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la battaglia per i diritti

Il caso di Carol a Zungri, l’amarezza della madre: «Non possiamo esserci solo noi per lei». Intervengono Regione e Asp

Il racconto della mamma della 15enne con grave disabilità: «Ha bisogno di qualcuno anche per bere o mangiare». Nel pomeriggio la chiamata dell’assessore regionale Straface

Pubblicato il: 25/09/2026 – 10:57
di Marco Russo
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VIBO VALENTIA Parla con amarezza e delusione Rosetta Raffa, la mamma della piccola Carol, la 15enne di Zungri con grave disabilità costretta ad andare a scuola senza un’adeguata assistenza. «Dal 15 settembre, primo giorno di scuola, nessuno si è fatto avanti per aiutarmi, nessuno si è proposto per darmi una mano nel cambiarla, farla bere, dare da mangiare» racconta al Corriere della Calabria. Il caso di Carol è emerso due giorni fa, quando Rosetta e Maurizio, i genitori, hanno denunciato tramite una lettera la carenza di personale adeguato nella nuova scuola della ragazza, che da quest’anno ha iniziato a frequentare la prima classe della scuola secondaria nell’Istituto comprensivo Rombiolo-San Calogero-Cessaniti. La 15enne è però affetta da tetraparesi discinetica, atrofia cerebellare progressiva ed epilessia e avrebbe bisogno di una figura che la aiuti costantemente.

«Senza di me Carol non avrebbe avuto nessuno ad aiutarla»

Al momento, però, è la madre a doversi recare ogni giorno per consentire a Carol anche solamente di bere o mangiare. «Per ora sto sopperendo io a questa situazione, ma mi domando: senza di me non ci sarebbe nessuno a poter dare neanche un po’ d’acqua a Carol». Sono queste infatti le “semplici” richieste avanzate dai genitori: far sì che Carol abbia qualcuno che le garantisca i bisogni essenziali: «Essendo una bambina con disfagia deve nutrirsi solamente dal tubicino, dalla PEG. Noi abbiamo bisogno di una figura che sappia gestire almeno l’alimentazione». Personale che, però, non è presente a scuola, nonostante la situazione fosse ben chiara già da luglio: «Lo abbiamo segnalato tramite avvocato con tre difficile, ma né scuola né Comune hanno dato una risposta». Ancora più grave se si considera che, come sottolinea la madre, «Carol ha 15 anni, non è una novità ma una situazione che conoscono». Rosetta e Maurizio non chiedono favori, ma solo «che vengano rispettati i suoi diritti. Carol deve poter andare a scuola in modo sereno e potersi creare anche un gruppo al di fuori della sua famiglia. Non possiamo esserci solo noi per lei».

Il supporto di Regione e Asp

Dal Comune e dalla scuola, tuttavia, non è arrivato nessun riscontro. Neanche dopo la lettera pubblicata in cui si denunciava la situazione. Nel pomeriggio di ieri, però, la famiglia di Carol è stata contattata dall’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface, per comprendere meglio la situazione e per provare a intervenire adeguatamente insieme all’Asp di Vibo Valentia. Un primo importante passo che, si spera, si trasformi presto in un intervento concreto, restituendo alla piccola Carol la dignità e i diritti a cui ha diritto. (m.russo@corrierecal.it)

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