Sospetto botulismo a Reggio Calabria, antitossina trasferita da Cosenza in meno di due ore
Il farmaco salvavita è partito dal microdeposito dell’Annunziata dopo l’attivazione del protocollo da parte del Gom. Bruni: «Nel botulismo la rapidità dell’intervento è fondamentale»
Una fiala di antitossina botulinica è stata trasferita nella notte dall’ospedale Annunziata di Cosenza al Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, dove è ricoverato un paziente con sospetto botulismo. Il trasferimento è stato possibile grazie al microdeposito autorizzato per la custodia dell’antitossina, istituito presso la Terapia intensiva dell’Annunziata nell’ambito dell’intesa tra la Regione Calabria e il Ministero della Salute. A seguito del sospetto clinico, i sanitari del GOM hanno attivato il percorso previsto, contattando il Centro Antiveleni di Pavia, che ha dato indicazione alla somministrazione dell’antitossina.
L’antidoto arrivato in meno di due ore
Grazie alla disponibilità del farmaco già sul territorio regionale, l’antidoto è arrivato a Reggio Calabria in meno di due ore, evitando i tempi più lunghi che sarebbero stati necessari per il trasferimento da depositi nazionali situati fuori dalla regione. L’antitossina botulinica rientra infatti nella scorta strategica nazionale di antidoti e farmaci del Ministero della Salute ed è sottoposta a specifiche procedure di conservazione e custodia. La presenza del microdeposito a Cosenza nasce dall’esperienza maturata durante l’emergenza botulismo che nell’agosto 2025 interessò la Calabria. In quell’occasione fu necessario attivare trasferimenti straordinari dell’antidoto da fuori regione, inizialmente dalla Farmacia militare di Taranto e successivamente attraverso il sistema nazionale delle scorte strategiche.
Bruni: «Nel botulismo la rapidità è fondamentale»
«Quanto accaduto – ha dichiarato Andrea Bruni, direttore dell’Unità operativa complessa di Terapia intensiva e anestesiologia dell’Annunziata di Cosenza – dimostra il valore dell’intesa raggiunta: aver individuato la nostra Unità come microdeposito autorizzato per la custodia dell’antitossina significa poter disporre direttamente sul territorio regionale di un farmaco salvavita che, in passato, doveva essere trasferito da strutture situate a centinaia di chilometri di distanza». «Nel botulismo – ha sottolineato Bruni – la rapidità dell’intervento è fondamentale. Il fatto che questa notte sia stato possibile far arrivare l’antitossina al GOM di Reggio Calabria in meno di due ore rappresenta la dimostrazione concreta dell’efficacia di questa scelta. Il microdeposito non è soltanto una soluzione logistica, ma uno strumento di sicurezza sanitaria al servizio dell’intera rete ospedaliera calabrese». L’istituzione del microdeposito rappresenta uno dei risultati organizzativi scaturiti dall’emergenza dello scorso anno e punta a rafforzare la capacità del sistema sanitario regionale di rispondere tempestivamente a eventi rari ma potenzialmente molto gravi. È quanto si legge in una nota del Dipartimento Salute e Servizi sanitari della Regione Calabria.
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