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lo scontro

«Vi distinguete per la vostra inconsistenza». A Catanzaro è sempre più aspra la polemica tra Tallini e Forza Italia

L’ex presidente del Consiglio regionale controreplica agli azzurri

Pubblicato il: 30/09/2026 – 11:01
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CATANZARO Non accenna a rientrare la polemica tra Mimmo Tallini, già presidente del Consiglio regionale, già leader di Forza Italia e oggi dirigente di Futuro nazionale, e Forza Italia Catanzaro, una polemica che va avanti a suon di repliche e controrepliche. Secondo il gruppo consiliare azzurro «leggendo la replica di Mimmo Tallini, una cosa emerge con chiarezza: finalmente si riconosce nel personaggio di Oronzo Canà. Un allenatore sanguigno, certamente, ma anche un allenatore che non sempre brilla per capacità tattiche e risultati; possiamo tranquillamente definirlo un mediocre. Un paragone che, evidentemente, Tallini ritiene di poter utilizzare contro di noi e che, a questo punto, gli restituiamo con serenità. Quanto all’accusa di anonimato, consigliamo al Tallini, che di esperienza politica e istituzionale ne vanta parecchia, di ripassare il funzionamento di un gruppo consiliare. Quando una nota viene sottoscritta dal gruppo consiliare comunale di Forza Italia, non c’è nulla di anonimo: basta guardare la composizione ufficiale del gruppo in Consiglio comunale. E se nessuno dei suoi componenti ha preso le distanze da quella posizione, significa semplicemente che quella posizione è condivisa dal gruppo. Nessuno si nasconde, dunque. E, soprattutto, nessuno ha bisogno di utilizzare pseudonimi o profili fake sui social di cui Tallini è maestro. In questo sì, purtroppo! Quello che invece non possiamo accettare è che proprio Tallini, anzi il referente Futuro Nazionale comitato n 1149 Catanzaro (come adesso ama definirsi) venga a impartire lezioni di coerenza, etica politica e difesa di Catanzaro. Il referente Futuro Nazionale comitato n 1149 – prosegue Forza Italia – dovrebbe piuttosto ricordare le proprie scelte politiche e il rapporto che, nel corso degli anni, ha avuto con il gruppo dirigente cosentino di Forza Italia. È difficile oggi presentarsi come il paladino dell’autonomia e degli interessi del Capoluogo dopo aver assunto, in diverse stagioni politiche, posizioni che hanno favorito candidature e leadership riconducibili all’area politica cosentina. Prima Mario Occhiuto, poi Jole Santelli, con cui ha rivestito il ruolo di Presidente del Consiglio barattandola con una eventuale Presidenza della Giunta regionale di un catanzarese, quindi Roberto Occhiuto: sono scelte e passaggi politici che appartengono alla storia recente e che i cittadini hanno pieno diritto di ricordare. E, infine, mentre sputava veleno in pubblico contro Reggio e Cosenza, alle ultime Regionali ha votato per il presidente Occhiuto e per Forza Italia, guidata dal segretario regionale Cannizzaro. E allora una domanda sorge spontanea: con quale coerenza Tallini viene oggi a spiegare agli altri come si difende Catanzaro? Perché è singolare che chi oggi accusa il gruppo consiliare di Forza Italia Catanzaro di essere “piegato” agli interessi di altri territori dimentichi le proprie precedenti scelte politiche e le proprie alleanze orchestrare per i suoi interessi personali. Il neo vannacciano ha dimenticato di essere passato dal governo Loiero e quelli del centrodestra senza colpo ferire. E, soprattutto, Catanzaro, non ricorda alcun risultato ottenuto da Tallini per lo sviluppo del Capoluogo. I catanzaresi non ricordano alcun grande finanziamento, alcun grande progetto a beneficio della città durante la sua lunga stagione. Quanto alla vicenda delle polemiche sulla maglia giallorossa, siamo perfettamente d’accordo su una cosa: Catanzaro va difesa. Ma la difesa della città non può diventare il pretesto per una continua campagna personale contro chiunque non si allinei alle posizioni del referente Futuro Nazionale comitato n 1149. E soprattutto non può essere credibile una difesa del Capoluogo che cambia tono, alleanze e riferimenti a seconda della passeggera convenienza politica. Catanzaro ha bisogno di fatti non di venditori di olio di serpente. Perché Tallini ha un problema: la sua coerenza politica è assolutamente sproporzionata rispetto al suo gigantesco ego. Infine, visto che Tallini ama tanto il cinema, gli suggeriamo di non preoccuparsi troppo delle sorti di Oronzo Canà. Ci auguriamo soltanto che, nel suo nuovo percorso politico, con Vannacci, non gli tocchi il marginale ruolo di portare il secchio dell’acqua, ma di questo avremo riscontro a breve con le nomine imminenti dei segretari cittadini e provinciali del Generale. E se non gli dovesse andare bene, cosa farà? Cambierà di nuovo? Probabilmente dopo la sonora sconfitta alle Suppletive di Reggio Calabria ci sta già pensando, tant’è che sabato scorso ha incontrato Nicola Fiorita. Non è stato il primo e non sarà l’ultimo incontro con il sindaco di sinistra della città di Catanzaro. D’altronde tutta la città lo ricorda festeggiante, poco più di quattro anni fa, quando cantava ‘Bella Ciao’ con i comunisti catanzaresi a Palazzo De Nobili. E, lui, Tallini, vorrebbe dare lezioni di coerenza…».

