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LA SFIDA DELL’EDILIZIA SANITARIA

Dai cantieri ai primi servizi. Il dossier dei nuovi ospedali (finalmente) si materializza

Il punto dopo l’inaugurazione dei primi 22 ambulatori nella Sibaritide. Sul tavolo anche Vibo e Piana di Gioia Tauro. E le delicate “partite” di Catanzaro e Cosenza

Pubblicato il: 07/10/2026 – 10:34
di Antonio Cantisani
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CATANZARO Pastoie burocratiche, “resistenze” e lentezze politiche, persino attentati, incendi e danneggiamenti nei cantieri. Insomma, tutto il campionario degli ostacoli possibili e immaginabili ha costellato il dossier dei nuovi ospedali della Calabria. Ma l’inaugurazione dei primi 22 ambulatori in quello della Sibaritide è il segnale concreto che qualcosa finalmente si è mosso. Si è trattato – va ricordato – del primo step di un percorso di attivazione del presidio ospedaliero che procederà secondo una metodologia modulare concordata con l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza e che consentirà il graduale trasferimento delle attività dagli ospedali di Corigliano e Rossano, ma il dato anche “visivo” è comunque significativo. Quello della realizzazione di presìdi ospedalieri moderni è un altro capitolo del complesso “pianeta” sanità che rappresenta sicuramente un’altra grande sfida, oltre che una priorità, per il presidente Roberto Occhiuto e la Regione, in quella che si può definire la fase 2 della gestione del settore dopo la fine del commissariamento: è il capitolo dell’edilizia sanitaria. Qui la Calabria resta in regime commissariale dopo l’ultima proroga concessa dal governo su richiesta ovviamente della Regione: l’obiettivo è quello di colmare i ritardi accumulati dal 2007 a oggi grazie ai poteri straordinari oggi in mano al commissario Claudio Moroni, dg del Dipartimento Lavori pubblici della Regione e “braccio operativo” dello stesso Occhiuto. Sul tavolo i tre grandi nuovi ospedali della Sibaritide, di Vibo Valentia (nella foto) e della Piana di Gioia Tauro (Palmi), interessati da una corsa contro il tempo non priva di ostacoli e incognite, ma anche, in prospettiva più lunga nel tempo, i nuovi ospedali di Catanzaro e di Cosenza.

Il punto

Il punto sulla base delle (poche e parziali) informazioni disponibili. «Ospedale della Sibaritide: completamento dei lavori previsto entro la fine del 2026. Ospedale di Vibo Valentia: consegna dell’infrastruttura entro la fine del 2027. Ospedale di Palmi: completamento entro la fine del 2028»: è questo il cronoprogramma contenuto negli ultimi documenti di programmazione della Regione Calabria. Ovviamente, la grande sfida sarà rispettare queste “deadline”. negli ultimi 4 anni, su input del governatore Occhiuto, si è registrata complessivamente un’evidente accelerazione, ma da fare c’è ancora tanto. Da specificare il fatto che oggettivamente il rispetto di quel cronoprogramma appare ai limiti dell’impossibile (ad esempio, secondo alcuni tecnici il nuovo ospedale della Sibaritide dovrebbe essere pronto nella prossima primavera, mentre per Vibo e Piana di Gioia Tauro dalle parti della Regione si è “abbottonatissimi” quanto a tempistica). In generale però un elemento va riconosciuto: dopo una buona quindicina di anni di “zero fatti” e “prime pietre” rimaste uniche, il dossier dei nuovi ospedali della Calabria è finalmente nella fase pienamente operativa. Anche qualche numero lo testimonia.

Gli avanzamenti

Il commissariamento per l’edilizia sanitaria ha finora prodotto oltre 120 determine, in gran parte dedicate ai tre presìdi di cui sopra, e più o meno distribuite così: quasi una trentina per Sibaritide e Vibo, 13 per la Piana di Gioia Tauro).  Il diverso numero delle determine rispecchia l’avanzamento dei cantieri: se quello della Sibaritide è in avanzatissima fase di realizzazione (al 90% secondo Moroni), Vibo è in una fase più intermedia (qui si è al Sal numero 30), mentre Palmi è ancora in una fase iniziale (qui si è al Sal numero 5) anche se proprio nei giorni scorsi si è registrato un importante passo avanti con l’approvazione del progetto esecutivo di fase 1, propedeutico alla prossima ripresa dei lavori. Il punto su Vibo e Palmi l’ha fatto ieri lo stesso Occhiuto parlando ai margini dell’inaugurazione dei primi 22 ambulatori dell’ospedale della Sibaritide: «Tra qualche tempo inaugureremo anche l’ospedale di Vibo Valentia, anche quello è un ospedale promesso venti anni fa, e, dopo aver affrontato e risolto tutte le criticità dell’ospedale della Piana di Gioia Tauro, di Palmi, finalmente ora ricominceranno anche lì i lavori e quindi dimostreremo che le opere pubbliche in Calabria si possono fare».

Catanzaro e Cosenza

C’è poi la “partita”, questa davvero molto grossa per le evidenti implicazioni politiche, dei nuovi ospedale di Catanzaro e di Cosenza. Se per Cosenza c’è un evidente sprint, esemplificato dalla recente approvazione del progetto fattibilità tecnico-economica e la pubblicazione della gara mediante appalto integrato, in alto mare invece Catanzaro. Il nuovo ospedale di Catanzaro è al centro di un forte “braccio di ferro” nella politica catanzarese con riferimento alla localizzazione (con la divisione verticale tra chi predilige un’area vicina all’attuale “Pugliese” e chi predilige un’area a Germaneto, opzione gradita anche a Occhiuto): si attende “ad horas” comunque il parere del Politecnico di Milano a cui il commissario Moroni ha assegnato il compito di redigere ipotesi progettuali sulla localizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro. (redazione@corrierecal.it)

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