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IL PROGETTO

Porto di Gioia Tauro, al via dragaggio e cold ironing: investimenti oltre i 100 milioni

Aggiudicati i lavori per portare i fondali fino a 17 metri e avviato il completamento dell’elettrificazione delle banchine. Piacenza: «Interventi strategici per competitività e sostenibilità»

Pubblicato il: 02/10/2026 – 12:00
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Due interventi destinati a incidere sul futuro del porto di Gioia Tauro: da una parte il completamento del dragaggio del canale portuale, dall’altra l’avvio dei lavori per il primo lotto del sistema di cold ironing, l’infrastruttura che consente alle navi di spegnere i motori durante la sosta in banchina e alimentarsi attraverso la rete elettrica di terra. Il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno meridionale e Ionio, Paolo Piacenza, ha firmato il decreto di aggiudicazione dei lavori di dragaggio e, contestualmente, l’ordinanza che dà il via al completamento del sistema di elettrificazione delle banchine.

Fondali fino a 17 metri

Con un investimento di progetto pari a 5 milioni di euro, i lavori di completamento del dragaggio del canale portuale sono stati aggiudicati alla società spagnola Dravo. L’intervento punta a portare i fondali a meno 17 metri lungo il bacino di evoluzione sud e la banchina Eranova, raggiungendo così una profondità complessiva del canale compresa tra meno 17 e meno 19 metri. Un’attività considerata essenziale per mantenere una delle caratteristiche distintive dello scalo calabrese: la possibilità di accogliere e movimentare in sicurezza le più grandi navi portacontainer di ultima generazione, con lunghezze superiori ai 400 metri, larghezze oltre i 64 metri e capacità superiori ai 24mila Teu.

Cold ironing, investimenti oltre i 100 milioni

Entra intanto nella fase operativa anche il completamento del sistema di cold ironing. I lavori sono stati affidati al raggruppamento temporaneo d’imprese composto da Saet Spa e Suardi Spa. Parallelamente alla realizzazione della sottostazione elettrica e della seconda cabina di alimentazione, per un investimento iniziale di 30 milioni di euro estendibile fino a 70 milioni, sarà completato il primo lotto attraverso la realizzazione di un’ulteriore presa per l’alimentazione elettrica delle navi. Con la seconda cabina e le relative opere elettromeccaniche, la banchina di levante sarà dotata complessivamente di cinque prese elettriche: tre previste dal primo lotto e due dal secondo intervento. L’intera infrastruttura raggiungerà una potenza complessiva di 160 megawatt e sarà in grado di soddisfare sia il fabbisogno energetico delle infrastrutture portuali sia le esigenze operative del MedCenter Container Terminal. Il progetto complessivo prevede nove prese cold ironing destinate alle navi portacontainer e una a servizio delle unità Ro-Ro. Il programma di elettrificazione delle infrastrutture portuali supera complessivamente i 100 milioni di euro di investimenti.

«Competitività e transizione energetica»

Il percorso verso l’elettrificazione delle banchine è già stato avviato nei mesi scorsi, quando il porto di Gioia Tauro ha completato la prima operazione di alimentazione da terra di una meganave portacontainer, consentendo lo spegnimento dei motori durante la permanenza in banchina. «Con questi due interventi – ha dichiarato Piacenza – affrontiamo due esigenze fondamentali per il futuro del porto di Gioia Tauro: preservare la piena efficienza delle infrastrutture e accompagnare lo scalo nella transizione energetica». Secondo il presidente dell’Autorità portuale, il dragaggio consentirà di mantenere le condizioni di navigabilità necessarie ad accogliere le navi di ultima generazione, mentre il completamento del cold ironing permetterà di ridurre le emissioni durante la sosta in banchina. «Sono investimenti – ha concluso Piacenza – che guardano oltre l’immediato e rafforzano il ruolo di Gioia Tauro come primo porto di transhipment d’Italia e come infrastruttura strategica per il sistema logistico del Centro-Sud». (redazione@corrierecal.it)

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