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accolto il ricorso

Cosenza, il Tar dà ragione a un candidato gravemente malato. Potrà sostenere le prove fisiche per la Polizia

Non aveva potuto presentarsi alla prova fisica. Gli era stata diagnosticata una patologia ematologica che necessitava di un trattamento chemioterapico

Pubblicato il: 09/10/2026 – 18:36
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COSENZA Una vicenda personale segnata da una grave malattia si è conclusa con un esito positivo sul piano della tutela giudiziaria e della partecipazione a una procedura concorsuale pubblica. Il candidato al concorso per l’assunzione di 1.000 allievi vice ispettori della Polizia di Stato, è stato convocato il 26 ottobre 2026 per sostenere le prove di efficienza fisica in una sessione straordinaria. La convocazione arriva dopo l’intervento del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Roma, Sezione Prima Quater, nel giudizio promosso contro il Ministero dell’Interno. Il ricorso è stato esaminato nella camera di consiglio del 6 ottobre 2026.

L’esito del processo

L’ordinanza ha accolto la domanda cautelare e ha disposto la riammissione del candidato alla procedura concorsuale. Il provvedimento giudiziario ha ordinato all’Amministrazione di consentire lo svolgimento delle prove di efficienza fisica in una sessione straordinaria, disponendo la convocazione entro trenta giorni dalla comunicazione o, se anteriore, dalla notificazione dell’ordinanza. Nel caso in questione, il ricorrente non aveva potuto presentarsi alla prova fisica fissata il 24 luglio 2026, in quanto gli era stata diagnosticata una patologia ematologica per la quale aveva iniziato un trattamento chemioterapico. La documentazione sanitaria prodotta attestava l’impossibilità solo temporanea di affrontare lo sforzo fisico richiesto e indicava nel 15 settembre 2026 una possibile data per il recupero della prova. L’Amministrazione aveva respinto l’istanza di differimento, richiamando in ottica tassativa e restrittiva il calendario concorsuale e ritenendo che una seduta successiva al 31 luglio non fosse possibile
Secondo il Collegio, però, la clausola del bando e la disciplina regolamentare non potevano essere interpretate nel senso di escludere sempre e comunque una riorganizzazione del calendario, senza un concreto bilanciamento tra le esigenze di celerità della procedura e la tutela della salute del candidato. In questa ottica sono state accolte tutte le questioni sollevate dall’avvocato Dario Sammarro che ha patrocinato il ricorso.
Per il ricorrente, la convocazione del 26 ottobre rappresenta soprattutto la possibilità di tornare a misurarsi con la procedura per la quale aveva studiato e lavorato, dopo mesi difficili affrontati tra cure, incertezza e attesa. (f.b.)

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