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“messaggi” politici

«Per rafforzare il centrodestra vorrei con noi la Boschi, Calenda e tutti i riformisti reietti del campo largo»

Il presidente della Regione Occhiuto a “Realpolitik”: «Apriamo la coalizione ad altre sensibilità. E puntiamo su provvedimenti “bandiera”»

Pubblicato il: 03/10/2026 – 22:07
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LAMEZIA TERME «Io Maria Elena Boschi nel centrodestra la vorrei, come vorrei Marattin, Calenda, come vorrei tutti quelli che hanno un’anima riformista, per rendere più forte il centrodestra e vincere contro questo “campo largo” che di riforme non ne sa fare nemmeno una». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, vicesegretario di Fi, ospite di “Realpolitik” su Rete4. Al centro dell’attenzione della puntata i principali temi dell’attualità politica ed economica. Con Occhiuto in studio, ospite del conduttore Tommaso Labate, anche Maria Elena Boschi (Italia Viva) e Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia).

«Fare una no-tax area per i giovani»

Occhiuto ha anzitutto osservato: «Fino a quando l’Europa non si rende conto che bisogna dare più libertà nei vincoli di bilancio agli Stati membri per affrontare l’inflazione che sta mordendo dappertutto, io consiglierei al governo di evitare manovre sulle percentuali. Se invece, per esempio, si intervenisse nella direzione di azzerare le tasse per i giovani che oggi stanno lasciando il Paese, facendo una no-tax area per i giovani fino a 35 o 30 anni, forse questa sarebbe una misura di politica economica che piacerebbe di più ai giovani, interpreterebbe di più il futuro del Paese, piacerebbe di più anche ai padri e ai loro nonni».

«Il centrodestra deve fare iniziative più riconoscibili»

Secondo Occhiuto, poi, «il governo ha tenuto in ordine i conti, ha riparato anche i danni che nei conti erano stati provocati, ma lo ha fatto mentre ci sono state due guerre e due shock energetici, quindi di certo non è stato un governo fortunato. Il punto è che il percepito rispetto all’azione del Governo è forse peggio di quella che è stata l’attività del governo, che invece è stata un’attività meritoria rispetto alla riduzione dell’Irpef, perché forse non si è avuta la capacità di fare iniziative bandiera, iniziative che fossero immediatamente riconoscibili dagli elettori. Per esempio l’idea dell’esenzione del bollo auto: mi auguro che alla fine si faccia come fece Berlusconi per la prima casa, si abolisca per tutte le prime auto, però è una misura riconoscibile. Ridurre di qualche percentuale qualche tassa alla fine non interviene sul percepito degli elettori, nemmeno di centrodestra: quindi – ha proseguito il governatore calabrese a “Realpolitik” – io mi auguro che in questo anno che ci separerà dalle elezioni il centrodestra possa fare iniziative che siano effettivamente percepite dagli elettori. Perché hanno ragione gli agricoltori che protestano in Calabria: il prezzo del gasolio in agricoltura è raddoppiato in un anno e loro non sanno come fare, e se non sanno come fare il prezzo dei prodotti che loro trasportano viene raddoppiato per le tavole di tutti gli italiani. Io ho dovuto faticare questa settimana per trovare 15 milioni per quelle persone che giustamente sono arrabbiate. Bisogna fare cose che siano immediatamente riconoscibili dagli elettori, che possano percepire che il Governo si sta impegnando in quella direzione».

Forza Italia e non solo

Infine, i temi politici. La definizione di Forza Italia come un partito “ingiallito” – ha osservato Occhiuto – «ha fatto arrabbiare qualcuno all’interno di Forza Italia e mi dispiace, ma lo dicevo riferendomi a tutto il gruppo dirigente e anch’io sono vicesegretario nazionale di Forza. Dico che quando Berlusconi creò Forza Italia, era un partito innovativo, aperto al ceto produttivo e intellettuale, che i giovani guardavano con grande interesse. Nel mio libro mi chiedo se sia ancora così: forse no, perché quella carica innovativa rischiamo di averla persa. Dovremmo essere nel centrodestra la parte riformista che nel centrosinistra non è rappresentata. Nel centrodestra avremmo bisogno di un grande partito liberale e riformista, come Forza Italia in origine, per attrarre quel voto che il “campo largo” non riesce più ad intercettare. Chi vorrebbe riforme liberali nel “campo largo” non trova rappresentanza. Questo è un invito ad aprire il centrodestra a sensibilità oggi marginali. In questi anni siamo stati tutti con le braccia conserte ad aspettare che Giorgia Meloni . bravissima ad evolvere la destra in senso europeo — facesse il lavoro di tutti. No, il lavoro dei liberali e dei riformisti lo deve fare soprattutto Forza Italia». Del resto nel centrosinistra del resto – ha aggiunto Occhiuto – «non sono d’accordo sull’Ucraina, non sono d’accordo sull’antisemitismo, non sono d’accordo su nulla. E soprattutto la parte che vorrebbe le riforme è una parte reietta del “campo largo”. Io la Boschi nel centrodestra la vorrei, come vorrei Marattin, Calenda, come vorrei tutti quelli che hanno un’anima riformista, per rendere più forte il centrodestra e vincere contro questo campo largo che di riforme non ne sa fare nemmeno una». (a. cant.)

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