Terremoto giudiziario a Carolei, chiuse le indagini per l’ex sindaco e altre sette persone
Il gip del Tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore, aveva rigettato la richiesta di misura cautelare avanzata dal pm nei confronti degli indagati
COSENZA La procura di Cosenza ha chiuso le indagini nei confronti del sindaco dimissionario di Carolei, Francesco Iannucci e di altre sette persone: Paolo Filice, Francesco Iorio, Giovanni Ioele, Francesco Porco, Francesco Pulice, Andrea Forlino, Luigi Principe. Il gip del Tribunale di Cosenza, Claudia Pingitore, aveva rigettato la richiesta di misura cautelare avanzata dal pm Antonio Bruno Tridico nei confronti degli indagati, per il primo cittadino era stato chiesto la misura cautelare in carcere.
Il giudice, valutato il quadro indiziario e in base alle prove raccolte dall’accusa e alla richiesta di misura cautelare in carcere, si era determinato sulla posizione dell’ex sindaco accusato di contraffazione delle acque, corruzione e turbativa d’asta. Accompagnato dal proprio legale di fiducia, l’avvocato Francesco Calabrò, Iannucci aveva chiarito tutti i punti ritenuti oscuri dagli inquirenti, soprattutto in riferimento all’accusa di alterazione delle acque. Secondo i carabinieri, infatti, il primo cittadino «disponeva abitualmente l’immissione nella rete idrica comunale di acque provenienti dalla sorgente in località Rupi, in assenza di autorizzazione». Gli accertamenti effettuati, avrebbero consentito di individuare il presunto sistema di captazione e ricostruire il percorso delle acque verso il serbatoio comunale.

Secondo la difesa, che ha presentato una robusta memoria, già nel 2020 l’amministrazione comunale avrebbe seguito con controlli ed analisi la situazione relativa alla salubrità della sorgente. Anche nel 2022, quando il Comune è stato sorretto dalla terna commissariale, le analisi delle acque avrebbero restituito risultati nella norma. Secondo quanto sostenuto dal legale, «gli esami effettuati nel 2024 da Arpacal per conto dei carabinieri che indagano su quanto accaduto, non avrebbero restituito valori contrari alla certificazione della salubrità dell’acqua. (f.benincasa@corrierecal.it)
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