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La rabbia e le lacrime degli agricoltori calabresi a Pizzo: «Non riusciamo più a vivere del nostro lavoro» – FOTO

Proteste contro il caro carburante e l’aumento dei costi di produzione: «Con questi prezzi stiamo lavorando a perdere, così è meglio fallire. Chiediamo dignità»

Pubblicato il: 28/09/2026 – 17:05
di Marco Russo
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PIZZO «Ho iniziato a 17 anni, sono tornato in Calabria per realizzare il mio sogno e adesso vediamo tutto il nostro lavoro calpestato. Speriamo che qualcuno si metta una mano sulla coscienza». Sono lacrime di dolore e rabbia quelle versate questa mattina dagli agricoltori calabresi, scesi in strada a protestare contro una situazione divenuta ormai «insostenibile». Sotto accusa dei produttori calabresi il costante aumento del carburante, dei costi di produzione, le difficoltà nel portare avanti imprese nate decenni fa e che oggi vivono un momento di crisi. La protesta a Pizzo ha portato al blocco dello svincolo autostradale A2 alle 11 di questa mattina, creando disagi e rallentamenti alla viabilità, ma altri presidi sono nati a Rosarno, Sibari e nel Crotonese.

«In queste condizioni è meglio fallire»

«Mi sentivo un imprenditore agricolo, adesso sono un imprenditore fallito. Non sento più motivo di alzarsi la mattina e andare a lavorare» protesta Antonio Mastroianni, agricoltore produttore di olio. «Se io lavoro e il costo di produzione è di 8 euro, ma poi mi viene pagato a 3 euro io sto lavorando a perdere. Quindi è meglio fallire e chiudere tutto». Gli agricoltori si rivolgono a Lollobrigida e all’assessore regionale Gallo, che – premettono – «sta facendo tanto per noi». «Noi vogliamo vendere il nostro prodotto a costo di produzione, altrimenti qua chiudiamo tutti». Il problema, spiegano, è anche l’olio di provenienza estera venduto per italiano: «Noi abbiamo le cisterne piene, ma in giro sembra che si venda solo olio italiano. Ma com’è possibile?».

«All’estero costi di produzione minori e senza regole»

Oltre al caro gasolio, il problema – dicono – è che dall’estero arriva olio di minore qualità, ma prodotto anche con manodopera a basso costo e senza le stesse rigide norme: «Hanno un costo inferiore, la manodopera costa 5 euro. Qua meno di 70 euro non viene nessuno a lavorare. Poi noi dobbiamo adeguarci a tutte le regole e ai trattamenti da seguire, mentre da fuori arriva olio prodotto senza alcuna norma. In più c’è il caro gasolio che ci sta opprimendo tutti, ormai è una situazione insostenibile» lamenta Pasquale Torcaso, agricoltore che nonostante una disabilità dovuta a un incidente ha continuato a lavorare fino ad oggi.

Talarico: «Chiediamo dignità per il nostro settore»

«Noi chiediamo dignità per il nostro settore» aggiunge Matteo Talarico, presidente del Movimento Territorio e Agricoltura e tra gli organizzatori della protesta. «Ci stanno portando alla disperazione. L’aumento del gasolio non è solo un nostro problema, ma per tutti i cittadini che ogni mattina vanno a lavorare. Inoltre, i costi dei nostri prodotti sono arrivati alle stelle e la vendita sul mercato è ai minimi termini. Così non riusciamo a generare reddito con le nostre aziende. Non riusciamo più a produrre e portare il pane a casa con il nostro lavoro». L’appello alle istituzioni calabresi è di «essere portavoce delle istanze degli agricoltori, abbiamo bisogno di un faro che ci guida».

La vicinanza di alcuni sindaci

Presenti alla protesta anche alcuni sindaci vibonesi. Il primo cittadino di San Nicola da Crissa Giuseppe Condello, di Monterosso Calabro Antonio Lampasi e di Francavilla Angitola Giuseppe Pizzonia. «Non è solo la battaglia degli agricoltori, ma di tutti noi» ha detto Pizzonia. «Il caro carburante ormai è noto, sappiamo benissimo le difficoltà che le famiglie hanno nel fare il pieno, ma credo ci sia anche una speculazione delle multinazionali che va oltre il concreto aumento del petrolio. All’aumento del carburante segue quello per tutti i servizi, quindi dobbiamo mobilitarci per ottenere il ribasso dei costi dei carburanti. Qualche compagnia ora sta cercando di abbassare i prezzi, ma potrebbero essere specchi per allodole e dobbiamo mantenere alta l’attenzione». (m.russo@corrierecal.it)

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