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La manifestazione

Sciopero dei porti, oggi presidio a Gioia Tauro: “Il tavolo sull’usurante non è mai stato convocato”

Or.S.A. Mari e Porti e USB Calabria scioperano: al centro la mancata convocazione del tavolo al Ministero del Lavoro e l’emendamento della Lega

Pubblicato il: 28/09/2026 – 9:02
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GIOIA TAURO Sciopero nazionale di 24 ore nei porti italiani. A Gioia Tauro, presidio dalle 9:30 all’ingresso doganale dello scalo, promosso da Or.S.A. Mari e Porti e USB Calabria insieme alle lavoratrici e ai lavoratori del primo terminal di transhipment del Paese. Al centro della protesta la mancata convocazione del tavolo tecnico al Ministero del Lavoro sul riconoscimento del lavoro portuale come usurante ai fini pensionistici. I sindacati ricordano che l’annuncio era arrivato “il 7 maggio, davanti ai rappresentanti sindacali e a centinaia di portuali scesi a Roma per uno sciopero nazionale con adesioni altissime”, quando il Ministero aveva promesso una convocazione “a breve”. Da allora, denunciano Or.S.A. Mari e Porti e USB Calabria, “sono passati quasi cinque mesi e quel tavolo non è mai stato convocato”, mentre “i ministeri si sono presi l’estate” e i lavoratori hanno continuato “a lavorare nelle stive a 50 gradi, sulle banchine roventi, su turni che coprono tutte le 24 ore, tra mezzi enormi e carichi sospesi, dove un attimo di stanchezza può costare la vita”. Un dato anagrafico, secondo i sindacati, rende urgente la questione: “più della metà degli addetti operativi ha superato i 50 anni”. Da qui la richiesta di anticipare l’età pensionabile, che per Or.S.A. e USB “significa chiedere che la legge prenda atto di quello che i corpi dei lavoratori raccontano da anni”. Sul fronte delle risorse, i sindacati anticipano e respingono l’obiezione che si attendono dal governo: “Sappiamo già quale sarà la risposta: mancano le risorse”. La replica è netta: “È la stessa classe dirigente che da decenni trova miliardi di soldi pubblici per sostenere le grandi imprese private e che oggi li trova senza difficoltà per i piani di riarmo. Per chi si spacca la schiena sulle banchine, invece, la cassa resta sempre vuota. Le risorse ci sono. Si tratta di decidere a chi darle”.

L’emendamento sull’articolo 17

Il secondo fronte di scontro riguarda l’iter parlamentare della riforma dei porti. Un emendamento della Lega, spiegano i sindacati, “punta a consentire alle imprese terminaliste e a quelle autorizzate ex art. 16 della legge 84/94 di rifornirsi di manodopera direttamente dalle agenzie per il lavoro, scavalcando il sistema regolato dall’art. 17”. La conseguenza, secondo Or.S.A. e USB, sarebbe che “lavoratori formati, esperti, che conoscono le banchine e i rischi specifici delle operazioni portuali, saranno sostituiti progressivamente da personale interinale intercambiabile, ricattabile e a bassissimo costo”. Una scelta che, “in un luogo dove la sicurezza dipende dall’esperienza”, si traduce in “più precarietà, più dumping salariale e più infortuni”. Per questo i sindacati chiedono “il ritiro immediato dell’emendamento”.

La precarietà già a Gioia Tauro

Sul territorio, il fenomeno denunciato non è ipotetico: “A Gioia Tauro sappiamo bene dove porta questa strada, perché la precarietà sulle banchine esiste già”. I sindacati citano il caso dei giovani “che entrano in porto come tirocinanti con compensi di poche centinaia di euro al mese e responsabilità da operatore esperto, e che si vedono rinnovare il tirocinio più volte invece di ottenere un contratto”. Su di loro, aggiungono, “si scarica il costo di un modello che pretende professionalità senza pagarla e sicurezza senza garantire stabilità”.

Le richieste

Or.S.A. Mari e Porti e USB Calabria riassumono le richieste: “la convocazione immediata del tavolo tecnico al Ministero del Lavoro, il riconoscimento del lavoro portuale come usurante all’interno del sistema previdenziale, il ritiro dell’emendamento che attacca l’art. 17 e un porto fondato su lavoro stabile, formazione adeguata e sicurezza per tutte e tutti”. Lo sciopero, precisano i sindacati, “è aperto a tutti i lavoratori portuali, iscritti o non iscritti a un sindacato, compresi quelli assunti tramite agenzia, che hanno pieno diritto di scioperare e che la legge vieta di sostituire con altri lavoratori somministrati durante l’astensione”. “Il tempo delle promesse e dei rinvii è finito”, concludono Or.S.A. Mari e Porti e USB Calabria, rilanciando l’appuntamento di oggi, alle 9:30, all’ingresso doganale del porto di Gioia Tauro.


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