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il voto ai raggi X

Suppletive di Reggio, il silenzio del centrosinistra e la solitudine del candidato “gentiluomo”

La corsa del candidato del fronte progressista vista dopo l’esito delle elezioni. Leader assenti e silenti e “cespugli” senza radicamento

Pubblicato il: 29/09/2026 – 15:01
di Antonio Cantisani
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LAMEZIA TERME Il post che Frank Benedetto pubblica sui social appena il dato delle Suppletive di Reggio Calabria si cristalizza dice tanto, se non tutto. «27.511 grazie. A ciascuno di voi dico grazie per la fiducia, per il tempo, per aver creduto che si possa ancora servire questa terra con serietà e con il cuore», scrive il candidato del centrosinistra uscito sconfitto dalla sfida elettorale, allegando una foto in cui risalta la scritta del numero dei voti tratteggiata da puntini rossi, «ognuno dei quali è una persona», rimarca Benedetto. Il post sintetizza il garbo di Benedetto, il candidato “gentiluomo” che ha condotto una campagna elettorale di quelle che si facevano una volta, paese per paese, strada per strada, piazza per piazza, ma sintetizza anche la solitudine del candidato del fronte progressista: perché l’impressione è quella di un Benedetto mandato quasi allo sbaraglio contro la “corazzata” del centrodestra e le aggressive truppe del generale Vannacci. A parte il Pd, o meglio una parte del Pd, quella impersonata dal segretario regionale Nicola Irto, che su Benedetto aveva in qualche modo scommesso, dividendo come al solito il partito, il resto del centrosinistra si è mostrato assolutamente impalpabile. A sostegno di Benedetto c’erano 12 liste, la gran parte delle quali hanno dimostrato di essere quello che da anni sono (e sulla lista le sigle sono scese a 3…): “cespugli” che non spostano voti e che non hanno alcun radicamento sul territorio, compresi i 5 Stelle e Avs. La corsa di Benedetto era sicuramente in salita, anche ripida, alla vigilia: a guardare i numeri e la tenuta della coalizione si è rivelata però praticamente impossibile.

Il silenzio dei big

E poi, quanto silenzio, attorno a Benedetto, a parte una nota del Pd di Reggio Calabria che in qualche modo prova ad annacquare quella che è comunque una sonora sconfitta: «La scarsa partecipazione – scrivono i dem reggini – dice quanto poco questa operazione abbia coinvolto la comunità reggina. Prendiamo atto della vittoria di Fabio Roscioli, maturata soprattutto nella città di Reggio Calabria, dove hanno pesato l’onda lunga delle recenti Comunali e la forza dell’apparato politico comunale e regionale. Anche nel capoluogo, tuttavia, il centrosinistra recupera terreno passando dal 24 al 36 per cento in appena tre mesi. Nel resto del collegio il quadro cambia: il centrosinistra è risultato avanti in molti Comuni della provincia chiamati al voto, con un grandissimo risultato a Siderno, con la vittoria in grandi centri come Locri, Roccella, Gioiosa, Bovalino e Villa San Giovanni. È un risultato significativo, ottenuto in una competizione difficile e in tempi molto ridotti. È una buona affermazione che testimonia la qualità della candidatura di Frank Benedetto». A parte la – giusta – sottolineatura della qualità del candidato, l’analisi del Pd di Reggio Calabria, condivisibile o meno, comunque non tiene conto di un dato: alle Politiche 2022, nel collegio della Camera il fronte progressista era arrivato al 41%, se si sommano i voti del candidato Pd (all’epoca Mimmetto Battaglia) e del candidato M5S (Giuseppe Foti), che avevano fatto corsa separata. Oggi, nonostante l’unità (peraltro fittizia, e comunque insufficiente), alla fine il centrosinistra prende anche meno: il 36,6%. Resta – indiscutibile – il dato della estrema specificità di queste Suppletive, che essendo limitate a un singolo territorio oggettivamente non possono essere considerate un test nazionale probante, ma è un fatto che il centrosinistra raccoglie l’ennesima sconfitta, in Calabria e nel Paese, dimostrandosi campo non largo ma corto e incapace di elaborare anche sul piano dei contenuti una credibile alternativa al centrodestra. E poi quanto silenzio, prima e all’indomani del voto. Almeno finora, non ha parlato Irto, non ha parlato Giuseppe Falcomatà (che comunque si era sfilato dal sostegno a Benedetto), non ha parlato nessuno del M5S né di Avs, non hanno parlato i leader nazionali che, a parte Francesco Boccia del Pd e Angelo Bonelli di Avs, si sono tenuti alla larga da Reggio Calabria, dalla leader Pd Elly Schlein al leader M5S Giuseppe Conte, che pure nelle ultime settimane si è fatto vedere due volte sul Tirreno Cosentino. Il silenzio che fa rumore. (redazione@corrierecal.it)

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