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Terra Madre, D’Ambrosio (Slow Food): «La Calabria è la regione più biodiversa d’Europa»

Il presidente regionale dell’associazione: «Tropea un trampolino straordinario. Questa regione ha sempre dovuto riscattarsi, ora non deve più farlo: ora si manifesta»

Pubblicato il: 25/09/2026 – 11:39
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TORINO «Tropea è stato un trampolino straordinario, abbiamo visto il meglio della Calabria, la regione più biodiversa d’Europa». Così Michelangelo D’Ambrosio, presidente di Slow Food Calabria, durante la prima giornata di Terra Madre, l’evento che si sta svolgendo a Torino e che vede protagoniste oltre 80 aziende calabresi, ma anche i presidi dell’associazione che promuove i prodotti e il territorio calabrese. Un viaggio iniziato nella Perla del Tirreno, dove si è tenuta l’anteprima, e ora arrivato nel capoluogo piemontese: «Siamo qui per mettere a terra il gioco di squadra. Ci sono le istituzioni, i Gal, ci siamo noi di Slow Food, la Regione, l’assessorato all’agricoltura, Arsac. Noi abbiamo le idee, i progetti, loro i mezzi per realizzarli».

«La biodiversità un bene da tutelare e restituire»

«In questi cinque giorni festeggiamo la biodiversità, che non deve essere soltanto un bene da proteggere, ma anche da restituire. Abbiamo tanti progetti di restituzione in Calabria, sui grani, sugli agrumi, sull’agricoltura». D’Ambrosio cita le 84 aziende calabresi presenti a Terra Madre, una «vetrina» per loro ma anche segno di come Slow Food si stia radicando sempre di più in Calabria e creando sinergia. Come dimostrano i quattro presidi e i progetti portati avanti: «Abbiamo, ad esempio, il progetto “Presidiamo la Calabria”, finanziato dall’assessorato all’agricoltura della Regione. Anche se finanziare un presidio non è proprio un termine esatto, perché ha bisogno di essere tutelato. Chi finanzia tutela quel gruppo di produttori e quel prodotto». Sono diverse le istituzioni che “tutelano” i prodotti calabresi: «Gal Terre Locridee ha finanziato l’oliva geracese, un’oliva straordinaria e superiore anche alla taggiasca. Abbiamo l’aglio rosa di Nicastro, la pesca di Magisano, l’unica in Europa ancora da seme e non da innesto, abbiamo il fagiolo “pappaloni”, straordinario prodotto dell’Aspromonte tirrenico. Insomma, ci sono argomenti e c’è anche l’impegno e questo è l’esempio di una regione che ha sempre dovuto riscattarsi, ma che ora non deve farlo più: ora si manifesta». (redazione@corrierecal.it)

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