Catanzaro, i cantieri finiti, non finiti e infiniti. Fiorita sfida la “memoria corta” dei detrattori
Sui social il sindaco elenca le cose fatte (e non solo) e replica alla narrazione di inefficienza da parte dei critici
CATANZARO Non solo una replica contabile sui cantieri cittadini, ma una “sfida” politica alla narrazione soprattutto delle opposizioni e dei critici (“fuoco amico” compreso, probabilmente). Il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, rispolvera i “Pensieri” della Domenica” sui propri canali social e respinge le accuse di inefficienza, chiamando in causa decenni di presunta immobilismo delle precedenti gestioni (di centrodestra). Fiorita rivendica una cesura netta con il passato: da una parte le “grandi incompiute” o i progetti annunciati senza coperture finanziarie — come il Museo del Mare — dall’altra un’amministrazione che a suo dire individua le risorse, apre i cantieri e porta a compimento le opere, pur dovendo fare i conti con le storiche burocrazie del Mezzogiorno. «Meglio chi non ha fatto niente per decenni o chi fa tutto in quattro anni mettendo un po’ di tempo in più del previsto?», è la riflessione che Fiorita sottolinea.
«Serve onestà culturale e memoria storica»
«Comprendiamo i disagi che i cantieri possono arrecare e le aspettative per opere che la città invoca da decenni», premette Fiorita. «Tuttavia – prosegue il sindaco di Catanzaro – la discussione sul “non (ancora) finito” dovrebbe essere svolta con onestà culturale e memoria storica. Le opere pubbliche nel nostro Paese, e ancor più nel Sud, hanno spesso vita difficile e i tempi si allungano. Quel che conta è portare a compimento, e bene, quel che si inizia, ed effettivamente avviare ciò che in passato veniva presentato con enfasi ma senza finanziamenti». Fiorita incalza poi i detrattori sui risultati dei decenni precedenti, ricordando casi come la Palazzina dello Stadio o i fondi dei Pru, per poi tracciare il bilancio dettagliato degli interventi della sua Giunta: «Chi parla di non (ancora) finito può dirmi quante opere pubbliche sono state realizzate nei cinque anni precedenti all’amministrazione che ho l’onore di guidare? Può dirmi quanti e quali opere sono state realizzate nei dieci anni precedenti? Può dirmi quanti e quali opere sono state realizzate nei quindici anni precedenti?», si chiede Fiorita.
Il bilancio delle opere: dai quartieri al centro storico
Si parte dalle opere completate (30 gli interventi citati da Fiorita, che osserva: »Quello che abbiamo finito ed è tantissimo)». Tra i risultati rivendicati figurano la Scuola di Santo Janni, l’Asilo di Lido, l’Asilo Cavita (prossimo all’inaugurazione), la scuola dell’infanzia di Piano Casa e l’adeguamento delle scuole di Aranceto e via Molise, la pista ciclabile di Santa Maria, il Bike park, la Palestra Pontegrande, il PalaLedda, i campetti di Sant’Elia e Gagliano, e i primi lotti di ristrutturazione dello Stadio Curto e dello Stadio Ceravolo (terreno di gioco e illuminazione). E poi la riapertura della Galleria Mancuso, il completamento di Palazzo Fazzari, le rotatorie di via Lucrezia della Valle e via Calabria, l’illuminazione del Ponte Morandi e del lungomare Corace, fino al nuovo Centro per l’Impiego e ai centri sociali di Gagliano, Pontepiccolo, Corvo e Fontanavecchia. Capitolo cantieri in fase di ultimazione (10 interventi): qui Fiorita cita Viale dei Normanni (intervento di messa in sicurezza del dissesto idrogeologico); ponte di Lido e sottopasso Lenza; raddoppio di via Carlo V; Il secondo lotto dello stadio; la riqualificazione di Villa Margherita, l’estensione della videosorveglianza e il nuovo Asilo di Siano. Quindi, progetti in avvio imminente (4 grandi opere): palestra popolare all’Aranceto, la demolizione dell’immobile ex Mazzini, i lavori al Porto e la riqualificazione della Funicolare. Infine, la pianificazione fino a fine consiliatura (10 gli interventi citati da Fiorita): entro la fine del mandato – spiega Fiorita sui social – il programma prevede l’avvio di ulteriori cantieri strategici (dalla riqualificazione della Stazione di Sala e del Cinematografo Masciari, al ripristino delle Gallerie di San Giovanni, la copertura del Chiostro Rossi, il parco Nicholas Green, l’Ex mercato di Lido, il Palatennis a Giovino, la palestra di San Michele, il centro sociale di Cava e gli alloggi per la Capitaneria di Porto).
La sfida sul futuro della città
Prendendo ad esempio i lavori su Viale dei Normanni — dove un movimento franoso minacciava il centro storico — Fiorita ammette i ritardi tecnici ma ne rivendica la paternità politica: «Abbiamo trovato i finanziamenti, avviato i lavori e li stiamo finendo, ma oggettivamente in netto ritardo. Meglio chi ha lasciato i problemi irrisolti o chi si fa carico delle soluzioni?». La partita sui cantieri si sposta così dal piano puramente tecnico a quello del consenso politico, in attesa del giudizio finale dei cittadini. «Ai posteri l’ardua sentenza», conclude Fiorita, guardando – forse – anche all’orizzonte della fine della consiliatura. (a. c.)
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