La controreplica di Tallini

«Ero certo – inizia così la controreplica di Tallini – che una nuova replica del sedicente gruppo di Forza Italia sarebbe stata diramata senza firme e con la formula dell’anonimato. Con questo sistema possono essere coperte comodamente defezioni, prese di distanza e abbandoni. Poteva firmarla almeno il capogruppo Luigi Levato, uno dei promettenti giovani che ho lanciato e che ho avuto modo di abbracciare sabato scorso all’uscita dell’incontro da me chiesto a Fiorita per discutere dell’impianto dell’umido di Alli e della sua importante consegna al Comune e tutto alla luce del sole. Tutti ricorderanno che questo problema è stato sollevato dal sottoscritto attaccando tutti coloro che in qualche modo hanno avuto responsabilità nell’iter dell’appalto Ai miei misteriosi e anonimi interlocutori, che mi chiedono cosa abbia fatto per la città, rispondo molto semplicemente. Intanto, sono stato decisivo – e regista non tanto mediocre visti i risultati – in tutte le quattro elezioni a sindaco di Sergio Abramo e di conseguenza ho consentito al centrodestra di governare per moltissimi anni. Se oggi Forza Italia rimpiange quell’epoca, sbandierando risultati politici e amministrativi, dovrebbe avere l’onestà di riconoscere il ruolo di chi, nella sua modestia di “allenatore” mediocre, ha garantito una stabilità da cui poi tutti hanno tratto vantaggio. L’altra risposta al quesito degli amabili e anonimi interlocutori è data dalla difesa strenua degli interessi di Catanzaro, un elemento che da solo vale molto di più di un piccolo finanziamento. Anche chi non mi ha mai votato oggi riconosce che ero l’unico a battere i pugni sul tavolo e impedire abusi e prepotenze contro la nostra città. Ne sa qualcosa l’assessore all’università dell’epoca, la scienziata Savaglio, che aveva emanato degli atti propedeutici all’istituzione della seconda facoltà di medicina di Cosenza. Glieli ho fatti ritirare di corsa. Se i miei successori avessero avuto più polso e non si fossero inginocchiati davanti al presidente Occhiuto, quella di Catanzaro sarebbe ancora l’unica facoltà di medicina della Calabria. Potrei ricordare l’impostazione da me data alla legge istitutiva dell’Azienda ospedaliera unica che prevedeva l’integrazione tra Pugliese e Mater Domini, mentre quella attuale sancisce l’incorporazione del Pugliese da parte dell’Università. Attribuendo una posizione di forza all’Università, si è di fatto indebolito il Pugliese-Ciaccio, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. E tante cose ancora che se invitato potrei fornire, nomi, circostanze e fatti inediti e sconosciuti che ho sempre evitato di raccontare perché per me la politica non è stato mai uno status simbol da ostentare. Vogliamo parlare di finanziamenti? Proprio in questi giorni Forza Italia annuncia cento milioni di euro per il porto di Reggio Calabria e la Regione indice l’appalto per il nuovo ospedale di Cosenza per mezzo miliardo di euro (a cui pare se ne aggiungerà un altro mezzo miliardo). E i fondi per Catanzaro dove sono finiti? Quelli previsti dall’art. 20 sono stati dirottati a Sibari e Gioia Tauro e qui si resta in attesa di fondi Inail ancora non deliberati. In tutto questo – sostiene ancora Tallini – il gruppo di Forza Italia si distingue per il suo silenzio, per la sua inconsistenza, per la sua sostanziale marginalità. Un’ultima annotazione. Nell’anonima replica si fa cenno di una circostanza totalmente falsa e quasi diffamatoria, quella secondo cui la sera del ballottaggio sarei stato a Palazzo De Nobili a cantare “Bella Ciao” con i sostenitori di Fiorita. Sfido ad esibire una fotografia, un video, una testimonianza credibile. Mentono sapendo di mentire, ma questo è il loro mestiere. Del ballottaggio ricordo solo una cosa, la promessa solenne di un consigliere di dimettersi un minuto dopo l’elezione di Fiorita. Non io, ma la città aspetta ancora quelle dimissioni annunciate e mai pervenute. E non poteva che essere cosi quando nella vita la politica non si vive per ideale e per passione come è capitato a me dall’età di 16 anni, ma semplicemente per sopravvivere». (redazione@corrierecal.it)

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