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TRAFFICO DI DROGA

«Per la bianca ho una strada in Calabria». Il canale della cocaina nel blitz contro il clan Nardo di Cosa nostra

Nelle carte dell’inchiesta che ha portato a 25 custodie cautelari emerge una trattativa per l’approvvigionamento di stupefacente

Pubblicato il: 24/09/2026 – 18:52
di Gi. Cu.
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LAMEZIA TERME «Per la bianca io ho una strada in Calabria a 36… ti interessa?». È una frase intercettata il 25 maggio 2021 ad aprire una finestra calabrese nella maxi inchiesta che ha portato a 25 custodie cautelari in carcere tra Catania e Siracusa. Si parla di cocaina, di prezzi, di un possibile «pacco» da acquistare e del pagamento da effettuare una volta arrivati a Siracusa. Un riferimento breve, ma preciso, contenuto nelle centinaia di pagine dell’ordinanza sul clan Nardo di Lentini. «La bianca a 36» La conversazione coinvolge Davide Pincio e Giovanni Taccia. Si discute della qualità della «bianca» e della possibilità di reperire cocaina attraverso un canale indicato in Calabria. «Per la bianca io ho una strada in Calabria a 36», dice Taccia. Pincio chiede se sia possibile procurare «un pacco» e pagare al momento dell’arrivo a Siracusa. «Certo che si può fare, tutto si può fare», è la risposta. Poi parte la trattativa. Taccia parla di 36, mentre l’interlocutore sostiene di poter acquistare a 32. Si ragiona quindi sulla possibilità di abbassare il prezzo e sulla consegna del denaro in contanti.

La nuova inchiesta

Gli atti, però, non consentono di andare oltre. Non viene indicata la zona della Calabria da cui sarebbe dovuta arrivare la cocaina, non vengono identificati i presunti fornitori e in questo passaggio non viene formulato alcun collegamento con cosche di ’ndrangheta. La conversazione appartiene inoltre a un filone distinto rispetto ai 25 destinatari delle misure eseguite adesso. Pincio e i fratelli Alessio e Christian Terranova risultano destinatari di una contestazione relativa al trasporto di circa quattro chili di marijuana, riportata nell’ordinanza «ai soli fini della contestazione» e per la quale non era stata avanzata richiesta di misura cautelare. Per Giovanni Taccia, invece, si era proceduto separatamente dopo l’arresto in flagranza del maggio 2021.

Il blitz tra Catania e Siracusa

L’ordinanza firmata dal gip del Tribunale di Catania dispone complessivamente 25 custodie cautelari in carcere. La Procura aveva chiesto la misura per 38 indagati, ma il giudice ha accolto la richiesta soltanto per una parte delle posizioni, respingendola per le altre. Al centro dell’indagine c’è il clan Nardo, con epicentro a Lentini e ramificazioni nell’area nord della provincia di Siracusa, indicato nell’ordinanza come affiliato alla famiglia catanese di Cosa nostra. Secondo l’impostazione accusatoria, il gruppo avrebbe puntato al controllo dello spaccio di stupefacenti, di attività economiche e imprenditoriali e alla realizzazione di profitti attraverso una serie di reati contro la persona e il patrimonio. Per Giuseppe Giampapa viene contestato il ruolo di capo promotore, mentre Angelo Randazzo e Massimiliano Rizzo vengono indicati come organizzatori. Nel fascicolo confluiscono contestazioni che riguardano, a vario titolo, associazione mafiosa, traffico di droga, estorsioni, armi e intestazioni fittizie. Un quadro investigativo molto più ampio nel quale compare, sullo sfondo, anche quella possibile «strada in Calabria» per la cocaina.

I 25 destinatari della custodia cautelare

La misura in carcere è stata disposta nei confronti di Gaetano Teclo Angelino, Sebastiano Basso detto “Babbaleccu”, Alfio Bonomo detto “Alfredo”, Alfio Calabrò detto “Manicomio” o “Alfiuccio”, Antonino Sebastiano Calanni Pileri, Franco Catania, Donatello Cormaci, Antonino Corso, Michael Di Fazio, Alberto Di Mauro, Domenico Fava, Gabriele Favazzi Liprino, Giuseppe Furnò detto “Pupiddu”, Giuseppe Giampapa detto “Pippo”, Antonino Guercio, Ercole Daniele Modica, Davide Musumeci, Angelo Maria Randazzo, Massimiliano Rizzo detto “Massimo”, Vincenzo Rizzo detto “Enzo”, Alfio Scandurra, Sebastiano Scrofani, Dario Vacante, Fabio Virzì e Filadelfo Zarbano. (g.curcio@corrierecal.it)

Il video del blitz:

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