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La manifestazione

Cinquemila studenti si prendono il Granillo: l’anno scolastico si apre, per la prima volta, tutti insieme

Gli inni con l’orchestra, l’appello di Cannizzaro ai giovani e anche un palloncino a forma di cuore per Anthea

Pubblicato il: 30/09/2026 – 12:34
di Paola Suraci
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REGGIO CALABRIA Sono partiti con l’Inno d’Italia e l’Inno alla gioia, e da lì non si sono più fermati: cinquemila ragazzi arrivati da tutta la città metropolitana hanno cantato, suonato, ballato e le giovani ginnaste hanno riempito il campo di figure e colori, fino a prendersi il Granillo. Ad accompagnare gli inni l’orchestra diretta dal maestro Roberto Caridi. Reggio ha aperto così il nuovo anno scolastico, con la per la prima volta tutti insieme e per la prima volta in uno stadio. L’idea è della nuova amministrazione Cannizzaro, ma la scena è stata degli studenti. Sindaco, assessori, europarlamentare, vescovo e forze dell’ordine, stavolta, hanno fatto da cornice. A tenere insieme la mattinata, con ritmo e leggerezza, la conduzione di Marco Mauro, capace di passare dalla festa agli interventi istituzionali fino ai momenti più intensi senza mai perdere il filo.

«Il sindaco è totalmente dalla vostra parte»

Una vetrina per i talenti che crescono nelle scuole del territorio. «Abbiamo anche dei talenti all’interno delle nostre strutture scolastiche – ha spiegato il sindaco – e dobbiamo farli conoscere al cospetto della città». Cannizzaro ha rivolto il primo pensiero agli studenti: «Devono sapere che il sindaco è totalmente dalla loro parte, così com’è dalla parte del corpo docente, che ringrazio per il lavoro straordinario che fa, del personale Ata e di tutte le componenti che compongono la scuola». E ha aggiunto: «La scuola è fatta principalmente dai ragazzi, ma dietro la formazione, il sapere, il far conoscere loro le cose più interessanti della vita, c’è anche un’organizzazione grazie alla quale oggi possiamo vantare, a Reggio e in provincia, una realtà scolastica di primo livello». L’obiettivo dichiarato è restituire centralità alla popolazione scolastica. «Questo accade per la prima volta – ha ricordato – solitamente l’anno scolastico si avviava in maniera quasi autonoma, ogni struttura scolastica si organizzava legittimamente all’interno delle proprie strutture. Ma credo che farlo tutti assieme abbia un valore completamente diverso. È una giornata di festa, ma non vuole essere soltanto un momento festoso: deve rappresentare l’inizio di una partecipazione attiva dei ragazzi, e di tutte le componenti del mondo scolastico, con le istituzioni».

Princi: «L’Europa guarda il talento»

Tra i protagonisti dell’organizzazione anche l’europarlamentare Giusi Princi, che ha seguito da vicino la giornata. «È una giornata importante per la scuola, per i ragazzi, per stare vicino al mondo delle istituzioni e alla scuola, che le è sempre tanto cara – ha detto – Una giornata importantissima, l’inaugurazione dell’anno scolastico 2026-27, fortemente voluta dal sindaco Francesco Cannizzaro per orientare la sua governance nei prossimi cinque anni». Princi ha rivendicato il proprio contributo: «Reggio guarda avanti, vuole partire dalla sua scuola, che è il capitale più importante e più bello, cioè i nostri ragazzi. Io contribuisco a questa importante e imponente organizzazione perché l’Europa è qui, l’Europa guarda i giovani, l’Europa guarda il talento». Poi l’appello: «Evviva i nostri ragazzi, evviva la nostra scuola, che per lungo tempo è rimasta lontana dai riflettori. Vogliamo partire e pianificare con loro un presente, e quindi un futuro, diverso». E la chiusura: «L’Italia è qui, l’Europa guarda con orgoglio».

