Amaco a Cosenza, Usb: «Il servizio non si è salvato con i proclami. Amical e Cometra diano certezze»
Dura nota del sindacato: «Il fallimento ha responsabilità politiche precise. Ora bisogna garantire il perimetro occupazionale e i diritti acquisiti»
COSENZA Il futuro del trasporto pubblico urbano a Cosenza e la vertenza legata all’Amaco finiscono al centro di un duro affondo sindacale. Arriva infatti una nota ufficiale della Usb Lavoro Privato Cosenza, che non usa giri di parole per commentare le notizie delle ultime ore e le prese di posizione della politica locale.
«Il servizio non è stato salvato dai proclami»
«In queste ore, sulla vicenda Amaco, assistiamo alla solita corsa ad appuntarsi medaglie. Politici di ogni schieramento provano a intestarsi il risultato, come se la continuità del servizio fosse il frutto di qualche dichiarazione dell’ultima ora», esordisce il sindacato, invitando a «rimettere i piedi per terra».
La sigla sindacale ricorda come la continuità del servizio dal 1° ottobre non fosse un miraggio estemporaneo: «Le linee già esercite da Amaco rientrano nel perimetro dell’affidamento regionale in capo a Cometra, che firma l’atto concessorio con la Regione Calabria. Quindi il tema vero non era se il servizio dovesse continuare, ma come garantire quella continuità, salvaguardando lavoratori, cittadini e diritto alla mobilità». Per la Usb «suonano fuori luogo le dichiarazioni trionfalistiche di queste ore», trattandosi semplicemente di un servizio essenziale «finanziato dal pubblico, organizzato dal pubblico e indispensabile alla vita quotidiana delle persone».
L’accordo Cometra e i nodi irrisolti per i lavoratori
Il sindacato prende atto del verbale d’incontro siglato lo scorso 25 settembre tra Cometra e le Organizzazioni Sindacali, che conferma l’impegno alla gestione diretta e alla salvaguardia dell’intero bacino occupazionale. Un passaggio definito «importante», che «ora, però, deve tradursi in atti chiari, vincolanti e pienamente rispettosi dei diritti dei lavoratori».
Sulle cause del crac aziendale, la posizione è netta: «Amaco non è fallita per caso. Il fallimento di Amaco ha responsabilità precise. Responsabilità maturate negli anni, dentro scelte amministrative, gestionali e politiche che attraversano più stagioni e più colori».
Al centro della nota ci sono soprattutto le maestranze: «Gli unici che meritano davvero rispetto e attenzione sono i lavoratori. Sono loro che hanno continuato a garantire il servizio in mesi difficilissimi» e che oggi continuano «ad attendere ancora il pagamento delle spettanze economiche maturate e finite dentro il tritacarne della liquidazione giudiziale». Da qui il monito inderogabile: «Se il servizio continua, devono continuare anche i diritti. Non può esserci un servizio che riparte e lavoratori costretti a ricominciare da zero».
Lo sguardo su AMCAL e le richieste alle istituzioni
La vertenza si sposta poi sul piano regionale e sulla nascita della futura AMCAL. Secondo la Usb, «non basta creare un nuovo soggetto regionale se questo deve limitarsi a programmare, organizzare gare, dividere bacini e affidamenti». Al contrario, «la crisi Amaco dimostra invece che serve un vero soggetto pubblico regionale della mobilità, capace non solo di programmare ma anche di gestire, integrare e garantire direttamente il servizio». La nota si chiude con un appello perentorio a Cometra, Regione Calabria e Comune di Cosenza: «Adesso servono atti, non passerelle. Il pre-accordo annunciato dovrà tutelare tutto il bacino occupazionale interessato, chiarire tempi e modalità delle assunzioni, salvaguardare i diritti acquisiti e dare certezza anche sulle spettanze economiche pregresse».
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