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’Ndrangheta, processo Habanero: ergastolo per la strage di Ariola. Dodici condanne e quattro assoluzioni – I NOMI

La sentenza del gup di Catanzaro nel processo contro la cosca Maiolo delle Preserre vibonesi. Carcere a vita per Francesco Capomolla. Quattro imputati assolti

Pubblicato il: 09/10/2026 – 13:51
di Giorgio Curcio
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CATANZARO Dodici condanne, tra cui un ergastolo, e quattro assoluzioni. È il bilancio della sentenza pronunciata dal gup distrettuale di Catanzaro, Pietro Agosteo, nel processo celebrato con rito abbreviato e nato dall’inchiesta antimafia “Habanero”, coordinata dalla Dda di Catanzaro contro la cosca Maiolo, attiva nelle Preserre vibonesi. La decisione più significativa riguarda Francesco Capomolla, condannato all’ergastolo, come richiesto dal pubblico ministero Andrea Buzzelli. Al centro del procedimento anche la cosiddetta strage di Ariola del 25 ottobre 2003, costata la vita a tre persone. Tra le altre condanne spiccano i 16 anni e 4 mesi inflitti a Vincenzo Pisano, i 13 anni e 6 mesi a Giuseppe Taverniti e i 13 anni a Domenico Fusca.

L’inchiesta Habanero

L’operazione, condotta dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia, aveva ricostruito le presunte attività criminali della cosca Maiolo, radicata soprattutto nei territori di Acquaro, Gerocarne, Soriano e Dasà. Le accuse comprendevano, a vario titolo, associazione mafiosa, omicidio plurimo, concorso esterno, estorsioni, reati in materia di armi e sostanze stupefacenti, oltre a ipotesi di condizionamento delle attività economiche e degli appalti. Secondo la ricostruzione investigativa, il sodalizio avrebbe esercitato una significativa influenza sugli equilibri criminali delle Preserre vibonesi, anche attraverso rapporti con altre articolazioni della ‘ndrangheta. La strage di Ariola Uno dei capitoli più importanti del procedimento riguarda la strage avvenuta il 25 ottobre 2003, quando un commando armato aprì il fuoco contro un’automobile nella frazione Ariola di Gerocarne. Nell’agguato morirono Stefano Barilaro, Francesco Gallace e Giovanni Gallace, mentre una quarta persona, Antonio Chiera, riuscì a sopravvivere. Secondo la ricostruzione della Dda, l’eccidio si inseriva nella sanguinosa faida tra gruppi criminali delle Preserre e sarebbe stato organizzato nell’ambito della strategia di riaffermazione del potere della cosca Maiolo. Un episodio sul quale gli inquirenti hanno raccolto anche le dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ricostruendo i rapporti tra i protagonisti della vicenda e gli equilibri mafiosi del territorio.

Le condanne – I NOMI

• Francesco Capomolla: ergastolo
• Vincenzo Pisano: 16 anni e 4 mesi
• Giuseppe Taverniti: 13 anni e 6 mesi
• Domenico Fusca: 13 anni
• Nicola Antonio Papaleo: 11 anni
• Rodolphe Pinto: 10 anni e 10 mesi
• Cristian Domenico Capomolla: 10 anni e 8 mesi
• Sandro Ganino: 10 anni e 8 mesi
• Cosimo Bertucci: 6 anni
• Francesco Bertucci: 6 anni
• Francesco Antonio Ciconte: 5 anni e 8 mesi
• Rinaldo Loielo: 2 anni e 6 mesi

Le assoluzioni – I NOMI

Quattro gli imputati assolti: Francesco Tarzia, Giorgio Galiano, Luca Marano e Francesca Silipo.
Il procedimento con rito ordinario nei confronti degli altri imputati prosegue separatamente davanti al Tribunale di Vibo Valentia. (g.curcio@corrierecal.it)

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