Il “laboratorio” Reggio per Futuro Nazionale, tra numeri “torturati” e sfide elettorali future
Vannacci e i suoi continuano a insistere sulla bontà del risultato delle Suppletive. Furgiuele: prova concreta della nostra capacità di di affrontare i prossimi appuntamenti
LAMEZIA TERME Niente Sassonia replicata in provincia di Reggio Calabria, ma un dato politico le Suppletive di domenica e lunedì scorsi lo consegnano, al di là della guerra sulla interpretazione dei numeri: Futuro Nazionale di Roberto Vannacci c’è a livello regionale – con quali reali percentuali sarà ovviamente tutto da verificare ma c’è – e guarda anche in prospettiva, mettendo nel mirino Amministrative e Politiche. A suggerire la linea è il parlamentare Domenico Furgiuele, leader regionale di FnV, che sui social ha osservato: «Alla nostra prima prova elettorale abbiamo scelto, senza paura, di confrontarci in uno dei feudi storici del centrodestra, contro un’intera coalizione schierata, apparati, strutture e organizzazioni radicate da anni sul territorio. Lo abbiamo fatto con un partito nato appena sei mesi fa e in una consultazione segnata da un fortissimo astensionismo. Fino a ieri avevamo da leggere soltanto i sondaggi. Da oggi – ha specificato Furgiuele – abbiamo anche le urne. Ciascuno proverà a torturare i numeri, a interpretarli e a piegarli alla propria convenienza, ma resta un dato concreto, quell’11% cristallizza per la prima volta in un voto reale un consenso che fino a questo momento potevamo misurare soltanto attraverso i sondaggi. E c’è un altro risultato che considero fondamentale, quello organizzativo. In poche settimane abbiamo costruito una campagna elettorale, raccolto le firme, presentato una candidatura e portato il nostro simbolo sulla scheda. Una prova concreta della capacità di Futuro Nazionale di affrontare i prossimi appuntamenti elettorali».
I numeri
Quanto ai numeri, ricordando sempre in premessa l’affluenza su percentuali ridicole, la Suppletive hanno consegnato a Futuro nazionale e al suo candidato Domenico Giannetta il 10,94%. I vannacciani, a partire da leader, continuano a insistere sulla bontà del risultato reggino e gonfiano il petto, provando a smentire la narrazione negativa del centrodestra. «10,94%. Quanto ai numeri, ricordando sempre in premessa l’affluenza su percentuali ridicole, la Suppletive hanno consegnato a Futuro nazionale e al suo candidato Domenico Giannetta il 10,94%. I vannacciani, a partire da leader, continuano a insistere sulla bontà del risultato reggino e gonfiano il petto, provando a smentire la narrazione negativa del centrodestra. «10,94%. Non è ancora burrasca, ma abbastanza per cominciare a muovere l’aria e a far discutere parecchio», scrive su Instagram Vannacci. «Sui giornali abbiamo letto di tutto: “flop”, “ondina”, “boom mancato”, “indispensabili”. Stesso risultato, interpretazioni completamente diverse. A questo punto, nella rassegna di oggi, manca davvero solo il meteo. E le previsioni? Vento Vannacci: uragano sulla Camposanto e possibili perturbazioni nel centrodestra moderato», conclude Vannacci sul social. E sempre Furgiuele: «Per le politiche del 2027 non credo nel 51% del centrodestra senza Futuro Nazionale. Se noi abbiamo preso l’11% a Reggio Calabria sono certo che Futuro Nazionale è già verso il 14% in ambito nazionale e, su quella cifra, in bocca al lupo al centrodestra se reputa di potercela fare senza di noi», afferma il deputato calabrese a “Corrente alternata” su Giornale Radio.

«A Reggio Calabria – prosegue Furgiuele – Fnv si presenta e ottiene subito tre vittorie nel collegio più azzurro d’Italia, con il presidente della Regione Calabria in prima linea, un sindaco appena eletto con il 65% e una roccaforte di Forza Italia: abbiamo superato il muro burocratico, raccogliendo, vidimando e certificando le firme; nell’arco di un mese, abbiamo ottenuto la fiducia del capogruppo di Fi che viene con noi in Calabria e, dall’altra parte dello Stretto, l’adesione di Tommaso Calderone; la Corte d’Appello di Catanzaro ha riconosciuto per la prima volta il simbolo di Futuro Nazionale. Poi c’è la doppia cifra con la quale abbiamo mandato ieri il generale Vannacci da Vespa. È un dato eccezionale: probabilmente non è indicativo, ma se non è indicativo l’11% di Futuro Nazionale, per quanto dice qualcuno, non può essere indicativo neanche il 51% del centrodestra”» conclude Furgiuele. E infine Giannetta: «Con Futuro Nazionale abbiamo conquistato l’11% dell’elettorato, con 8.226 voti. Da soli. Contro tutti. E sono voti che esprimono il consenso al candidato e al partito. L’analisi è semplicissima: io non partivo dai 10.452 mila voti delle regionali, ma da circa 5mila. Perché il collegio delle Suppletive è diverso e non comprende i 26 comuni della Piana di Gioia Tauro dove, alle Regionali, ho avuto, appunto, circa 5mila preferenze. Nonostante l’affluenza molto bassa – che resta il dato più critico insieme ai toni duri e volgari della campagna – il collegio sfavorevole e la mobilitazione dell’apparato di centrodestra e del campo largo di centrosinistra, ho raddoppiato le preferenze a Reggio città, dove il centrodestra ha perso il 19% del consenso. Così come abbiamo ottenuto ottimi risultati in grandi comuni della provincia, dove abbiamo raggiunto il 14,66%. Un risultato enorme. Dice bene il generale Roberto Vannacci, che ringrazio: i numeri sono numeri. Il resto sono chiacchiere. Come numeri sono che Roscioli vince ma si ferma al 51% e non raggiunge il 69% delle comunali. Il nostro mandato era di ottenere il 7%, l’abbiamo ampiamente superato. L’11% del collegio di Reggio Calabria è di Futuro Nazionale che io rappresento, e non è più di Forza Italia. Ed è solo l’inizio».
Il futuro
«E’ solo l’inizio», è in effetti il mantra dei vannacciani in Calabria. Certo, il 10,94% di Futuro Nazionale a Reggio Calabria è un risultato “ibrido”: non rappresenta una spinta travolgente del partitodi Vannacci, ma la combinazione tra la capillarità della rete personale di Giannetta e la capacità di mobilitare un’aliquota di elettori delusi o di destra radicale all’interno di un bacino votanti ridotto al minimo. E poi, certo, il futuro riserva comunque diverse incognite. Alla Regione al momento Giannetta, lasciata Forza Italia, si è posizionato nel Misto (teoricamente sarebbe all’opposizione ma si vedrà di volta in volta…), e all’orizzonte gli analisti almeno al momento non prevedono altre adesioni, ma ricordano anche “l’effetto sorpresa” dell’ingresso di Giannetta e quindi nessuno si azzarda ad escludere alcunché. Sui territori prosegue intanto il radicamento: l’ultimo dato citato da Furgiuele parla di 7.000 tesserati distribuiti su oltre 100 comitati territoriali. E lo stesso Furgiuele alla prima assemblea regionale del partito a Lamezia a esempio ha annunciato già la presenza di Futuro Nazionale alle Comunali di Catanzaro e non solo. (a. c.)
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