Regione, l’agenda della ripartenza dopo le Suppletive. Si riaprono i dossier per la maggioranza di centrodestra
Archiviate le Suppletive, la politica calabrese torna alla “normalità”. Sul tavolo Piano trasporti, riforma del Tpl e allargamento della Giunta
LAMEZIA TERME Tra soddisfazione (quella del centrodestra e in particolare di Forza Italia), moderata soddisfazione (quella di Futuro nazionale) e delusione intrecciata con la soddisfazione (quella del centrosinistra) la politica calabrese torna nella normalità prima di affrontare il decisivo e fatidico anno elettorale del 2027. La “sbornia” delle Suppletive di Reggio Calabria è alle spalle, le analisi proseguono ma sono destinare a lasciare spazio alla quotidianità, che riprende anzitutto alla Regione. Si riaccendono i dossier sospesi dalla lunga pausa estiva e poi dall’impegno del voto in riva allo Stretto che ha catalizzato l’attenzione generale sia della coalizione di governo del presidente Roberto Occhiuto sia delle opposizioni, nelle quali in realtà andrebbe annoverata anche la truppa del generale Vannacci.
I dossier che si riaprono
Tanti, i temi che da qui ai prossimi giorni torneranno a occupare l’agenda delle forze politiche a livello regionale, tra ambizioni e incognite. Superato con un sospiro di sollievo il bivio Suppletive, sicuramente la maggioranza di centrodestra sarà chiamata nelle prossime settimane a uno scatto e a uno sprint che rilanci una legislatura regionale che, francamente, a differenza di quella precedente, è partita con il freno a mano tirato e con uno spirito riformista meno accentuato. Tra le priorità in arrivo, anzitutto la riforma del trasporto pubblico locale con la creazione di una nuova agenzia regionale, Amcal, in luogo della misteriosa Art-Cal, e, combinata con questa riforma, il nuovo piano regionale dei trasporti: due provvedimenti al centro dei lavori delle Commissioni di Palazzo Campanella e, successivamente, all’esame del Consiglio regionale insieme ad altri provvedimenti anche delicati come quello sugli idonei della pubblica amministrazione e quello sulla eliminazione della norma regionale sulla fusione dei Comuni, mentre il Rendiconto e l’assestamento di bilancio, pur importanti, sono essenzialmente routine.
I “nodi” politici
Sul piano dei numeri il centrodestra ovviamente non rischia, nonostante il passaggio di Domenico Giannetta dal gruppo di Forza Italia al Misto. La maggioranza è ampia al di là del posizionamento di Giannetta, che però potrebbe creare qualche problema per quelle pratiche – come la nascita di Amcal – che richiedono i 2/3 in aula: per queste servono 21 voti, considerando Giannetta non organico al centrodestra la maggioranza sarebbe di 20 consiglieri regionali. All’atto del suo passaggio a Futuro Nazionale Giannetta aveva dichiarato comunque una certa fedeltà al centrodestra, ma le tensioni elettorali – con tanto di accuse di “tradimento” che gli sono state mosse, da Occhiuto e non solo – potrebbero aver sprigionato tossine difficili da eliminare, almeno nell’immediato. Sul piano politico poi c’è un altro dossier che comunque agita la maggioranza di centrodestra, e cioè l’annunciato allargamento della Giunta regionale con l’ingresso di un assessore per la Lega e uno per Noi Moderati, tema tenuto in “stand by” sia per la delicatezza di questo passaggio sia per il “caso” sottosegretari, che nelle prossime ore dovrebbe essere risolto dal Consiglio di Stato almeno sul piano della correttezza normativa. Ovviamente, il timing lo detta Occhiuto ma fonti del centrodestra segnalano una certa “pressione” da parte del Carroccio e di Noi Moderati. In tutto questo contesto c’è poi il ruolo dell’opposizione di centrosinistra: il voto delle Suppletive, nel quale il fronte progressista ha perso nonostante la frattura a destra, ha confermato che per il Pd e gli alleati la costruzione dell’alternativa anche alla regione praticamente deve ancora partire, e non basta sicuramente fare della battaglia per eliminare i sottosegretari una “crociata” e una bandiera da sventolare in continuazione, perché in realtà i problemi della Calabria forse sono ben altri. (a. cant.)
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