Bruzzaniti, la difesa: «Una menzione in un atto giudiziario non equivale a un’imputazione»
L’avvocato Guendalina Chiesi interviene sul pezzo del 5 ottobre: «Natale Bruzzaniti è incensurato e non è imputato in “Roma Diabolika”». Contestata anche la ricostruzione dell’«alleanza strategica» a…
In relazione all’articolo pubblicato il 5 ottobre 2026 dal titolo «’Ndrangheta, l’“alleanza strategica” tra Bruzzaniti e Senese. Da Bova Marina a Roma per gli affari nel fotovoltaico», riceviamo e pubblichiamo le precisazioni formulate dall’avvocato Guendalina Chiesi nell’interesse di Leone e Natale Bruzzaniti.
La difesa precisa innanzitutto che Leone Bruzzaniti non ha mai riportato condanne per associazione di tipo mafioso ex art. 416-bis c.p. e riferisce che le contestazioni formulate nel tempo nei suoi confronti per tale fattispecie avrebbero avuto esito assolutorio. Contesta inoltre la ricostruzione secondo cui tra Bruzzaniti e Michele Senese sarebbe esistita una «alleanza strategica», espressione richiamata nell’ordinanza giudiziaria alla base dell’articolo.
Quanto a Natale Bruzzaniti, la difesa sottolinea che è incensurato, circostanza riportata anche nel provvedimento giudiziario citato nell’articolo, e che non è destinatario dell’ordinanza cautelare relativa all’operazione “Roma Diabolika”. Viene inoltre precisato che, secondo quanto rappresentato dal legale, non gli è stata notificata alcuna misura cautelare, alcun avviso di conclusione delle indagini ex art. 415-bis c.p.p. né altra contestazione formale relativa ai fatti narrati.
La difesa evidenzia inoltre che né Leone né Natale Bruzzaniti risultano imputati nei procedimenti “Assedio” e “Roma Diabolika” dai quali provengono le risultanze richiamate nel pezzo e chiede che venga mantenuta distinta la loro posizione personale e processuale dalle ricostruzioni investigative contenute negli atti giudiziari. Il nome di Natale Bruzzaniti compare nell’ordinanza nell’ambito della ricostruzione di una conversazione del 2 maggio 2019. La difesa sottolinea che tale menzione non equivale a una contestazione penale né a un accertamento di responsabilità e contesta ogni rappresentazione che possa far derivare dal rapporto familiare con Leone Bruzzaniti una collocazione personale in contesti mafiosi.
