia pure per pochi mesi, a Cannizzaro alla Camera: Fabio Roscioli, tesoriere azzurro molto vicino alla famiglia del Cavaliere. Benché diversi analisti abbiamo segnalato una certa “tiepidezza” del leader forzista, Antonio Tajani, rispetto alla partita reggina, in realtà la casella reggina è diventata fondamentale negli equilibri nazionali del centrodestra. Fonti qualificate affermano che al momento la linea di Fi sia anzitutto quella di vincere le Suppletive, e poi si vedrà, nel senso che poi si guarderà alle percentuali del candidato di Vannacci e quindi di Vannacci, confidando su un risultato di Giannetta sotto le due cifre. Certo, per Forza Italia Calabria e per i suoi big, da Occhiuto – per gli analisti nazionali possibile “competitor” dello stesso Tajani per la leadership nazionale del partito – a Cannizzaro anzitutto, Reggio può essere uno spartiacque, perché Reggio è davvero il cuore del potere azzurro. Lo dicono i numeri, che qui si ricordano. Anzitutto, la vittoria netta di Cannizzaro nel collegio della Camera alle Politiche del 2022 (oltre 67mila preferenze per il 47,6% del consenso, il candidato del centrosinistra distanziato di 27 punti percentuali), e poi il 26% di Forza Italia alle Europee in provincia (primo partito anche rispetto a Fratelli d’Italia) e ancora il 33% (tra Fi e lista Occhiuto presidente) delle Regionali, senza dimenticare che Reggio è stata l’unica provincia del Sud a premiare il sì al referendum sulla giustizia (con il 53%). Per difendere tutto questo e anche per sterilizzare la critica di aver individuato un candidato che non è espressione del territorio, Forza Italia ha messo in campo di tutto di più, in questi giorni, persino il tennis (a dicembre a Reggio ci saranno i mondiali giovanili) e la musica, con tanto di omaggi a Sal Da Vinci e di annunci come il futuro concerto di Ultimo. E non a caso lo stesso Cannizzaro nei giorni scorsi ha definito il voto per Roscioli alle Suppletive come un voto di fiducia per Forza Italia, per il centrodestra e per sé stesso. Se non è guerra questa… (a. cant.)
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