Morte Edison Malaj, rinvio a giudizio del titolare dell’impresa. Soddisfatta la Fillea
La prima udienza del processo è stata fissata per il 9 dicembre 2026 davanti al Tribunale di Castrovillari
COSENZA «Il rinvio a giudizio del titolare dell’impresa per cui lavorava Edison Malaj e l’ammissione della Fillea Cgil Cosenza – Pollino come parte civile rappresentano un importante passo avanti nel percorso giudiziario per fare piena luce sulla morte di Edison, avvenuta il 16 febbraio 2024 in un cantiere di Frascineto, dove il lavoratore venne travolto e schiacciato da pesanti lastre di cemento. La prima udienza del processo è stata fissata per il 9 dicembre 2026 davanti al Tribunale di Castrovillari. Dopo oltre trenta mesi, la famiglia di Edison ha finalmente davanti a sè un percorso processuale. La Fillea Cgil continuerà a stare al fianco della moglie Silvana e dei figli Sara e Gabriele, accompagnandoli nella ricerca della verità e della giustizia. La nostra costituzione di parte civile non e’ un atto formale o simbolico. Il Tribunale – si fa rilevare – ha riconosciuto che la morte di Edison ha leso anche il diritto del sindacato a perseguire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, che rappresenta una delle finalità fondamentali della Fillea Cgil. Ma la giustizia arriva necessariamente dopo che una tragedia si è consumata». Per questo, scrive la Fillea, «accanto alla vicenda giudiziaria, continueremo a portare avanti la nostra battaglia per cambiare le condizioni che ancora oggi producono morti nei luoghi di lavoro. Chiediamo il riconoscimento dello status di vittima del dovere per i lavoratori che perdono la vita sul lavoro, con conseguenti tutele per le loro famiglie; il gratuito patrocinio senza limiti di reddito, affinchè nessuna famiglia sia costretta a rinunciare alla tutela dei propri diritti per ragioni economiche; e l’istituzione di una Procura nazionale del Lavoro, capace di coordinare e rafforzare l’azione investigativa sui reati legati alla sicurezza e alle morti sul lavoro. A queste misure – secondo il sindacato – deve aggiungersi un sostegno economico immediato alle famiglie attraverso il riconoscimento di un danno provvisionale. La morte di Edison Malaj, come quella di ogni lavoratore che non torna a casa, non può essere ridotta a un numero. Dietro ogni infortunio mortale c’è una persona, una famiglia e una comunità che vengono colpite per sempre. La memoria di Edison deve trasformarsi in qualcosa di concreto: verità, giustizia, diritti e prevenzione. Perchè il vero obiettivo – si legge in conclusione – non può essere soltanto accertare le responsabilità dopo una tragedia, ma fare tutto ciò che è necessario affinchè tragedie come questa non accadano mai più».
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