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Spopolamento e rilancio delle aree interne: il dibattito del “Serreinfestival” a Nardodipace

Istituzioni ed esperti si confrontano sul futuro dei borghi dell’entroterra calabrese: servizi, infrastrutture e cooperazione per contrastare l’abbandono

Pubblicato il: 04/10/2026 – 20:00
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Il tema dello spopolamento è stato ampiamente sviscerato dal “Serreinfestival” con il dibattito “Il grande patrimonio dimenticato dell’entroterra calabrese”, svoltosi simbolicamente nel vecchio abitato di Nardodipace, caratterizzato borgo che ormai conta solo sei residenti. A moderare l’incontro il presidente dell’associazione “Condivisioni” Bruno Censore, che si è presentato come uomo innamorato di “un borgo che fa sognare e ispira sentimenti positivi, un luogo ameno che consente di vivere pace e solitudine”. Dopo i veloci saluti di Graziella Tassone, che ha descritto la sua “follia di aprire qui una trattoria e dei B&B” prima di correre a cucinare la carne di capra, il sindaco Romano Loielo ha premesso che “oggi dimostriamo che le appartenenze possono essere scavalcate per arrivare ad un obiettivo comune che è quello di dare voce al territorio” per poi invitare a “fare leva sui nostri punti di forza, cioè il patrimonio naturale, il centro storico, i megaliti e i percorsi di trekking”. Entusiasta dell’ambiente circostante la presidente della Pro Loco di Spadola Teresa Rosi, secondo la quale “il segreto è collaborare e aggregarsi mantenendo la propria identità”. Ad avviso dello storico Armando Vitale, però, “l’identità deve far uscire dagli egoismi, immaginando un mondo aperto con collegamenti intensi e con comunità pulsanti”. Sulle azioni condotte negli anni scorsi a favore dei borghi si è soffermato l’ex dirigente regionale Domenico Schiava, che di fatto ha preparato le conclusioni del già presidente della Regione Mario Oliverio. Quest’ultimo ha auspicato che “queste iniziative non rimangano isolate, perché così si sfibrano, ma devono essere assunte come riferimento per mettere insieme energie e istituzioni”. Scendendo nei dettagli del tema principale, Oliverio ha affermato che “quella attuale è la fase dell’abbandono che si accompagna alla denatalità e quindi il saldo diventa nettamente negativo. Si notano segni di decadimento e spegnimento; il problema è economico, ma anche di offerta di qualità dei servizi”. Per l’ex governatore “c’è una tendenza allo spopolamento, partita dalla zone interne, che si è espansa diventando dato generale della Calabria”. La sua ricetta per rimettersi in carreggiata è articolata in tre punti: garanzia di servizi, a partire da quelli sanitari; investimenti in infrastrutture; incentivi all’occupazione non assistenziale. Insomma, una sfida assai difficile, ma non impossibile da vincere. Ci vuole coraggio, proprio come quello di Graziella Tassone.

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