Comunali di Catanzaro, Mancuso c’è e marca il territorio. «E resto fedele alla Lega e a Matteo Salvini»
Convention del vicepresidente della Regione: «Candidato sindaco? Disponibile ma quando ci sarà un centrodestra unito e con un progetto unitario»
CATANZARO Nessun annuncio di candidatura a sindaco ma la convention di Filippo Mancuso sul tema “Catanzaro tra presente e futuro” è un messaggio lanciato ad alleati e avversari: Mancuso c’è e vuole far sapere che c’è. In una sala affollata come ormai da anni ha abituato, quasi a smentire quanti sostengono che la sua parabola sia in una fase discendente, Mancuso, vicepresidente della Regione e big della Lega in Calabria, marca il territorio, con il futuro elettorale – Amministrative di Catanzaro ma magari anche altro – nel mirino. La formula è quella di un’intervista “a tema libero” con i rappresentanti delle principali testate calabresi, intervista alla quale Mancuso si sottopone senza rete, anche davanti alle domande più scomode come quella della sua permanenza della Lega, da alcuni boatos messa in discussione ma decisamente smentita dal vicepresidente della Regione. In premessa: «Questo incontro non è una festa né l’inizio della campagna elettorale, è l’occasione per ringraziare i miei elettori, rendicontare il lavoro svolto finora e tracciare le linee del futuro insieme al centrodestra, esordisce Mancuso nell’intervista.
Il tema della candidatura a sindaco
Subito la “ciccia” politica, l’eventuale futura candidatura a sindaco di Catanzaro nel 2027: «Qui – afferma Mancuso – non vogliamo accelerare i tempi per la scelta del candidato né, come qualcuno insinua, auto-proporci. Non esiste assolutamente una cosa del genere. Siamo coerenti con la linea e i progetti del centrodestra: il nostro obiettivo è evitare gli errori del passato. Amo il mio territorio e sono pronto a spendermi per la mia città, ma non a qualunque costo. Sono disponibile ma quando ci sarà un centrodestra unito e che rema tutto dalla stessa parte con un progetto unitario e un accordo di programma serio. Dalla mia attuale posizione continuo a lavorare per il territorio, ma non accetterò piccoli interessi di bottega», sostiene Mancuso. E comunque – specifica il vicepresidente della Regione – «che sia da candidato sindaco o dal mio ruolo attuale, insieme a Franco Longo allestiremo una o più liste per le prossime Comunali a Catanzaro, a prescindere da chi guidi la coalizione. La mia disponibilità è aperta a chiunque voglia contribuire. Dopo tanti anni di esperienza tra Comune, Provincia e Regione, il mio obiettivo è anche formare una nuova classe dirigente di giovani amministratori in grado di guidare la città nel futuro». E poi non mancano le idee: nell’intervista, coordinata dal giornalista Gabriele Rubino, Mancuso traccia anche la sua visione di Catanzaro, quella di una città della buona salute, una città universitaria, una città del mare e una città della cultura. Tra le proposte, fare housing sociale a Parco Romani, la grande “incompiuta” di Catanzaro.
Catanzaro non è la Cenerentola
Un sassolino da togliere dalla scarpa: «Chi dice che la Regione trascura Catanzaro a favore di Cosenza e Reggio Calabria – prosegue Mancuso – dice il falso. Sfido chiunque a fare i conti di quanto è stato investito in questi quattro anni e mezzo: 12 milioni per lo stadio, 32 milioni per il porto, 5 milioni contro il dissesto idrogeologico, oltre 50 milioni per la metropolitana di superfici. Grandi eventi storici come il Capodanno Rai, il Giro d’Italia e il concerto di Jovanotti. I fatti smentiscono le polemiche: grazie al presidente Occhiuto, il miglior governatore che la Calabria ha mai avuto, Catanzaro ha ricevuto un’attenzione e finanziamenti senza precedenti».

Sanità
Mancuso si sofferma sul tema del futuro nuovo ospedale: «A disposizione – ricorda – ci sono 500 milioni di euro. Abbiamo una finestra straordinaria fino a marzo per sfruttare i poteri commissariali all’edilizia sanitaria e abbattere del 90% i tempi burocratici per espropri e progettazione. Il nuovo hub ospedaliero non può rimanere al Pugliese, una struttura con criticità sismiche e logistiche inadeguate per servire ben tre province. La mia posizione è chiara e senza paura del calcolo elettorale: il nuovo ospedale deve nascere a Germaneto. Questo – rileva il vicepresidente della Regione – non vuol dire abbandonare la struttura del Pugliese, che non chiuderà ma diventerà una Casa della Salute con ambulatori e day hospital, garantendo continuità assistenziale e tutela economica per il quartiere. Però basta polemiche strumentali e rinvii per paura di perdere voti: decida la commissione tecnica, ma la città non può perdere questa occasione».
«Fedele alla Lega»
L’abbraccio con la Lega continua, rimarca poi con forza Mancuso: «Sono nella Lega dal 2019, partito con cui sono risultato il primo eletto di tutto il centrodestra nel centro Calabria con oltre 12.000 voti. Non ho nessun motivo per lasciare la Lega. Smentisco categoricamente chi parla di un mio addio. Resto fedele alla Lega e a Matteo Salvini, i cui fatti parlano da soli per il nostro territorio: 3,5 miliardi per la Statale 106 in pochi anni quando prima, per 20 anni, ne era stato stanziato solo uno, 500 milioni per la Trasversale delle Serre e l’elettrificazione della ferrovia ionica. Anche l’autonomia differenziata: non deve spaventare, anzi sarebbe uno stimolo a ben amministrare. Le voci sul mio conto – osserva Mancuso – sono solo invidie: continuerò a lavorare nel centrodestra con trasparenza e rispetto degli accordi».
«Non ho “salvato” Fiorita»
La replica a quanti, nemmeno tanto velatamente, lo accusano di aver “sotto sotto” aiutato l’attuale amministrazione comunale di centrosinistra a restare a galla nonostante l’”anatra zoppa”. «Chiariamo una volta per tutte: io – si accalora Mancuso – non ho “salvato” Fiorita. Pretendevo serietà. Non si sfiducia un sindaco eletto senza una strategia, senza l’avallo ufficiale dei partiti del centrodestra e, soprattutto, senza un candidato alternativo, che non mi è stato indicato quando si sono raccolte le firme contro Fiorita. E poi quella mozione non è nata dai partiti della coalizione, ma da singoli consiglieri, e nascondeva trappole e giochi di potere individuali a cui non mi presto. Il futuro politico si decide insieme a un centrodestra unito per non ripetere gli errori del passato, non sugli interessi individuali di qualcuno».
Una candidatura al Parlamento
Quanto a un’eventuale candidatura al Parlamento, Mancuso osserva: «Non mi ci vedo a prendere un aereo il martedì per andare ad alzare una man o e a ritornare in aereo al giovedì. Ma c’è un dato su cui riflettere: colleghi come Cannizzaro e Mangialavori sono riusciti a portare decine di milioni di fondi governativi a Reggio e Vibo. Senza alcuna gelosia, la possibilità di rappresentare a Roma l’area centrale della Calabria per garantire a Catanzaro e alla sua provincia lo stesso peso e le stesse risorse mi stuzzica. È ora di riportare equilibrio e far arrivare finanziamenti romani anche sul nostro territorio, perché – conclude il vicepresidente della Regione – penso che si potrebbe fare di più per la nostra area centrale». (a. cant.)
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