Il vescovo sul palco: «Siete la nostra gioia»

E’ salito sul palco anche il vescovo Morrone, che ha subito rotto il ghiaccio chiedendo ai ragazzi di mettersi in posa: «Vorrei fare una foto: a Reggio c’è tutta questa bella gioventù». Dagli studenti è arrivato un applauso, con l’animatore che lo ha presentato come «un vescovo social». Il messaggio del presule è stato breve e diretto: «Guardandovi così io dico: siete la nostra gioia. Continuate la gioia che è nel vostro cuore». Poi l’invito a non rimandare: «Giovani, ragazzi, siete oggi il nostro futuro. Oggi. Non domani: da oggi». Infine il ringraziamento al sindaco per l’iniziativa: «È stato un momento bello, spero che si possa ripetere in futuro».

«Oggi c’è lo Stato qui»

Sugli spalti e a bordo campo, accanto al sindaco, anche gli assessori Filomena Iatì (Istruzione) e Massimo Ripepi (Protezione civile). Nel suo intervento Cannizzaro ha richiamato le istituzioni presenti allo stadio: «Il governo attraverso la prefettura, le forze dell’ordine, tutte le forze di polizia che sono qui e che ringrazio. Devono capire da quale parte stare, perché oggi c’è lo Stato qui, rappresentato dalle forze di polizia, dal sindaco, dal prefetto, dalla Chiesa». Da qui il messaggio alle nuove generazioni: «La nuova classe dirigente che si candida a essere la classe dirigente del futuro deve già iniziare a capire da quale parte stare: quella della legalità, della trasparenza, della politica del fare, quella pragmatica e non quella parolaia».

Lo sport e il nodo degli impianti

Quanto alla scelta del luogo: «Lo stadio è un luogo simbolico, il primo luogo simbolico sportivo, e non è scelto a caso. Per noi lo sport diventa centrale, dobbiamo assumere impegni oggi con i nostri giovani: lavoreremo per garantire loro più spazi sportivi possibili». Cannizzaro ha riconosciuto le carenze della città: «Ho già fatto una mappatura delle strutture sportive, non solo sull’edilizia scolastica, e la città non è messa molto bene. A noi l’impegno di garantire spazi adeguati e idonei, affinché possano praticare il loro sport. Prima di essere studenti sono ragazzi che nelle società sportive della città praticano tantissimi sport diversi e che magari non riescono a farlo in maniera adeguata per mancanza di strutture». E la sintesi del senso della giornata: «Prima di essere scolari sono cittadini, giovani cittadini ai quali bisogna garantire i servizi».

Il ricordo di Anthea: gli auguri per i suoi 23 anni

Il momento più toccante è arrivato quando l’intero stadio si è fermato per ricordare Anthea Ranieri. «La nostra città ha subito un tragico lutto che ha spezzato all’improvviso la vita di una figlia di questa città», ha detto Cannizzaro dal palco, invitando il Granillo a un applauso. Dagli spalti si è levato il coro «Anthea, Anthea». Poi la proposta del sindaco, rivolta alla sorella Alisa, presente accanto a lui: «Su richiesta della famiglia, in particolar modo di Alisa, che è qui con noi, abbiamo pensato, se siete d’accordo, di festeggiare il suo compleanno, perché Anthea ancora vive nei nostri cuori».

Così ecco la torta con la candelina rosa. Al conteggio «uno, due, tre» cinquemila voci hanno intonato insieme «Tanti auguri a te». Alisa ha spento la candelina per i 23 anni della sorella. «Anche per lei, che ci guarda da su, deve essere la sua festa – ha detto Cannizzaro – La fiammella c’è, ed è anche una fiammella di speranza» e tutto lo stadio: «Auguri Anthea, auguri». A quel punto un palloncino a forma di cuore è stato liberato in cielo, quasi a portare quegli auguri fino ad Anthea, sotto gli occhi di cinquemila ragazzi. (redazione@corrierecal.it)

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