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le cifre e il lungo iter

Ospedale della Sibaritide, Moroni: «Qualcuno forse sperava non si realizzasse»

Il commissario per l’edilizia sanitaria della Regione Calabria: «Fondamentali gli strumenti di emergenza della Protezione Civile, è surreale»

Pubblicato il: 06/10/2026 – 16:13
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CORIGLIANO ROSSANO «Al di là dell’intenzione di tutti, c’era qualcuno che quest’opera sperava non si realizzasse». Le parole, dure, sono state pronunciate dal commissario delegato della Presidenza del Consiglio dei ministri per l’edilizia sanitaria della Regione Calabria, Claudio Moroni. Il riferimento è alla realizzazione del nuovo ospedale della Sibaritide: questa mattina, sono stati inaugurati i primi 22 ambulatori del noscomio. L’affondo dell’ingegnere è durissimo e non lascia spazio ad altre interpretazioni, gli ostacoli lungo il percorso sono stati superati «grazie agli strumenti di emergenza della Protezione Civile, il che è surreale: il Governo ha deliberato lo stato di emergenza esattamente come se fossimo a valle di un terremoto (…) altrimenti questo ospedale probabilmente non l’avreste visto neanche fra altri trent’anni».

Qualche numero, tutti gli step

Dopo la premessa, Moroni passa ai numeri. «Nel 2007 è stato decretato lo stato di emergenza con le medesime finalità e – tre anni dopo – la pratica si è chiusa senza alcun risultato, salvo la redazione di un progetto preliminare. Si è arrivati al 2024, all’approvazione della variante di un progetto risalente agli inizi degli anni 2000». Al netto di un iter evidentemente tortuoso, «si è dato avvio al cantiere e questo tengo a sottolinearlo – dice Moroni – perché la struttura che oggi potete visitare è stata evidentemente realizzata».
Facendo un doveroso ma necessario sforzo di memoria, si parte dal 2013: anno dell’aggiudicazione della gara. Sarà necessario, tuttavia, attendere sette anni prima che «tra i mesi di novembre 2020 e marzo 2022» vengano «saldati i progetti e gli scavi» per un avanzamento totale pari a «13 milioni, circa 800 mila euro al mese». Tra il 2022 e il 2024, «la cifra aumenta attestandosi a 1 milione e 300 mila euro al mese». «Dal 2024, dopo l’approvazione della variante abbiamo dovuto fronteggiare sette incendi in quattro mesi, ma i lavori sono proseguiti» – aggiunge Moroni – e tra i mesi di aprile 2025 e settembre 2026, «abbiamo proceduto con un avanzamento di 8,2 milioni di euro al mese. L’opera oggi è in uno stato di avanzamento pari al 90%». Occorerà – dunque – attendere prima di rendere fruibile l’intera struttura, ma accanto ai lavori e agli iter burocratici sarà necessario sbrogliare altre matasse. «Pianificare le attività sanitarie, l’organizzazione e il trasferimento dei reparti per garantire il servizio nel modo migliore», conclude Moroni. (f.b.)

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