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La rete del narcotraffico tra Calabria, Puglia e Basilicata. Antonio Giannetta assolto dall’accusa associativa

Il processo nasce da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Potenza che aveva coinvolto diversi imputati pugliesi, lucani e calabresi

Pubblicato il: 07/10/2026 – 8:13
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POTENZA La Corte di assise di Potenza ha assolto Antonio Giannetta dall’accusa di associazione finalizzata al narcotraffico. Il processo nasce da un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Potenza che aveva coinvolto diversi imputati pugliesi, lucani e calabresi, tra cui persone della provincia di Reggio Calabria. Giannetta – difeso dall’avvocato Gianpiero Calabria – secondo l’accusa avrebbe avuto un ruolo di vertice all’interno di un presunto sottogruppo, ma è stato assolto dal reato associativo contestato al capo 1 «per non aver commesso il fatto». Per il capo 40, relativamente all’episodio del 21 novembre 2015, la Corte ha pronunciato l’assoluzione «perché il fatto non sussiste» mentre per i capi 39 e 40, limitatamente all’episodio dell’11 febbraio 2016, è stata dichiarata l’improcedibilità per intervenuta prescrizione.

La precedente assoluzione nel processo Valle dell’Esaro

Antonio Giannetta ottiene, dunque, un esito favorevole rispetto ad un’accusa associativa collegata al narcotraffico. Nel processo denominato Valle dell’Esaro, infatti, l’imputati era stato assolto dall’accusa di aver fatto parte di un presunto sodalizio dedito al narcotraffico e ritenuto riconducibile al gruppo Presta egemenone a Roggiano Gravina. In quello stesso procedimento era stato invece condannato per un singolo episodio di spaccio. (f.b.)

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