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ROMA DIABOLIKA

’Ndrangheta, Vestiti informa Santo Crea dei “problemi” dei Senese. «Se vi posso essere utile…»

Il referente legato al gruppo romano avvisa l’esponente calabrese, che offre il proprio sostegno. Per il gip lo scambio si inserisce nel quadro delle «reciproche alleanze»

Pubblicato il: 27/09/2026 – 17:00
di Giorgio Curcio
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ROMA Un nome già centrale nell’inchiesta Hydra della Dda di Milano ricompare nella nuova ordinanza romana sull’omicidio di Fabrizio Piscitelli. È Giancarlo Vestiti, indicato nel provvedimento come uno dei referenti milanesi degli interessi della famiglia Senese. Ed è proprio attraverso Vestiti che gli investigatori ricostruiscono un contatto con Santo Crea, calabrese di Melito Porto Salvo ritenuto nell’atto rappresentante a Milano di un’altra consorteria di ’ndrangheta. Una conversazione del 27 maggio 2020 offre una fotografia dei rapporti. Vestiti si trova a Milano insieme a Vincenzo Senese e chiama Crea per informarlo di quanto accaduto al gruppo: «C’è stato qualche… problemino… abbiamo avuto… era giusto per farvelo sapere». Per il giudice, Crea mostra di apprezzare di essere stato messo al corrente, in un quadro che l’ordinanza definisce di «reciproche alleanze».

«Se vi posso essere utile… volete che salgo?»

Il colloquio prosegue con Crea che offre il proprio aiuto dopo l’arresto del cognato di Angelo Senese. «Se vi posso essere utile… volete che salgo? Vi faccio qualcosa?», domanda. Vestiti declina l’offerta, ma ribadisce il legame con la famiglia: «Capite l’affetto mio, io una sola volta lo dissi… io sono con… e basta». E aggiunge che anche «lo zio» avrebbe mandato i saluti. Santo Crea, precisa l’ordinanza, è nato a Melito Porto Salvo il primo gennaio 1952. Nel provvedimento viene definito «calabrese ritenuto rappresentante a Milano di altra consorteria di ’ndrangheta». È un passaggio che assume un peso ulteriore alla luce della posizione attribuita dagli investigatori a Vestiti: non un interlocutore occasionale, ma un uomo con «stabili rapporti» con la famiglia Senese e, in particolare, con Angelo Senese nella gestione degli interessi economici del gruppo nell’area milanese.

Vestiti e il filo che porta a Hydra

Ed è qui che le due grandi inchieste finiscono per incrociarsi. La stessa ordinanza romana richiama espressamente Hydra, il procedimento della Dda di Milano sul cosiddetto sistema mafioso lombardo. Secondo la ricostruzione riportata nell’atto, l’indagine avrebbe rivelato l’inserimento del gruppo Senese nel «consorzio affaristico-mafioso» radicato in Lombardia insieme a componenti riconducibili a Cosa nostra, ’ndrangheta e camorra. A rappresentare la componente Senese, secondo la contestazione richiamata dal gip romano, sarebbero stati inizialmente Vincenzo Senese e Giancarlo Vestiti e, dopo il loro arresto nell’ambito dell’operazione “Affari di famiglia”, Emanuele Gregorini. Proprio a Vincenzo Senese, Vestiti, Domenico Brancaccio ed Emanuele Gregorini è stato contestato nell’indagine milanese il reato di associazione mafiosa, quali esponenti di quella che l’accusa considera un’articolazione romana della camorra napoletana riconducibile al gruppo Senese inserita nella struttura confederativa lombarda. Per Senese, Vestiti e Gregorini, ricorda il provvedimento, la misura cautelare disposta dal Tribunale del Riesame di Milano è divenuta esecutiva nel gennaio 2025 dopo il rigetto dei ricorsi in Cassazione. Le contestazioni restano naturalmente sottoposte al vaglio processuale.

«Non lo salutate nemmeno»

Il legame tra Vestiti e i Senese emerge anche da un’altra intercettazione del 4 febbraio 2023. Vestiti racconta un’udienza davanti alla Corte d’Appello di Roma, dove si trovava insieme a membri della famiglia. Nell’aula, dice, gli sarebbe stato riservato un posto accanto ad Angelo Senese. Poi il racconto si sposta su Antonio Sorrentino, con il quale sarebbero sorti contrasti nella gestione degli affari milanesi. Secondo quanto riferisce Vestiti, Sorrentino non sarebbe stato neppure salutato dagli altri. Una scelta che l’ordinanza riconduce a una direttiva attribuita ad Angelo Senese: «Non lo salutate nemmeno, anche se qualcuno di voi lo conosce». Vestiti interpreta quell’atteggiamento come il segnale di una rottura ormai definitiva. (g.curcio@corrierecal.it)

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